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Guida alle uscite cinematografiche di fine inverno
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Guida alle uscite cinematografiche di fine inverno Il panorama cinematografico di marzo sarà dominato, come di consueto, dai film che trionferanno agli Oscar. Tornerà quindi nelle sale The Queen, forte della vittoria data per scontata della bravissima protagonista Helen Mirren nei panni della Regina Elisabetta II d’Inghilterra, ed è stata calcolata strategicamente a fine febbraio l’uscita di L’ultimo re di Scozia, con il favorito Forest Whitaker nel difficile ruolo del sanguinario dittatore ugandese Idi Amin Dada. Ma, in caso di Oscar, ci sarà spazio anche per The Departed di Martin Scorsese, Il labirinto del fauno del messicano Guillermo del Toro, e Dreamgirls, apparso fugacemente a fine gennaio. Al di là dell’ambita statuetta, però, capace di indirizzare (non sempre a dovere) le scelte del pubblico, il film di cui si parlerà maggiormente sarà di sicuro Borat – studio culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan, dove l’inglese Sacha Baron Cohen interpreta un finto giornalista kazako in trasferta negli U.S.A. per realizzare un documentario sull’America. Lo spunto si tramuta in una corrosiva riflessione, comica e non ironica, sui luoghi comuni d’oltreoceano. Le accuse al protagonista di essere sessista, omofobo e razzista, hanno incrementato il polverone mediatico intorno al film facendolo diventare ovunque un grande successo di cassetta. L’Italia si difende con In memoria di me di Saverio Costanzo, accolto discretamente al recente Festival di Berlino (gli unici fischi sono venuti dalla stampa tedesca), che racconta l’evoluzione interiore di un uomo entrato senza troppa convinzione in un noviziato di gesuiti a Venezia. Nel fitto cartellone del mese c’è poi spazio per tutti i generi. Si va dall’horror, con l’atteso Saw III che segna il ritorno del serial killer moralista amante degli enigmi, al cinema d’animazione, con due film interessanti e piuttosto diversi. Uno, La tela di Carlotta, è la trasposizione del classico per l’infanzia di E.B.White ed è incentrato sull’amicizia tra un maialino, destinato al macello, e un ragno virtuoso; l’altro è invece Asterix e i Vichinghi che, attraverso una nuova simpatica avventura dei personaggi creati da René Goscinny e Albert Uderzo, dimostra come l’animazione tradizionale (i classici “cartoni animati”, per intenderci) sia tutt’altro che obsoleta e ancora in grado di assicurare un riuscito intrattenimento. Dopo vari ripensamenti dovrebbe arrivare nelle sale anche L’albero della vita (già recensito nel numero di novembre di Cenerentola con il titolo originale “The Fountain”), opera complessa e fascinosa, ma irrisolta, di Darren Aronofsky. Da non perdere, infine, Guida per riconoscere i tuoi santi, debutto alla regia di Dito Montiel che realizza la sua personale biografia. Può sembrare pretenzioso ma l’opera prima di Montiel riesce invece a rendersi condivisibile ed è la prova tangibile che cambiare si può, sfuggendo a un destino che pare segnato. Nato a New York, vissuto nei sobborghi a stretto contatto con delinquenza e ignoranza, schiacciato da un ambiente familiare protettivo ma opprimente, Montiel vede le proprie ambizioni scontrarsi quotidianamente con degrado e insoddisfazione. Ogni stimolo creativo è messo a tacere da esigenze primarie di sopravvivenza e dalla legge del più forte. Se doveste decidere un unico film per il mese di marzo, l’intensa opera di Montiel è sicuramente la scelta giusta.
Luca Baroncini di Joachim LaFosse con Isabelle Huppert, Jérémie Renier, Yannick Renier, Kris Cuppens uscita prevista: 16 marzo 2007 Isabelle Huppert aggiunge un altro personaggio alla sua già ampia galleria di “mostri” femminili. Questa volta è una madre, dal carattere ancora una volta forte e volitivo, che intrattiene un rapporto al limite della morbosità con i figli gemelli più che ventenni. Si lavano insieme, si addormentano abbracciati, ma dietro alla naturalezza dei gesti e all’apparente assenza di malizia, il non detto assume sfumature insane, di controllo e possessività. Anche i due ragazzi, comunque, lanciano segnali di squilibrio. Ormai adulti, non fanno quasi nulla per tutto il giorno: giocano a ping pong, ogni tanto si dedicano a qualche lavoretto nella grande casa lasciata dal padre (i genitori sono separati e quando si incontrano non fanno che litigare), guardano la televisione, prendono soldi dal padre e hanno un rapporto di reciproca simbiosi. Uno riflessivo e l’altro impulsivo, i due fratelli paiono molto concentrati su loro stessi, poco proiettati verso un esterno lontano dalla mamma chioccia, che invece vorrebbe rifarsi una vita vendendo la casa.Il film è tutto giocato sui rapporti familiari e alterna, in lunghi piani sequenza, con la macchina da presa fisso occhio indiscreto, pranzi, colazioni e cene. Gli unici momenti in cui il parziale nucleo familiare si riunisce e prova a comunicare. La tragedia, però, è fin da subito nell’aria e pesa come un macigno sull’atmosfera cupa del film. Il problema è che la nevrosi sottesa all’ambiente familiare è continuamente urlata, attraverso una recitazione dove l’istinto domina la scena senza, però, lasciare tracce di verità. La stessa Huppert, come sempre un carismatico e insopportabile fascio di nervi, connota fin da subito il film con una gelida misura che pare frutto di un calcolo preciso. Il finale, con il dramma finalmente consumato, non aggiunge granché alla mestizia del quadretto familiare, sincero nelle intenzioni dell’autore (anche lui ha un fratello gemello) ma perlopiù fasullo nell’impatto sul grande schermo. Fin troppo scoperta la metafora finale con cui i due genitori raccolgono i cocci della propria esistenza anelando a un passato (il movimento a ritroso della macchina da presa) di armonia irrimediabilmente perduta. Luca Baroncini di Pupi Avati con Diego Abatantuono, Ynés Sastre, Vanessa Incontrada, Violante Placido Un attore invecchiato prima del tempo, Sandro Lanza, finge il suicidio, sia per richiamare l’attenzione della TV, sia per richiamare quella delle tre figlie, avute da madri diverse e impegnatissime nei loro ambiti lavorativi. Anche per fargli dimenticare la sua avventuretta con una ragazza assai più giovane di lui, le tre gli organizzano una cena con un’ammiratrice ... Bello, intenso, con tre attrici fantastiche ed un grande Abatantuono. Verosimile, pur se falsa, anche la buffa bio - filmografia di Lanza. Eugen Galasso
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