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Zirudella della panchina
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Zirudella, “E’ una rovina! Non c’è più la mia panchina! Se mi voglio riposare, non so più che cosa fare!”
Me l’ha detto, disperato, un amico pensionato abitante, caso strano, nel comune di Bazzano, dove, ben allineati con le idee di Cofferati, le hanno tolte proprio tutte: quelle belle e quelle brutte.
Essi dicon: “Non di rado sono causa di degrado: ci si siede l’immigrato clandestino e ricercato, la vivace giovinetta mentre beve la birretta (che poi, dopo aver brindato, abbandona sul selciato) ed, almeno in certe ore, trovi là lo spacciatore... E’ un disastro! Certamente, meglio non ci sian per niente!”
Forse non ho ben capito: mi ricordan quel marito che per fare alla mogliera un dispetto, l’altra sera, presi in mano i forbicioni s’è tagliato i due coglioni...
Sì, perchè chi, per età, tanta forza più non ha si ritrova, all’improvviso, privo del suo paradiso, e, ora che non può sostare, non potrà più circolare se non sopra una barella... tochedai la zirudella! Balanzino
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