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  IL RAPPORTO DEL WORLDWATCH INSTITUTE

E' in corso un autentico assalto alle risorse del pianeta

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Secondo il rapporto del Worldwatch Institute, che riferisce annualmente sullo stato del pianeta, il 25 per cento delle specie di mammiferi e il 12 per cento di quelle di uccelli rischiano l'estinzione. Potrebbero sparire insieme alle foreste tropicali, uno degli ambienti naturali più ricco di specie animali, alle poche praterie ancora intatte, alle foreste boreali.

Checchè ne dicano molti ambientalisti, più che la caccia e l’uso dei pesticidi, sembra essere l'assalto indiscriminato alle risorse naturali la causa dello spaventoso aumento del numero di specie a rischio di estinzione.

Lo "State of the World 2003" (il rapporto del Worldwatch Institute, che in Italia sarà pubblicato a marzo dalle Edizioni Ambiente) descrive una Terra che continua a venire sconvolta dall'uso massiccio dei combustibili fossili, dalla deforestazione, dall'espansione delle miniere, dall’aumento dei rifiuti pericolosi.

Energia. La follia costituita da un sistema energetico basato sul petrolio diventa più evidente man mano che le riserve petrolifere, pur consistenti, vanno esaurendosi e, nel contempo, si concretizza la minaccia di modificazioni climatiche causate dall’utilizzo dei combustibili fossili. E’ come se, invece di conservare la legna per l’inverno, la si usasse tutta subito per dar fuoco alla casa.

I segnali di squilibrio climatico si aggravano: nel 2002, una parte della piattaforma antartica Larsen B, grande 3.250 chilometri quadrati, è collassata in mare.


Miniere. Nel 1999 sono stati estratti 9,6 miliardi di tonnellate di minerali (il doppio rispetto al 1970), e la cifra non comprende le enormi quantità di scarti prodotti durante la lavorazione. L'attività mineraria assorbe circa il 10 per cento dei consumi energetici globali, è responsabile di quasi la metà della produzione di sostanze tossiche in alcuni paesi, causa la morte di 40 minatori ogni giorno.

Il riciclaggio dei materiali estratti risulta poco praticato: viene recuperato solo il 13 per cento del rame (era il 20% nel 1980), il 4 per cento dello zinco, la metà del piombo, un terzo dell'alluminio e dell'acciaio.


Biodiversità. Ogni anno 15 milioni di ettari di foreste vengono distrutti per far posto a industrie di legname, campi coltivati, pascoli. Le immagini inviate dai satelliti mostrano l'ampiezza del disastro: in Messico ad esempio la deforestazione avanza a una velocità doppia rispetto a quella prevista. La perdita delle specie vegetali e animali che le abitano rappresenta anche una minaccia per l'industria farmaceutica, che spesso utilizza princìpi attivi estratti da esse
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