Cinema

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Categoria: Cinema
Creato Sabato, 01 Settembre 2018

Lucas Hedges in Boy Erased Come hai detto che si chiama? di Luca Baroncini

Il nome Lucas Hedges probabilmente non vi dice molto. Eppure il giovanissimo attore americano, nato a Brooklyn nel 1996, ha già partecipato ad alcuni dei progetti più significativi degli ultimi anni. Piccole parti in “Moonrise Kingdom” e “Grand Budapest Hotel” lo hanno fatto notare, ma la consacrazione definitiva è avvenuta con “Manchester by the Sea”, il dramma di Kenneth Lonergan vincitore di due Oscar per cui il giovane Hedges, nel difficile ruolo del nipote del protagonista da poco rimasto orfano di padre, ha ottenuto la candidatura all’Oscar come Migliore Attore Non Protagonista.

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Creato Sabato, 01 Settembre 2018

LuckyLucky, recensione di Luca Baroncini

di John Carroll Lynch 

con Harry Dean Stanton, David Lynch, Ron Livingston, Ed Begley Jr., Tom Skerritt

Lucky è un novantenne ateo, single e senza figli che vive in una piccola città americana ai margini del deserto, uno di quei luoghi sospesi tra realtà e mito dove il tempo scorre ma tutto sembra restare immutato e simile alla location di un vecchio film western. Lucky, però, è anche l’attore Harry Dean Stanton, alla sua ultima interpretazione (è morto poco dopo la fine delle riprese per cause naturali).

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Creato Domenica, 15 Luglio 2018

Nicole Kidman Quando parlando (di cinema) si urla di Luca Baroncini (n°214)

Oltre a non esistere più le mezze stagioni, non esistono più nemmeno i pareri sfumati. Quando si parla di qualsiasi cosa, e in questo articolo ci occuperemo di film, il mondo si divide ormai in “hater” (coloro che odiano, spesso a prescindere) e “fan” (coloro che invece amano e sostengono, anche loro non sempre a ragion veduta). I social network hanno di sicuro amplificato questo bisogno di assoluto perché spesso, in poche righe, a volte proprio attraverso poche parole, addirittura sillabe o espressioni gergali, finanche emoticon, ci si sente in dovere di essere netti, perentori, definitivi.

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Creato Giovedì, 05 Luglio 2018

Colin FarrellIl sacrificio del cervo sacro, recensione di Luca Baroncini (n°214)

di Yorgos Lanthimos

con Colin Farrell, Nicole Kidman, Barry Keoghan, Alicia Silverstone

Yorgos Lanthimos si è ormai imposto nel panorama internazionale grazie al suo cinema in cui a emergere sono alienazione, incomunicabilità e angosce contemporanee.

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Creato Giovedì, 31 Maggio 2018

Uomo che pescaCannes 2018: quel che resta del festival, di Luca Baroncini (n°213)

Quando pronunci la parola Cannes negli occhi dell’interlocutore si accende un immaginario fatto di eleganza, auto di lusso, alberghi sontuosi, spiagge esclusive, divi sorridenti, feste mondane e poi anche film. La realtà, per un festivaliero d.o.c., è molto meno scintillante perché sono quasi unicamente i film, e il tentativo di vederne il più possibile, il vero obiettivo delle lunghe ma velocissime giornate.

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Creato Martedì, 01 Maggio 2018

Copertina del film "Lovers"Lovers, recensione di Luca Baroncini

di Matteo Vicino (n°212)

con Primo Reggiani, Margherita Mannino, Ivano Marescotti, Antonietta Bello, Luca Nucera 

“Lovers” di Matteo Vicino è un film molto pensato e curato e non sembra un’opera prima. E infatti non lo è. Si tratta del terzo film dopo “Young Europe”, commissionato dal progetto europeo Icarus e coordinato dalla Polizia Stradale italiana per sensibilizzare sulla sicurezza stradale, e la commedia “Outing – Fidanzati per sbaglio”.

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Creato Domenica, 22 Aprile 2018

Ragazza in biciclettaLe donne della mia vita, recensione di Luca Baroncini (n°211)

di Mike Mills 

con Annette Bening,  Elle Fanning, Greta Gerwig, Billy Crudup

In Italia non è uscito in sala ma solo in dvd con il titolo anonimo “Le donne della mia vita”. L’originale “20th Century Women” suonava decisamente meglio. Nel 2017 è stato candidato all’Oscar per la sceneggiatura originale di Mike Mills, anche regista.

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Creato Domenica, 22 Aprile 2018

locandina del film InsyriatedInsyriated, recensione di Luca Baroncini (n°211)

di Philippe Van Leeuw

con Hiam Abbass, Diamand Abou Abboud, Juliette Navis, Mohsen Abba 

La guerra può essere mostrata da vari punti di vista, tutti ugualmente devastanti. Il direttore della fotografia belga Philippe Van Leeuw, alla seconda regia dopo “Le jour où Dieu est parti en voyage” che racconta il calvario di una donna tutsi alla ricerca dei propri figli durante il genocidio del 1994 in Ruanda, sceglie di indagarla dal buco della serratura.

