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Categoria principale: Esteri Categoria: Asia
Creato Venerdì, 01 Settembre 2017

coreaA proposito di guerra atomica, di Luciano Nicolini

Che cosa combina “la strana coppia” (Donald Trump e Kim Jong-un)?

Due notizie hanno monopolizzato l’attenzione di giornali e televisioni nel corso del mese d’agosto: lo stato di tensione nei rapporti tra Stati Uniti e Corea del Nord e l’attentato di Barcellona.

 

Quest’ultimo ci ha particolarmente colpiti, come è ovvio data la familiarità che abbiamo con quella città e le sue Ramblas, ma anche, bisogna ammetterlo, perché ci ha ricordato che, in quanto abitanti dei paesi occidentali, corriamo quotidianamente il rischio di essere vittime di fanatici decisi a farci pagare la disinvoltura dei nostri governanti, sempre pronti a bombardare chi risiede nelle aree che hanno interesse a controllare. Del resto, sono proprio i guerrafondai dei paesi occidentali, quando dichiarano di “esportare la democrazia”, ad offrire una “giustificazione” ai terroristi: se i vostri governanti sono liberamente eletti dal popolo – ragionano i fanatici – siete tutti responsabili dei loro crimini…

Ma più preoccupante sarebbe, se veritiera, la notizia che Usa e Corea del Nord stanno per scatenare un conflitto nucleare.

Personalmente ne dubito. Intendiamoci: sono abbastanza avanti con gli anni per sapere che su questo pianeta non c’è limite al peggio, particolarmente quando gli stati iniziano a litigare; ma - mi domando – è possibile che, come ci narrano i mezzi di comunicazione di massa, Kim Jong-un sia così stupido da voler scatenare una guerra atomica contro gli Stati Uniti? Mi sembra improbabile.

Si potrebbe obiettare che neanche Benito Mussolini era stupido, eppure commise l’errore di dichiarare loro la guerra. Ma erano altri tempi: il suo alleato Hitler aveva in pugno l’Europa; negli Usa era ancora molto forte la tradizione isolazionista sulla quale, probabilmente, Mussolini contava; la bomba atomica, infine, non era ancora stata inventata. Oggi invece gli Usa godono di una supremazia nucleare evidente, gli Statunitensi sono abituati a considerarsi i gendarmi del mondo e inoltre, in genere, non hanno molta simpatia per quelli che, nei loro fumetti, hanno a lungo chiamato “musi gialli”.

Quanto a Donald Trump è senza dubbio un capo di stato piuttosto anomalo, tuttavia non c’è motivo di dubitare della sua sanità mentale. Inoltre è assistito da un apparato tecnoburocratico costituito da funzionari che sanno bene ciò che fanno e perché lo fanno. Quale motivo dovrebbe indurli a impegnarsi in un conflitto atomico contro un avversario che in realtà non dà loro alcun fastidio, provocando lo sdegno di tutta l’umanità e, in particolare dei loro alleati Sudcoreani?

Proviamo a ragionare sull’intera vicenda. La Corea del Nord è uno stato sedicente socialista guidato da un dittatore (lo si potrebbe anche definire “re”, visto che è figlio del precedente capo di stato e nipote del fondatore della dinastia) che offre al popolo un discreto livello di sicurezza sociale in cambio della cieca obbedienza al regime. Si tratta di un modello decisamente fuori moda, ed è logico che Kim Jong-un cerchi di difenderlo con ogni mezzo (atomica compresa).

Al governo degli Stati Uniti il fatto che i paesi dotati di testate nucleari continuino ad aumentare non piace e, da molti anni a questa parte, fanno il possibile per impedirlo. Ma Kim Jong-un non ci sta: e, del resto, per quale motivo altre nazioni dovrebbero poter disporre di bombe atomiche e la sua no?

Trump “reagisce” facendo manovrare le sue forze armate nell’area.

A questo punto Kim Jong-un si dice disposto al compromesso: rinuncio al programma nucleare se rinunciate alle manovre. Trump lo rifiuta: tu rinunci alle bombe atomiche ed io, a casa mia (e in quelle dei miei amici) faccio ciò che mi pare; perché sono il più forte.

Di fronte a tale atteggiamento, stando a quanto riportano giornali e televisioni, Kim Jong-un avrebbe minacciato di lanciare i suoi missili contro gli Usa. Si fa davvero fatica a crederlo…

Pur non essendo esperto di politica internazionale, mi sembra più probabile che le pericolose schermaglie appena descritte possano trovare una spiegazione nel contesto della grande partita a scacchi che si sta giocando in Estremo Oriente, e non solo, tra Cina e Stati Uniti. È chiaro infatti che, mentre prosegue la sua politica di conquista del mondo attraverso una guerra economica, la Cina ha tutto l’interesse ad arginare, per interposta persona, l’egemonia militare dell’avversario.

Gli Usa, dal canto loro, come affermava l’articolo a firma PG parzialmente riportato sul numero 201 di Cenerentola, hanno bisogno “di proiettare più forze nel Mar Cinese del sud e di farlo nella maniera più efficace possibile per contrastare l’espansione dello stato cinese”: il permanere di un clima di tensione con la Corea del Nord offre loro un buon pretesto per farlo.

E non è neppure da escludere che in tale partita cerchi di inserirsi anche la Russia, un tempo alleata della Corea del Nord e sempre più infastidita dal comportamento aggressivo degli Stati Uniti.

Ma sembra improbabile che qualcuno dei contendenti, in questo momento, abbia interesse a far precipitare gli eventi.

 

 

 

 

 

 

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