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Categoria: Cinema
Creato Mercoledì, 01 Novembre 2017

DOISNEAU ManifestoRobert Doisneau. La lente delle meraviglie, recensione di Irene Carrubba e Eugen Galasso

(“Le révolté du merveilleux”) 

Documentario di Clémentine  Deroudille

Robert Doisneau (1912-1994) è uno dei grandi fotografi del Novecento. La sua arte racconta la realtà, non certo pretendendo di rappresentarla nella sua oggettività, ma come appare, prediligendo bambini, innamorati, periferie, dedicando un book ai tatuati (quando erano decisamente una rarità). Era un litografo con la passione della fotografia, che riuscì ad essere per tutta la vita fotografo professionista. 

Alieno da ogni zdanovismo (appunto: la realtà solo come oggettiva, al servizio dell’ideologia comunista, nella concezione dell’estetologo di Stalin) e da ogni rivoluzionismo terzomondista, Robert Doisneau era una persona semplice, capace di appassionarsi, ma anche di essere distaccato; durante la guerra fu resistente, poi sempre sostanzialmente di sinistra, ma non decisamente schierato.

Questo documentario della nipote Clémentine Deroudille, figlia della figlia di Doisneau, ci mostra tante sue fotografie, ma anche l’uomo Robert Doisneau, nella sua bonomia non priva di humor, tipicamente francese eppure internazionale; ce ne dà testimonianze ampie attraverso lo scrittore  Daniel Pennac, suo grande amico, come lo erano stati Jacques Prévert, anch’egli vicino al “Front populaire”, Blaise Cendrars, meno noto in Italia ma scrittore di notevole spessore, Jean-Claude Carrière, scrittore e sceneggiatore  surrealista, l’attrice Sabine Azéma, ottima interprete e grande amica del fotografo. 

Una documentazione di indubbio valore su Parigi, sulla Francia, rappresentata soprattutto nelle sue periferie, sulla realtà letta appunto come cumulo, talora anche unitario di impressioni, per  riportarci a una bellissima esperienza, che coinvolge anche chi di fotografia si interessa poco o nulla. 

 

 

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