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Creato Giovedì, 01 Marzo 2018

Valeria Golino e Alba RohrwacherQuattro giorni alla Berlinale 2018,  di Luca Baroncini (n°210)

Il modo migliore per approcciarsi alla Berlinale è azzerare le aspettative e lasciarsi andare al flusso. Consiglio che vale per qualunque festival e qualunque visione cinematografica ma che per la manifestazione tedesca è ancora più importante. Se, infatti, a Cannes e Venezia ci si aspetta di vedere i film che si fronteggeranno nella stagione dei premi che si concluderà con l’attribuzione degli Oscar, e questo volente o nolente finisce per condizionare anche i cuori più puri, a Berlino c’è maggiore libertà e voglia di sperimentare, non solo nelle sezioni collaterali ma anche nel concorso.

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Creato Giovedì, 01 Marzo 2018

Locandinina del film "Quello che non so di lei"Quello che non so di lei, recensione di Luca Baroncini (n°210)

di Roman Polanski 

con Emmanuelle Seigner, Eva Green, Vincent Perez

Roman Polanski continua a riflettere sul rapporto tra verità e finzione, da sempre alla base del suo sguardo cinematografico. Questa volta, trasponendo il romanzo “Da una storia vera” di Delphine de Vigan, mette in scena una scrittrice in crisi creativa, la tormentata Delphine, reduce da un grande successo incentrato sulla figura di sua madre e vittima di uno stalker epistolare che la accusa di avere diffamato la propria famiglia.

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Creato Domenica, 11 Febbraio 2018

Locandina del film C'est la vieC’est la vie – Prendila come viene, recensione di Luca Baroncini (n°209)

di Olivier Nakache ed Eric Toledano 

con Jean-Pierre Bacri, Jean-Paul Rouve, Gilles Lellouche, Vincent Macaigne, Eye Haidara, Suzanne Clément

Se al cinema si chiede principalmente di mettere la propria vita tra parentesi, o anche solo di passare un paio d’ore spensierate senza azzerare per forza il cervello, il francese “C’est la vie” può rivelarsi un’ottima scelta. I due registi Olivier Nakache ed Eric Toledano, infatti, noti al pubblico per il successo straordinario di “Quasi amici”, costruiscono una vera e propria girandola di situazioni esilaranti a cui è impossibile resistere. 

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Creato Domenica, 11 Febbraio 2018

STRONGER-Jeff Bauman e Jake GyllenhaalStronger, recensione di Luca Baroncini (n°209)

di David Gordon Green

con Jake Gyllenhaal, Tatiana Maslany, Clancy Brown, Frankie Shaw, Miranda Richardson

L’attentato alla maratona di Boston del 15 aprile 2013, in cui l’esplosione di due ordigni piazzati vicino al traguardo causò la morte di tre persone e il ferimento di altre 264, è già stato portato sullo schermo da Peter Berg nel thriller “Boston”, incentrato sulla conseguente caccia all’uomo.

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Creato Lunedì, 01 Gennaio 2018

starwarsStar Wars: Gli ultimi Jedi, recensione di Domenico Secondulfo (n°208)

Confesso subito di avere visto tutti i film della serie appena usciti, quindi anche il primo, e questo per fare subito outing come “nostalgico” della serie. Detto questo, due parole sull’ultimo rampollo, il secondo (terzo se ci mettiamo Rogue One), se ben ricordo, della “era Disney” che, mi pare chiaro, non mi sta particolarmente simpatica.

Ma veniamo al film. Innanzitutto un film sessista, tutti i buoni sono femmine e tutti i cattivi maschi, e questo rispolverando alcuni luoghi comuni maschilisti degli anni ’50 e ’60, qui al femminile, in stile capitani coraggiosi e duri eroi, una scelta squallida e sessista da parte della nuova produzione che tenta di agganciare commercialmente il minimo comun denominatore, a suo parere, di questi ultimi tempi in tema di “guerra dei sessi”. Del resto la Disney, sin dalla sua nascita, non ha certo brillato per equilibrio e indipendenza, basti ricordare cosa faceva il suo fondatore Walt, spia per l’Fbi ai tempi del Maccartismo (cfr. Repubblica, 7.5.93). Quindi sul piano politico-culturale un triste appiattimento sia nei contenuti che nelle forme narrative.

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Creato Lunedì, 01 Gennaio 2018

Ella&JhonElla & John, recensione di Luca Baroncini (n°208)

di Paolo Virzì 

con Helen Mirren e Donald Sutherland

Paolo Virzì in trasferta americana ripropone, con la complicità di Stephen Amidon, Francesca Archibugi e Francesco Piccolo in sede di scrittura, una strana coppia on the road.

Non distaccandosi troppo dal modello Micaela Ramazzotti /Valeria Bruni Tedeschi de “La pazza gioia”, il regista livornese imbastisce un racconto su un marito e una moglie in fuga, non da un ospedale psichiatrico, ma da un destino avverso e ormai segnato che li vorrebbe in casa di riposo o in ospedale. Lei è infatti malata di tumore e lui di demenza senile. Il film abbraccia in pieno il genere “malattia incurabile” e cerca, e trova, lacrime facili. 

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