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Categoria: Teatro
Creato Sabato, 01 Luglio 2017

comparseCome agnelli all’altare, recensione di Irene Carrubba e Eugen Galasso (n°203)

di Lucio e Brunetto Binelli; trasposizione, riduzione, regia e interpretazione: Luigi Ottoni; luci e fono: Maria Pia Zanetti.

Per nulla “celebrativo” della Prima Guerra Mondiale, qui definita giustamente “delirio collettivo” e considerata un inutile massacro, questo spettacolo mostra, con testimonianze (lettere ritrovate, diari, altro materiale, anche quello filmato d’epoca), l’assurdo ma calcolato sacrificio di masse, soprattutto (non solo, ma certamente soprattutto) proletarie.

 

Non potendo abbracciare tutto il conflitto (pur con ampi riferimenti al “macrotesto bellico”, iniziando dall’uccisione dell’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d’Austria-Ungheria e della moglie Sofia ad opera del nazionalista serbo-bosniaco Gavrilo Princip) per motivi di spazio e di tempo, “Come agnelli...” sceglie di concentrare la narrazione drammaturgica sul conflitto svoltosi sui monti dell’Adamello - Presanella, in specie sul Corno di Cavento, dunque dal 1915 in poi.

In particolare (il teatro necessita sempre di figure-cardine) si rifà alle testimonianze di due giovani ufficiali, entrambi aristocratici, il tenente Degli Albizzi e il tenente Hecht von Eleda.

Il regista / drammaturgo / protagonista Luigi Ottoni tiene egregiamente la scena, con l’ausilio di alcuni oggetti-simulacro d’epoca, come una lanterna, degli elmetti, un “riproduttore” fotografico, delle lettere, un libro.

Il ruolo di narratore / interprete, che rende anche la figura del “coro” (quella bellica era, ed è, per eccellenza tragedia corale), è profondamente partecipato, al meglio, dallo stesso Ottoni.

Sempre opportuna la scelta delle luci e della fonica (canzoni belliche e non solo, colpi di fucile) da parte di Maria Pia Zanetti, attrice e ortoepista (specialista della dizione), in uno spettacolo in cui ogni scena si collega alle altre senza soluzione di continuità, dove ogni suono e ogni segnale luminoso si “tengono”, si compongono quasi sinfonicamente...

 

 

 

 

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