![]() |
IMOLA: XXIV CONGRESSO DELLA F.A.I.Si è svolto ad Imola, nei giorni 4, 5 e 6 gennaio 2003, il XXIV Congresso della Federazione Anarchica Italiana.Ecco alcuni brani della
mozione finale riguardante i ruoli e gli obiettivi dell'organizzazione
|
In questi ultimi anni, le piazze di tutto il mondo hanno visto una sempre più massiccia presenza degli anarchici, in particolare all'interno delle lotte dei lavoratori, nel movimento cosiddetto "no-global", nell'opposizione alla guerra ed al militarismo, nelle lotte antirazziste, animaliste, ambientalistiche ed antisessiste. Ciò è il segnale inequivocabile della rinnovata capacità di radicamento di un anarchismo comunista e sociale che si rappresenta, nelle piazze, con quello che possiamo definire un "blocco rosso e nero". Gli anarchici e le anarchiche federate riunite a Congresso ad Imola il 4, 5 e 6 Gennaio 2003 ribadiscono l'impostazione strategica del gradualismo rivoluzionario, nel senso definito da Errico Malatesta, che non è affatto strategia riformista, ma meccanismo di crescita dell'opzione rivoluzionaria e delle capacità autogestionarie attraverso obbiettivi parziali nella quotidianità delle lotte contro il dominio. Di fronte all'attuale situazione di scontro sociale e politico, che vede il potere politico, economico e culturale impegnato in una lotta spietata contro le condizioni più elementari di vita delle classi subalterne, ribadiscono altresì la validità degli strumenti di analisi e di lotta dell'anarchismo comunista e sociale contro il potere: l'autogestione, il rifiuto della logica e della pratica gerarchica, l'autoorganizzazione sindacale e sociale, la solidarietà militante tra tutti gli sfruttati e gli oppressi del mondo, la prefigurazione, sin da ora, di una società diversa, anche attraverso progetti di cooperazione sociale autogestita. Tutto ciò deve servire al collegamento immediato tra destrutturazione del potere ed un altro mondo possibile. Di fronte allo stato di guerra permanente ed alla militarizzazione della società e delle coscienze, affermano l'importanza di un costante impegno antimilitarista e rilanciano l'idea dello sciopero generale contro la guerra, valutando in tal senso positivamente la scelta operata dal Sindacalismo di Base. In particolare, di fronte alla probabile imminente guerra in Iraq, gli anarchici federati auspicano la proclamazione di uno sciopero generale europeo contro questo ennesimo massacro bellico. Sul piano della guerra interna contro i migranti, ribadiscono il loro impegno antirazzista avverso le leggi liberticide in questo campo. Opporsi alla politiche razziste è uno dei principali compiti che ci attendono nei prossimi anni. Il Coordinamento antirazzista della FAI ha lavorato per coordinare le varie iniziative, facendo circolare notizie e intessendo relazioni tra le varie situazioni di lotta. Occorre a nostro avviso intensificare l'impegno su questo terreno. I principali assi di intervento sono: 1. la lotta per la chiusura dei lager per immigrati 2. la lotta per contrastare la legislazione razzista 3. l'impegno per impedire o, quantomeno ostacolare, le espulsioni 4. la costruzione di ponti di concreta solidarietà tra lavoratori "indigeni" e lavoratori immigrati. A nostro avviso l'ultimo punto è di cruciale importanza perché per fermare le politiche razziste non basta l'opposizione di principio ma occorre costruire un terreno di lotta comune sui temi della casa, dei servizi, delle libertà, del reddito che, in quanto lavoratori, sfruttati, oppressi, sia i migranti che gli indigeni hanno in comune. Superare il razzismo significa rintracciare e rivitalizzare le ragioni dell'internazionalismo proletario, di chi, oltre gli Stati e oltre le frontiere, riconosce il proprio compagno di lotta in ogni sfruttato. Senza Stati né frontiere nessuno è clandestino... Sul piano della guerra interna contro le generali condizioni di vita delle classi subalterne, la F.A.I. si impegna ad operare nel movimento dei lavoratori per diffondere le idee di solidarietà, di autogestione, di critica ad ogni burocrazia, dello sciopero generale come strumento di lotta per trasformare in modo radicale