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CAMBIARE TUTTO PER NON CAMBIARE NULLAIl progetto di riforma del reclutamento dei docenti universitari, proposto dal ministro Moratti, non porta nessuna reale innovazione nel mondo universitario
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"Abbiamo analizzato quelle che sono le criticità del sistema" - ha detto il ministro, nel suo linguaggio aziendalese - "e abbiamo constatato che il sistema di reclutamento attuale non premia la mobilità, ed è troppo locale". "Occorre" - ha proseguito "un sistema di reclutamento che conduca a unidoneità scientifica nazionale, a un concorso ogni due anni, uno per professori ordinari e uno per professori associati. Poi saranno le singole università a chiamare i professori che usciranno idonei da questa lista nazionale". Ma qual è, più nel dettaglio, l'ipotesi? "Si tratta di un incarico ai professori universitari per tre anni" - ha precisato "incarico rinnovabile per altri tre anni; poi le università decideranno se rinnovare l'incarico a tempo indeterminato o se farlo decadere"... "E' una flessibilità che viene data alle
università, perché possano decidere anche sulla base di una valutazione che avranno
potuto effettuare negli anni di incarico svolti dai docenti; saranno cioè le singole
università, nella loro autonomia, a valutare se, e quando, trasformare il contratto del
docente in contratto a tempo indeterminato"... Parliamoci chiaro Se quello a cui si vuole arrivare è abolire la garanzia del posto di lavoro, qualsiasi persona di sinistra non può che essere contraria allidea: sia che si parli delluniversità sia che si parli della FIAT. La mancanza di garanzie è un limite alla libertà degli individui che, in assenza di esse, sono limitati nelle loro scelte di vita e, cosa particolarmente grave per gli insegnanti, esposti a un continuo ricatto da parte del datore di lavoro. Se, invece, quello a cui si vuole arrivare è modificare lattuale sistema di reclutamento dei docenti, dato lo scandaloso modo in cui avviene, non si può che essere favorevoli. Ma, signora Moratti, dove sta la sua "rivoluzione"? I concorsi a cadenza biennale, teoricamente, esistevano già ventanni fa. I periodi di prova in attesa della conferma, per quanto ne sappiamo, esistono da tempo. E la "lista definita a livello nazionale" a che cosa serve se poi, alla fine, il reclutamento verrebbe effettuato, come, di fatto, avviene adesso, a livello locale? Forse, solo a far parlare di lei i giornalisti.
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