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Italia: l'acqua dei fiumi scende verso monte

Francia:  fine dello stato di emergenza

 

Cascate

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Italia: l’acqua dei fiumi scende verso monte

Il presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi, all’indomani del messaggio di fine anno, ha affermato che il governo ha inviato le sue truppe in Irak solo a “guerra finita”.

A qualcuno risulta che in Irak la guerra sia finita?

E poi, non si tratta della stessa guerra cominciata, diversi mesi prima, con l’aggressione all’Afghanistan, alla cui invasione le truppe italiane avevano partecipato?

“Dio li fa, poi li accoppia” – dice un proverbio popolare.

E la signora Franca, degna moglie del presidente, durante una visita a Napoli ha rivolto, dai microfoni di Radiorai, alle “amiche italiane, dalle Alpi alla Sicilia, gli auguri più affettuosi, nella speranza che il nuovo anno dia forza e coraggio e, soprattutto, che ci dia un lampo di serenità, per le nostre famiglie e per noi stesse”. “Perchè - ha aggiunto - soprattutto noi donne questo momento di speranza e di tranquillità ce lo meritiamo, di tutti i ceti, di tutte le condizioni sociali, in qualsiasi longitudine noi siamo, ci abbracciamo tutte”.

Cosa, quest’ultima, senz’altro auspicabile, ma chiaramente falsa.

Per i giudici del tribunale militare di La Spezia, Marco Bacci e Piergiorgio Ponticelli, infine, costringere un inferiore in grado a fare piegamenti sulle braccia non è un atto di nonnismo ma «una tradizione militare che viene considerata una manifestazione di prestanza e di forma fisica, necessaria per il buon espletamento del servizio».

Sempre secondo questi originali magistrati (che, con ogni evidenza, tengono in sommo onore i cani, soprattutto quelli  defunti), rivolgersi a un inferiore usando il termine «cane morto» non è offensivo «né dell’onore, né del prestigio, né della dignità».

 

 

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Francia: fine dello stato d’emergenza

 

Il governo francese ha decretato la fine dello stato d’emergenza proclamato l’8 novembre scorso, in piena rivolta delle periferie.

La decisione è stata giustificata affermando che la legge ha avuto “un effetto dissuasivo” sulle attese violenze del capodanno. In realtà, sono state bruciate 425 auto in tutto il paese (contro le 90 che vengono bruciate ogni notte), con un aumento del 27% rispetto al capodanno 2005 e, cosa più grave, un treno è stato preso in ostaggio per più di un’ora (durante la quale i passeggeri sono stati derubati e una donna è stata violentata).

Tuttavia il governo ha detto d’essere soddisfatto della situazione dell’ordine pubblico.

Dalle zone investite dall’esplosione sociale di novembre viene anche un’altra notizia. In quasi tutti i comuni interessati dal fenomeno si è registrato un rilevante aumento delle iscrizioni nei registri elettorali (in Francia per votare bisogna iscriversi).

Non è chiaro il motivo.

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