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Questa volta parliamo di noi

Alcuni numeri di Cenerentola

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A partire da questo numero tutti gli abbonamenti annuali già rinnovati diventeranno validi come abbonamenti biennali.

Chi intendesse sottoscrivere o rinnovare l’abbonamento annuale (11 numeri) potrà versare soltanto 22 euro sul conto corrente postale 29991163 intestato a:  

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Questa volta, parliamo di noi

Cenerentola diventa mensile (e scommette sulle edicole)


Quando, nell’ottobre del 2002, ebbe inizio l’avventura di Cenerentola, in molti si stupirono che, nel primo numero, mancasse un editoriale che spiegasse quale progetto stava dietro a quelle sedici pagine.

In realtà, la mancanza era voluta. Non amo le iniziative che nascono facendo grandi promesse: un po’ perchè sono allergico ai tromboni, un po’ perchè so bene che, poi, difficilmente quelle promesse verranno mantenute; preferisco le iniziative che si lasciano giudicare dai risultati.

Per quattro anni Cenerentola è uscita puntualmente, ogni quindici giorni, spedita agli abbonati per posta ordinaria, cercando di far conoscere a quante più persone possibile il punto di vista libertario (o, quantomeno, un punto di vista libertario) sulla società in cui viviamo e sugli avvenimenti che la attraversano. Da oltre un anno, poi, è in vendita in tutte le edicole (sono circa 250) di Bologna, Casalecchio e San Lazzaro: unico tra i periodici politico - culturali di tendenza libertaria ad avere, sia pure localmente, una diffusione così capillare.

Tutto questo ci è costato un grosso impegno (parlo al plurale, perchè l’avventura coinvolge ora una redazione di otto persone),  ma ha dato anche numerose soddisfazioni.

Giunti a questo punto, visto l’insufficiente ammontare degli incassi, ci siamo trovati di fronte a un bivio: scegliere se continuare a uscire con periodicità quindicinale, ritirando però la rivista dalle edicole, o se continuare a distribuire Cenerentola nelle edicole, trasformandola in mensile. Abbiamo scelto la seconda strada. In parte per andare incontro a mie esigenze personali ma, soprattutto, perchè riteniamo che ciò che rende unica la nostra rivista, nel panorama dell’editoria libertaria, sia proprio il fatto di essere presente nelle edicole e di dover quindi necessariamente modificarsi, numero dopo numero, nel tentativo di essere letta da un pubblico sempre più vasto. In questo senso vanno interpretate anche le novità più appariscenti del periodico che avete tra le mani: il maggior numero di pagine (ora sono venti; come in molti, da tempo, ci chiedevano) e la copertina a colori (che, stando a quanto dicono gli operatori del settore, sembra essere proprio indispensabile per la sua visibilità in edicola).

L’idea è quella di estendere la distribuzione anche al di fuori dall’area bolognese ma, come già detto, non facciamo promesse...

Anche la struttura della rivista subirà qualche modifica. La parte dedicata all’attualità sarà lievemente ridotta, come è logico nel contesto di un mensile, a vantaggio delle parti dedicate all’approfondimento e al dibattito, che coinvolgeranno sempre più l’intera redazione, come già avviene in questo numero nella presentazione del libro di Stefano Boni “Vivere senza padroni”. Resteranno le rubriche dedicate al cinema, al teatro, alla musica, alle mostre, ai libri e alla cucina oltre che, naturalmente, la posta di Balanzino e le gettonatissime zirudelle.

Quanto ai comunicati si vedrà: dipenderà dall’anticipo con il quale ci saranno inviati dai lettori.

 

Chiunque volesse darci una mano, distribuendo il mensile nella sua città, non ha che da contattarci.

 

Luciano Nicolini

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