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Categoria: Dibattiti e opinioni
Creato Domenica, 01 Ottobre 2017

Ottava Vetrina AnarchicaIncontri di fine estate, di Luciano Nicolini (n°205)

Il Movimento 5 Stelle a Rimini, il PD ad Imola, gli anarchici a Firenze

Si è tenuto a Rimini, nei giorni che vanno dal 22 al 24 settembre, l’incontro denominato “Italia a 5 stelle”, nel corso del quale Luigi Di Maio è stato nominato candidato premier e “capo politico” del movimento. Vi hanno preso parte circa cinquantamila persone: non poche, soprattutto se si considera che la linea ferroviaria Bologna - Rimini, della quale avrebbero dovuto servirsi coloro che provenivano da Piemonte, Liguria, Lombardia e Toscana, era praticamente bloccata da lavori di manutenzione.

Chi ha partecipato racconta che il clima era un po’ mutato rispetto ai precedenti incontri: l’entusiasmo connesso alla speranza di cambiare il Paese avrebbe ceduto il posto a un tifo da festival del cinema. Virginia Raggi, sindaca di Roma, nonostante la serie di errori che ha collezionato fino ad ora, è stata quasi soffocata dall’abbraccio dei suoi fan; Chiara Appendino faticava a muoversi, Roberto Fico nemmeno riusciva a raggiungere una birra (ma, in questo ultimo caso, a causa dei giornalisti che lo assediavano sperando di strappargli una frase contro Di Maio).

Si è molto insistito, da parte della stampa di regime, sull’importanza del passaggio da Grillo a Di Maio del ruolo di “capo politico” del movimento. I grillini, invece, minimizzano, affermando che si tratterebbe soltanto di una formalità. Ho l’impressione che abbiano sostanzialmente ragione: Grillo resta comunque il padre fondatore e il garante. È però certo che Di Maio esca rafforzato dall’investitura ricevuta.

Che cosa ne farà?

Porterà avanti il programma politico votato dagli iscritti!

Peccato che tale programma, mescolando buon senso e ingenua fiducia nell’impiego della telematica a un pizzico di giustizialismo da bar, risulti, alla fin fine, piuttosto vago.

Un esempio? Parliamo di “università e ricerca”, un tema che conosco bene (ma considerazioni simili si potrebbero fare per quasi tutti i capitoli del programma). Si afferma che il Movimento 5 stelle vuole reintrodurre “il ruolo del ricercatore a tempo indeterminato” (buon senso) e “riformare il meccanismo di reclutamento” (ma non si spiega come); che per le università occorre “prevedere un sistema di finanziamento con quota premiale aggiuntiva al finanziamento ordinario assegnata in base a un sistema di valutazione che sia indipendente dalla politica, meno burocratico e fondato su criteri e parametri condivisi” (quali?).

Nei confronti degli studenti occorrerebbe “promuovere l’offerta formativa on line degli atenei statali” e “realizzare archivi digitali in cui saranno disponibili le dispense dei corsi e delle lezioni nonché quiz e test di autovalutazione” (ingenua fiducia nella telematica). Occorrerebbe poi “l’introduzione di un sistema partecipato per la governance degli atenei, prevedendo una rappresentanza di docenti, studenti e personale amministrativo” (in quale proporzione?) nonché di una non meglio precisata “Agenzia Nazionale per la Ricerca con funzioni di coordinamento”.

Mah… Chi vivrà vedrà (e, naturalmente, mi auguro di essere fra quelli).

La Festa nazionale dell’Unità di Imola, svoltasi dal 9 al 24 settembre, sembra invece essere stata un fallimento (anche se non da un punto di vista strettamente economico). La cosa non stupisce: da almeno venticinque anni il partito che la organizza fa di tutto per farla fallire, l’Unità non esiste più e inoltre, quest’anno, ci si è messo anche il maltempo.

Pare tuttavia che al comizio finale di Renzi abbiano assistito almeno millecinquecento persone. Il segretario ne ha approfittato per attaccare i bersaniani e, soprattutto, il Movimento 5 Stelle che, secondo i seguaci del Partito democratico, sarebbe la causa di tutti i mali dell’Italia. Su Berlusconi, invece, Renzi non si è pronunciato. E non è difficile capire perchè…

“Se di nuovo toccherà a noi governare il Paese – pare abbia detto – non perderemo neanche un minuto: ci metteremo in condizione di aprire un nuovo patto fiscale con gli Italiani per ridurre le tasse e creare posti di lavoro”.

Parole già sentite. E ci ricordiamo anche chi le aveva pronunciate.

“Sei il nostro sogno!” – qualcuno ha gridato; “sei sempre bello!”- ha aggiunto un altro. Beh, ognuno ha i sogni che si merita e sui gusti, come dicono in Toscana, “’un ce se sputa”.

Nel loro piccolo, anche gli anarchici hanno fatto il loro meeting: alludo alla “Vetrina dell’editoria anarchica e libertaria”, svoltasi a Firenze negli stessi giorni di “Italia a 5 stelle”, un appuntamento che diviene anno dopo anno sempre più importante.

Vi hanno partecipato alcune migliaia di persone. Bello il clima e notevole la qualità degli interventi anche se, come nelle precedenti edizioni (la Vetrina si svolge ogni due anni) un po’ troppo rivolti al passato.

Come redazione di Cenerentola abbiamo partecipato animando una conferenza/ dibattito su “demografia e politica”, nel corso della quale abbiamo trattato, in modo più esteso, gli argomenti accennati nell’editoriale del numero di giugno. Ma non siamo stati i soli ad affrontare argomenti di attualità: si è dibattuto anche su “Autogestione per un’economia alternativa al capitalismo”, sulle lotte delle donne della Rojava e su molto altro.

Numerosi i concerti e le presentazioni di libri. Da segnalare, infine, a cinquant’anni dalla sua ingiusta condanna, il commosso ricordo di Aldo Braibanti, affidato allo spettacolo teatrale di Kiki Franceschi.

 

 

 

 

 

 

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