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Categoria: Ambiente
Creato Sabato, 01 Febbraio 2020

bolognaL’Orto botanico di Bologna, redazionale

A Bologna, in pieno centro storico, lungo la trafficata via Irnerio, per sfuggire a smog e rumore si può trovare riparo in un angolo di tranquillità. 

Si tratta dell’Orto botanico dell’Università, liberamente accessibile da parte della cittadinanza, che dagli anni ’70 del Novecento ospita, tra l’altro, un bosco di pioppi bianchi ed altre specie legnose, lasciato evolvere spontaneamente per riprodurre ambienti della pianura bolognese ormai quasi scomparsi.

In quest’area verde si sono rifugiate alcune specie di uccelli attirati dai grandi alberi; inoltre un piccolo stagno ricoperto di igrofite e ninfee, accoglie numerosi anfibi protetti da una legge regionale che tutela la fauna minore, tra i quali una specie di tritone che rientra tra quelle di interesse comunitario elencate nella direttiva Habitat (92/43/ CEE).

L’Orto botanico, insieme ad un’altra area, dove fino a qualche anno fa era ubicata la Facoltà di Agraria, costituiva in origine un unico giardino, ideato nel 1804 dall’architetto Martinetti con le finalità di orto botanico e agrario.

L’ampio spazio fu ridimensionato nel 1909 quando furono costruiti via Irnerio e gli edifici che ospitano gli Istituti di Fisica e di Anatomia.

Le trasformazioni successive hanno ridotto ulteriormente l’Orto botanico e, in maniera considerevole, l’Orto agrario, per far posto, a partire dal 2000, a nuovi edifici universitari. Inoltre, in occasione del trasferimento della Facoltà di Agraria, serre e campi sperimentali hanno dovuto lasciare spazio a parcheggi.

Da un paio di anni a questa parte l’Università di Bologna ha manifestato la volontà di riqualificare l’Orto botanico. A tal fine è stato lanciato attraverso la stampa un “crowdfunding” (cioè una pubblica colletta). Da parte nostra si ritiene che non ci sia bisogno di grandi stravolgimenti perché, come si diceva, ci troviamo principalmente di fronte a ricostruzioni di ambienti naturali da preservare, ricostruzioni che necessitano soltanto di un’efficace manutenzione.

Per addivenire al progetto definitivo di riqualificazione dell’Orto botanico è stato indetto un concorso tra studi paesaggistici. È risultato vincitore il progetto dello studio Tasca, criticato da parte della cittadinanza e da alcune associazioni ambientaliste perché, a differenza degli altri progetti presentati, non si fonda su alcun riferimento storico e prevede l’abbattimento di alberi ad alto fusto e il ridimensionamento, se non addirittura la distruzione, dello stagno a favore della costruzione di nuovi edifici utilizzabili per ospitare eventi.

Per l’area dell’ex-Agraria invece, un progetto esiste da tre anni e contempla la costruzione di cinque palazzine per uso scolastico  e di un parcheggio di quaranta posti a discapito delle  querce ora presenti.

È davvero inaccettabile ridimensionare queste preziose aree verdi situate nel pieno centro della città, aree verdi che a differenza di altre presenti nell’abitato delimitato dai viali di circonvallazione sono accessibili al pubblico, per  favorire l’edificazione di nuove strutture artificiali quali palazzine e parcheggi. Sarebbe stato invece opportuno cercare risorse per sostenere una ristrutturazione degli edifici presenti e una buona manutenzione del verde. Si auspica che gli enti competenti aprano un dibattito che trovi “una scelta culturale autenticamente condivisa dalla comunità scientifica e da quella cittadina” come ha concluso il rappresentante dell’Università che è intervenuto al posto del rettore, durante una udienza conoscitiva sul tema tenutasi recentemente presso il Comune di Bologna.                        

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