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Categoria: Dibattiti e opinioni
Creato Giovedì, 31 Maggio 2018

Italia 5 StelleMi sono sbagliato? di Luciano Nicolini (n°213)

Lo sapremo presto. Nel frattempo, il ritorno alle urne per nuove elezioni politiche sembra rimandato a data da destinarsi.

«Prima o poi – scrivevo sullo scorso numero di Cenerentola - i nodi vengono al pettine e, nonostante la confusione, spesso creata ad arte, la divisione tra destra e sinistra riemerge all’interno dei singoli   partiti. Lo si è visto quando il Movimento Cinque Stelle si è trovato a dover scegliere se accettare o meno un’alleanza con la coalizione  (elettorale) di centrodestra: è stato costretto a rifiutarla, perchè avrebbe perso gran parte dei suoi esponenti di sinistra.

Così come, con  ogni probabilità, il Partito Democratico sarà costretto a rifiutare il patto offerto dai pentastellati, perchè  gran parte dei suoi esponenti li trova troppo sinistrorsi.

E torneremo, probabilmente, a un governo sostenuto da tutti i partiti (pentastellati esclusi).

In verità esiste anche un’altra possibilità: quella di un ritorno alle urne. Ma non conviene probabilmente al Partito Democratico (piuttosto in crisi), né a Forza Italia (che potrebbe perdere  voti a favore della Lega), né, infine, al Movimento Cinque Stelle (che difficilmente potrebbe ottenere la maggioranza assoluta, necessaria a governare da solo). Non a caso, l’unico a chiedere con convinzione nuove elezioni è Salvini, che però ha un problema: aver manifestato troppo chiaramente le proprie simpatie per Putin, il che al governo Usa, vero padrone dell’Italia, non piace affatto».

Finora la situazione si è evoluta coerentemente con le mie previsioni: il Partito Democratico ha rifiutato il patto offerto dai pentastellati. Quest’ultimi, vistisi tagliati fuori, hanno tentato la carta delle elezioni a luglio, trovando l’appoggio di Salvini (al quale avrebbero fatto comodo per consolidare la propria posizione). A quel punto Berlusconi, che invece temeva l’esito della consultazione elettorale, gli ha consentito di trattare con Di Maio, in modo da far trascorrere il tempo necessario a rendere impossibile un rapido ritorno alle urne.

Il tempo è passato, e adesso tale eventualità sembra assai improbabile. Vedremo come andrà a finire…

Due cose tuttavia, in questo quadro, mi hanno stupito: l’improvviso amore dei pentastellati per i leghisti e l’entusiasmo dei militanti di base della sinistra più radicale per un governo targato Lega e Movimento Cinque Stelle. 

Per quanto riguarda l’amore sopracitato, era in parte prevedibile: da tempo il Movimento Cinque Stelle si sta spostando verso destra, e la fretta di mettere le mani sul governo, probabilmente, ha fatto il resto. 

Assai meno prevedibile era l’entusiasmo per il patto tra Salvini e Di Maio che gran parte dei militanti della sinistra più radicale (anarchici esclusi) ha manifestato. Sinceramente, di fronte a tale patto scellerato, mi aspettavo di essere criticato per esser stato sempre troppo benevolo nei riguardi dei grillini; invece ho scoperto, con sorpresa, che gran parte di coloro che per anni li avevano accusati addirittura di essere “fascisti” ora trovano le loro proposte interessanti e l’accordo con la Lega positivo. Qualcuno addirittura si lamenta che abbiano indicato come premier Conte e non un esponente doc della casta come Savona (ex presidente di Impregilo).

Mi sembra decisamente eccessivo…

 

 

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