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BOLOGNA: OMAGGIO A GIORGIO GABER E SANDRO LUPORINI

Il Teatro delle Ceneri presenta "la cosa...  è l'amore" Monologhi di Giorgio Gaber e Sandro Luporini
venerdì 2 e sabato 3 giugno 2006 ore 21.00
spazio espositivo CAPODILUCCA12 - Via Capo di Lucca 12/a Bologna

Un sincero omaggio all’indimenticabile Giorgio Gaber e a Sandro Luporini, il suo storico
collaboratore, stimato pittore e da qualcuno definito una “figura culturale tra le più libere e acute del Novecento”.
Interpretazione di Claudio Beghelli, musiche dal vivo di Matteo Cincopan, collaborazione tecnica di Paola Travaglini 

 

PISA: RIAPRE IL CIRCOLO ANARCHICO DI VICOLO DEL TIDI

Il Circolo Anarchico di Vicolo del Tidi 20 a Pisa (zona Centro Storico, tra la Sapienza e Piazza delle Vettovaglie) da marzo ha cambiato orario ed è aperto il lunedì e il mercoledì dalle 18 alle 19.30.

All’interno del circolo è stato attivato un piccolo infoshop libertario, con libri e riviste del movimento anarchico in distribuzione e consultazione e una tazza di tè caldo per tutti i visitatori.

 

BOLOGNA: IL SILENZIO PUO'  PARLARE

Clandestinità non è soltanto dovere nascondere il proprio nome e dovere nascondere se stessi per il timore di essere espulsi. Clandestinità non significa solo lavoro nero. Clandestinità significa dovere anche nascondere la propria malattia, per timore di essere scoperti, detenuti, espulsi.

Il silenzio di Abduljalil Bani, il giovane marocchino morto nella notte fra il 30 aprile e il 1° maggio, il cui corpo è stato ritrovato tra i rifiuti di una strada

di Casalecchio, è durato almeno quattro anni. Sembra che fosse in questo paese dal 2002. Significa che da quattro anni lavorava irregolarmente, e chissà da quanto durava il male che lo ha portato alla morte.

Il modo in cui il suo cadavere è stato nascosto, perché anche la morte di Abduljalil rimanesse nel silenzio, è disumano, chiunque ne sia l’artefice. Ma non è meno atroce la condizione nella quale Abdujalil è stato costretto in vita, la condizione di irregolarità prodotta dalla legge Bossi-Fini, una condizione di paura tale da dover tacere persino la propria malattia. Perché essere senza documenti significa non potersi rivolgere a un pronto soccorso se non correndo il rischio di essere identificati. Perché pochi sono gli irregolari che hanno la fortuna di conoscere strutture come quella del SOKOS, che garantiscono la possibilità di curarsi senza pagare il prezzo dell’espulsione. La tutela della salute è ridotta a una fortuna o a un privilegio, è resa possibile da una scelta di solidarietà compiuta da pochi, mentre tutti, poco importa quali documenti abbiano in tasca, dovrebbero potervi accedere.

La vita e la morte di Abduljalil sono l’esempio estremo di una condizione che la legge Bossi-Fini rende normale, e che tutti i lavoratori, anche se in modo meno grave, vivono sulla propria pelle. Per rinnovare il permesso di soggiorno si può essere costretti a “non ammalarsi mai”. Per rinnovare un contratto di lavoro interinale si può essere costretti a “stare sempre bene”. Essere clandestini può significare non avere un permesso di soggiorno. Essere clandestini può significare anche non poter parlare, non poter dire no, non poter dire basta.

La storia di Abduljalil Bani, che per anni è stato costretto al silenzio, oggi parla a voce alta di tutto questo. E ci dice chiaramente che è necessario, sempre di più, prendere parola per la libertà e i diritti dei migranti.

 

        Coordinamento Migranti

        Bologna e Provincia


Sulla disumana sorte di Abduljalil Bani, lavoratore irregolare che il lavoro e la malattia hanno consumato fino alla  morte ed il cui corpo è stato trovato occultato in un sacco, tra l’immondizia, non ce la sentiamo di fare lirica o retorica.

Condividiamo e sottoscriviamo ciò che è stato scritto dai nostri compagni/e e dai nostri/e amici del Coordinamento migranti, della associazione Sopra i ponti e dalle numerose associazioni dei migranti (...). Ben conosciamo i guasti, tragici, che la clandestinità ed il lavoro nero producono, per questo siamo stati e siamo con chi cerca di ribellarsi a questo vivere mafioso, generato non da questa o quella associazione criminale, ma bensì dalle leggi dello stato stesso. Noi siamo ben certi che una società capace di generare questi abomini vada radicalmente trasformata dalle sue fondamenta, e, siamo altrettanto certi, che questa opera non potrà essere realizzata da chi ha fatto della politica ragione di compromesso e di guadagno personale ma solo dalle lavoratrici e dai lavoratori stessi.

Lavoratrici e lavoratori migranti, troppi occhi sono ciechi alle nostre sofferenze! Troppe orecchie sono sorde alle nostre richieste!

Diffondiamo e prepariamo lo SCIOPERO GENERALE contro la Bossi-Fini, per non tornare alla Turco-Napolitano,  contro i C.P.T., la legge 30 e tutte le nuove forme contrattuali che ci offrono schiavi di fronte al padrone.