la società. Nello specifico, si impegnano a creare comitati d'appoggio alle situazioni di lotta in difesa delle proprie condizioni di vita e di lavoro... La Federazione Anarchica Italiana individua nelle mobilitazioni dei lavoratori in difesa del salario, di migliori condizioni di lavoro, dei servizi sociali, del reddito un terreno di azione centrale per gli anarchici in genere e, a maggior ragione, per gli anarchici federati. Nel conflitto sociale gli anarchici devono e possono operare in quanto autonomo soggetto politico portatore di proprie proposte su tutti i più rilevanti temi politici e sociali. Nello stesso tempo, a differenza delle forze che vogliono dirigere il movimento dei lavoratori, gli anarchici valorizzano le forme di autorganizzazione sociale che si sviluppano nel corso delle lotte e si pongono come lavoratori fra i lavoratori nei momenti di discussione e di definizione delle lotte. Siamo consapevoli che queste due esigenze, entrambe essenziali, sono in tensione dialettica fra di loro e che si tratta, nelle singole occasioni, di individuare le modalità più opportune per la loro piena realizzazione. La nostra azione nel movimento dei lavoratori deve porre l'accento sulla necessità che le mobilitazioni leghino l'azione sulle questioni immediate, e la definizione "immediate" non ha alcun valore riduttivo perché sappiamo bene quanto sia importante agire nelle concrete condizioni che viviamo in quanto lavoratori, alla crescita di una critica anticapitalistica ed antistatale. Per fare degli esempi concreti: 1. la rivendicazione di una pratica e di una prospettiva antimilitarista si lega alla denuncia del taglio della spesa sociale, degli investimenti in armamenti, del legame fra guerra all'esterno e guerra interna come riduzione delle libertà e dei diritti; 2. l'internazionalismo si concretizza, per un verso, nella rivendicazione della parità dei diritti per i lavoratori immigrati rispetto a quelli italiani e, per l'altro, nella costruzione di reti internazionali di lotta, solidarietà, informazione anche sul terreno immediatamente sociale e sindacale; 3. il federalismo va sperimentato nella valorizzazione della partecipazione diretta dei lavoratori alle decisioni, nell'opposizione alle burocrazie vecchie e nuove, nella dimostrazione che solo un'organizzazione non gerarchica della lotta e della quotidiana resistenza dei lavoratori è efficace al fine di opporsi ai padroni ed allo stato, 4. l'autonomia dai padroni, dai partiti, dallo stato va rivendicata non come uno slogan ma come una condizione necessaria dell'autocostituzione dei lavoratori in soggetto politico e sociale non subalterno all'avversario di classe e della conduzione di lotte e di campagne efficaci. Su questi e su altri terreni, l'azione e la proposta anarchiche specifiche non possono essere delegate ad altri e vanno compiutamente rivendicate. La nostra presenza alle mobilitazioni e l'azione quotidiana dei compagni impegnati sul terreno sociale e sindacale devono valorizzare questa dimensione evitando sia l'astratta propaganda ideologica che l'appiattimento su, pur legittime, rivendicazioni sindacali della nostra azione. È, altresì, essenziale che l'azione dei compagni impegnati sul terreno sociale e sindacale sia sempre meglio coordinata su base locale, categoriale, nazionale ed internazionale. Per ciò che concerne la lotta antistatalista e, in generale, antigerarchica, ribadiscono il loro rifiuto sia delle logiche statali sia delle logiche privatistiche, in nome della creazione, sin da ora, di momenti sempre più estesi di autogestione in ogni aspetto della vita. L'insurrezione reale - la trasformazione radicale dello stato presente delle cose in senso egualitario e libertario - si costruisce, si è sempre costruita, a partire dai processi di autoorganizzazione delle masse popolari, nell'essere radicali ma radicati... Riteniamo importante la lotta contro il revanchismo culturale che, sulla retorica della famiglia, vuole tornare ad imporre modelli patriarcali, e che, sul ripristino delle case chiuse, vuole tornare ad imporre una sessualità controllata e certificata dai poteri di Stato e Chiesa...
|
|