punto elenco

Studenti in fermento

punto elenco

A proposito di uno sciopero generale

 

Roma 21 ottobre 2005: sciopero generale - Foto da www.cubnazionale.it

sei in Cenerentola>archivio>numero67>prima pagina

Studenti in fermento

Il mondo della scuola è nuovamente in agitazione: gli studenti, ma anche i docenti, persino i rettori, contestano i provvedimenti voluti dal ministro della sempre meno pubblica istruzione Letizia Moratti. Le scuole e le università sono state occupate, vivaci manifestazioni si sono svolte nelle principali città italiane. A Roma, il 25 ottobre, decine di migliaia di studenti, provenienti da tutta l’Italia, hanno assediato il parlamento mentre era in discussione la controriforma. La polizia li ha caricati, come aveva fatto il giorno prima a Bologna, con l’approvazione del sindaco Cofferati.

Non possiamo che essere lieti della ripresa del movimento studentesco, un movimento entro il quale, noi della redazione di Cenerentola, ci siamo formati, in tempi più che sospetti. Tuttavia, a rischio di passare per pompieri, vogliamo fare alcune considerazioni.

Sulla controriforma dell’istruzione secondaria superiore. E’ certamente una pessima manovra, che non risolverà,   anzi,  probabilmente, aggraverà, i problemi della scuola italiana. Per giunta è di sapore classista, ma, ci domandiamo: è opportuno incentrare la protesta sul fatto che si permetta a un giovane di scegliere tra un percorso di studi finalizzato all’accesso all’università e un altro più rapidamente professionalizzante? Perchè escludere che un individuo, a quattordici anni, possa essere sufficientemente maturo da scegliere che cosa vuol fare della sua vita?

Ci sembra che il paragone con le vecchie scuole di avviamento professionale, cui si accedeva a undici anni e terminavano a tredici, sia del tutto fuori luogo.

Sulla controriforma dell’università. Anch’essa è una pessima manovra, tesa a istituzionalizzare il dilagante precariato. Anch’essa non risolverà i problemi della scuola italiana ma, ci domandiamo: è opportuno incentrare la protesta sulla difesa degli attuali sistemi di reclutamento del personale docente? Sistemi che, come tutti sappiamo, sono tutt’altro che soddisfacenti?

L’impressione, ci sembra doveroso dirlo, è che, al movimento, manchi una proposta complessiva realmente alternativa all’esistente. 

Del resto, non siamo i soli, all’interno del movimento, ad avere tale impressione. Scrive infatti Federica D’Alessio su La Comune del 17 ottobre: «E’ evidente che la scuola e l’università così come sono non piacciono, ma non è ancora chiaro ciò che si vuole, né come conquistarlo. Emerge un malcontento generalizzato e la voglia di ritrovarsi per reagire, tuttavia, in mancanza di contenuti, spesso finiscono per parlare le casse dei sound-system, dietro le quali si sbracciano i soliti noti (...)»

 

 Inizio pagina

A proposito di uno sciopero generale

 

Venerdì 21 ottobre è stato effettuato, come preannunciato, lo sciopero generale indetto da CUB, USI-AIT, CIB Unicobas, SinCobas, SULT e CNL contro lo scippo del Trattamento di Fine Rapporto, per il rilancio della previdenza pubblica, per forti aumenti salariali, per la scala mobile, per l’introduzione del reddito sociale, per la sicurezza nei luoghi di lavoro, contro la guerra, contro la legge Bossi-Fini.

Nell’occasione oltre diecimila persone si sono date appuntamento a Roma per dar vita a una vivace manifestazione contro il governo. Non si hanno ancora dati affidabili sull’adesione allo sciopero che, comunque, dovrebbe aver  coinvolto centinaia di migliaia di lavoratori.

Soddisfatti gli organizzatori, anche se l’obiettivo di ripetere il successo dello sciopero del 15 febbraio 2002, quando tutte le sigle del sindacalismo più radicale si erano trovate in piazza insieme, non è stato raggiunto.

Diversi fattori hanno inciso sulla riuscita della manifestazione:

- innanzitutto, differentemente da quanto accaduto nel 2002, la Confederazione Cobas non ha aderito all’iniziativa; tale organizzazione non ha un gran peso numerico, ma gode di un discreto seguito nella scuola, uno dei comparti chiave per la riuscita dello sciopero generale, e di un notevole peso mediatico;

- la Commissione di garanzia ha vietato lo sciopero nel settore dei trasporti, che è l’altro comparto chiave;

- i mezzi di comunicazione di massa, controllati dal governo o dai padroni, hanno prima steso un velo di silenzio sulla mobilitazione, poi, addirittura, parlato di revoca dello sciopero.

Tenendo presenti questi fatti, alla fine, non si può dire che la mobilitazione non abbia avuto successo. E’ però nostra opinione che non si sia osato abbastanza. Se, come chiedeva l’USI-AIT, si fosse messo maggiormente l’accento sull’opposizione alla guerra e, soprattutto, alla legge Bossi - Fini, probabilmente i risultati sarebbero stati migliori.   

 Inizio pagina