Lavoratrici e lavoratori nativi, la morsa che attanaglia senza scampo le vite dei migranti tende ad assomigliare sempre più a quella che costringe le nostre alla infinita insicurezza. (...)

Solo l’unità d’intenti e di lotta potrà ricondurci sulla via della giustizia sociale per tutti e per tutte!

USI-AIT Fed. Prov. di Bologna

Lavoratrici e lavoratori anarchici



 

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MODENA: PROGRAMMA DI LIBERA

Giovedì 18 maggio 2006 ore 21.30

Incontro con un compagno anarchico boliviano sulla situazione dei movimenti in  America Latina

 a seguire Dj Samba Reggae


Venerdì 19 maggio

Concerto Solicismi Pedestri (punk rock) da Parma + Not For Sale (punk) da Suzzara

 a seguire Ska Reggae Dj Sà

Sabato 20 maggio ore 22.00

a Libera Festa del collettivo studentesco Ricreazione

 

Domenica 21 maggio ore 11.00 a Novi in piazza Primo Maggio sotto la lapide in ricordo del pedagogista anarchico Francisco Ferrer La primavera dell’Anarchia Per ricordare con musiche, canti e spettacoli teatrali gli anarchici modenesi che partirono per la Spagna nel 1936


Venerdì 26 maggio

Concerto Coreya (crossover) Reggio Emilia

 A seguire Ska Reggae Dj Sà


Sabato 27 maggio ore 16.00

Free Zone Via Emilia Banchetto e Mostre

 Ore 24.00 Matteo Borghi Dj

 

MASSENZATICO (RE): CUCINE LETTERARIE

 

3 - 4 giugno 2006

 

CUCINE LETTERARIE

TAVOLA PROLETARIA E NARRATIVA SOCIALE

 

Di nuovo a Massenzatico a casa di Camillo Prampolini, in quel luogo magico dove ebbe vita la prima Casa del Popolo  italiana, si terrà il convegno sulle cucine letterarie: tavola proletaria e narrativa sociale. Sarà una giornata di studio che coinvolgerà poeti, narratori, giornalisti, scrittori e studiosi, per allargare lo spazio di ricerca eno-gastronomica sul versante letterario, tenuto conto della grande produzione radicale, democratica, socialista, libertaria, comunista e sindacale in questa materia. (...)

 Programma provvisorio e immaginario

 

Sabato 3 giugno

ore 15.00 Incontro con poeti, scrittori, giornalisti e narratori su cibi e letterature
Partecipano tra gli altri Edoardo Sanguineti, Carlo Lucarelli, Stefano Raspini, Ivanna Rossi, Luigi Bolognini, Giuseppe Caliceti, Arturo Bertoldi, …

ore 19.00 Food Sound System, aperitivo multimediale offerto da Donpasta

ore 20.00 Gnoccata sociale con lambrusco rosso vivo e salumi del divin porcello

ore 22.00 Concerti in attesa del nuovo sole, con Les Anarchistes, canti di libertà, e I Forasteri, musica popolare

Domenica 4 giugno

ore 11.00 Paolo Nori legge da “Disastri” di Daniil Charms

ore 15.00 Convegno di studi su tavola proletaria e narrativa sociale comunicazione di Gianni Mura

Giovanni Biancardi, Il cibo dei poeti della rivolta
Federico Sora, La tavola dei liberi pensatori
Rosanna De Longis, Letterature femminili e menù emancipativi
Alberto Ciampi, La tavola narrata
Edoardo Sanguineti, Mangiare, bere e parlare futurista
Guido Andrea Pautasso,
I surrealisti al banchetto dei sensi
Alberto Capatti, Letterature vegetariane e naturiste
Tiberio Artioli, Le diavolerie in cucina
Giacomo Notari,
Cibi resistenti

ore 20.00 Veglionissimo rosso (necessaria la prenotazione)

Menù: tortelli multicolori, arrosti, salse di campagna, torte, lambrusco a sfare

ore 24.00 Chiusura sulle note dei canti sociali (spettacoli/concerto).

Durante l’evento saranno presenti inoltre:

- Assaggi, comunicazioni e vendita al pubblico da parte di produttori eno-gastronomici

- Angolo libreria e infopoint delle Cucine del Popolo

- Mostra fotografica di Maila Iacovelli sulle cucine del popolo

L’evento è promosso dal Centro Studi Cucine del Popolo

Informazioni e prenotazioni:

tel.  0522.453418
cell.  349.0080873

email:  info@cucinedelpopolo.org

web:  www.cucinedelpopolo.org

Per la cena di domenica sera è obbligatoria la prenotazione; viene raccolta a Reggio Emilia presso l’Infoshop della Mag 6 (via Sante Vincenzi 10/a), la Libreria del Teatro (via Crispi 6), lo Spazio Sociale Kronstadt (via Don Minzoni 1/d) o recandosi presso uno sportello postale e facendo un versamento su carta Poste Pay n. 4023600424052753 intestata a Fabio Dolci, specificando la causale: cucine. In questo caso, confermare l’avvenuto versamento telefonando al 349.0080873 o spedendo un’email all’indirizzo info@cucinedelpopolo.org

 

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