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Categoria: Cinema
Creato Domenica, 11 Febbraio 2018

Locandina del film C'est la vieC’est la vie – Prendila come viene, recensione di Luca Baroncini

di Olivier Nakache ed Eric Toledano 

con Jean-Pierre Bacri, Jean-Paul Rouve, Gilles Lellouche, Vincent Macaigne, Eye Haidara, Suzanne Clément

Se al cinema si chiede principalmente di mettere la propria vita tra parentesi, o anche solo di passare un paio d’ore spensierate senza azzerare per forza il cervello, il francese “C’est la vie” può rivelarsi un’ottima scelta. I due registi Olivier Nakache ed Eric Toledano, infatti, noti al pubblico per il successo straordinario di “Quasi amici”, costruiscono una vera e propria girandola di situazioni esilaranti a cui è impossibile resistere. 

Lo spunto di partenza è molto semplice: un ragazzo e una ragazza si sposano. Al centro del racconto, però, non è tanto il loro amore, quanto il dietro le quinte del loro banchetto di nozze. Il punto di vista è infatti quello della società di catering che organizza il ricevimento nuziale e l’occasione consente la costruzione di una commedia degli equivoci davvero brillante in cui si intersecano le vite di tutti, ma proprio tutti, quelli che gravitano intorno al matrimonio, dal fotografo ai parenti degli sposi. 

Perché questa commedia funziona mentre tante altre no? Il successo della formula è dato dagli ingredienti e dalla capacità di dosarli: personaggi ben delineati in fase di scrittura, cui bastano pochi tratti per rappresentare lo stereotipo che sono chiamati a incarnare senza scadere nella macchietta ma mantenendo verosimiglianza; interpreti affiatati, in parte e in grado di stare al gioco con disinvoltura; una sceneggiatura perfetta fatta di contrasti ben impostati e ostacoli a ripetizione che fanno penare i personaggi ma divertire molto noi; battute efficaci (finalmente si ride di gusto); una unità di tempo e di luogo (un giorno, dalla mattina alla sera, in una bellissima villa fuori Parigi) che contribuisce a non disperdere l’alto potenziale narrativo; una regia molto abile nel gestire i tempi comici e nel ritmare l’azione non lasciando mai un attimo di tregua; alcuni rimandi all’attualità che contestualizzano la vicenda collocandola nel presente. Mescolando il tutto si ottiene un’ottima commedia dove i toni brillanti non stancano mai e ti viene voglia di sapere cosa succederà ai personaggi quando lo schermo si sarà spento. 

Può sembrare semplice, invece non lo è affatto e bisogna riconoscerne il valore. Ne è una riprova la mole impressionante di commedie prodotte in Italia ogni anno nel tentativo, il più delle volte vano, di imporsi agli occhi del pubblico. Vista la moda dei rifacimenti di film di successo, discutibile ma remunerativa, ci si immagina già una versione italiana con Claudio Bisio, nel ruolo dell’organizzatore di eventi da cui tutto finisce per dipendere, al posto del bravo Jean-Pierre Bacri.

 

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