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NON VIOLENZA E NAZIONIM.K. Gandhi IL PROBLEMA DEL PACIFISMOA. Einstein |
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Oso affermare che la dottrina della nonviolenza resta valida anche tra stati e stati. So di camminare su un terreno infido se accenno allultima guerra. Ma temo di doverlo fare per chiarire la mia asserzione. Se ho ben capito, fu una guerra di sviluppo da entrambe le parti. Fu una guerra per dividere le spoglie dello sfruttamento delle razze più deboli altrimenti eufemisticamente detto il commercio mondiale.... Vedrete che prima che il disarmo generale abbia inizio in Europa, come un giorno dovrà pur essere, a meno che lEuropa non voglia il suicidio, qualche nazione dovrà osare disarmarsi e correre grandi rischi. Il grado della nonviolenza in quella nazione, se lavvenimento fortunatamente si compirà, si sarà naturalmente elevato così in alto da ispirare il rispetto generale. I suoi giudizi saranno infallibili, le sue decisioni ferme, la sua capacità di eroica abnegazione sarà grande, ed essa vorrà vivere tanto per sè quanto per le altre nazioni. M.K. Gandhi(da "Antiche come le montagne", a cura di S. Radhakrishnan, trad. di L. Pigni Maccia, Ed. Mondadori, Milano, 1987) Il problema del pacifismo Gli avvenimenti che si sono prodotti nel corso degli ultimi anni hanno dimostrato una volta di più quanto sia ingiustificata la pretesa di lasciare ai governi il compito di lottare contro gli armamenti e contro la guerra. La creazione di grandi organizzazioni largamente rappresentative non può assicurare che in piccolissima parte la riuscita dei nostri obiettivi. La nostra opinione è che il metodo più confacente al caso sia quello diretto dellobiezione di coscienza; esso dovrà essere favorito da speciali organizzazioni sorte allo scopo di soccorrere materialmente e moralmente nei vari paesi i coraggiosi obiettori. In tal modo noi saremo riusciti a fare del problema del pacifismo un problema irrevocabile, una lotta effettiva verso la quale tutti gli spiriti forti si sentiranno attratti. E questa una lotta illegale, ma si tratta di una lotta in difesa dei diritti reali delluomo contro i governi, nella misura in cui questi pretendono dai loro cittadini lesecuzione di atti criminali. Molti di coloro che si reputano pacifisti respingeranno un pacifismo così radicale, avanzando le ragioni del patriottismo; al momento critico non potremo contare su di essi, come la guerra mondiale del 14 -18 si è incaricata ampiamente di dimostrare.
A. Einstein (da "Idee e opinioni", trad. di F.Fortini, Ed. Schwarz, 1965)
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