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Zirudella della panchina

 

Sergio Cofferati - Foto Roberto Serra / Iguana Press 2005

sei in Cenerentola>archivio>numero68>zirudella

Zirudella, “E’ una rovina!

Non c’è più la mia panchina!

Se mi voglio riposare,

non so più che cosa fare!”

 

Me l’ha detto, disperato,

un amico pensionato

abitante, caso strano,

nel comune di Bazzano,

dove, ben allineati

con le idee di Cofferati,

le hanno tolte proprio tutte:

quelle belle e quelle brutte.

 

Essi dicon: “Non di rado

sono causa di degrado:

ci si siede l’immigrato

clandestino e ricercato,

la vivace giovinetta

mentre beve la birretta

(che poi, dopo aver brindato,

abbandona sul selciato)

ed, almeno in certe ore,

trovi là lo spacciatore...

E’ un disastro! Certamente,

meglio non ci sian per niente!”

 

Forse non ho ben capito:

mi ricordan quel marito

che per fare alla mogliera

un dispetto, l’altra sera,

presi in mano i forbicioni

s’è tagliato i due coglioni...

 

Sì, perchè chi, per età,

tanta forza più non ha

si ritrova, all’improvviso,

privo del suo paradiso,

e, ora che non può sostare,

non potrà più circolare

se non sopra una barella...

tochedai la zirudella!

                                                         Balanzino

 

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