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Un secolo d’aggressioni ![]() |
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Zirudella, il Belpaese non è nuovo a grandi imprese: sul finir dell’Ottocento, con il chiaro intendimento d’un impresa coloniale, mandò in Africa Orientale Baratieri e i suoi soldati che là furono suonati.
Ripetè quella follia aggredendo la Turchia e, di lì a poco, persino l’austrungarico vicino.
Non contento, in pompa magna, mandò truppe pure in Spagna, in Etiopia, nei Balcani, infangando gli Italiani.
Ma non era ancor finita: poi, la Francia fu aggredita e, in violenta progressione, fu sfidata la nazione più potente della Terra dichiarandole la guerra.
Era troppo, e finì male. E così sembrò normale (fu anche messo per iscritto) ripudiare ogni conflitto.
Sessant’anni son passati e daccapo siam tornati: vanno i militi italiani nei paesi più lontani a mostrar con la presenza che l’Italia è una potenza e sa farsi rispettare in Europa ed oltremare.
I politici arroganti credon d’essere importanti e, sognando onore e gloria, si dimentican la storia: che è una storia di parole e di neve sotto al sole, d’aggressioni immotivate e di fughe accelerate, di pagliacci, di doppiezza e di furti con destrezza, di soldati allo sbaraglio morti per un loro sbaglio che però non si cancella... tochedai la zirudella! Balanzino
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