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Giuseppe Bucalo  La malattia mentale non esiste

Bruce Sterling  La matrice spezzata

Tommaso Landolfi Tre racconti

Ray Bradbury L'albero di Halloween

Alexandre Dumas La Reine Margot

 

Copertina del libro L'albero di Halloween

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La malattia mentale non esiste, di Giuseppe Bucalo, Torino, Nautilus

L’agile volumetto (40 pagine con illustrazioni, oltremodo emblematiche) sostiene una tesi perentoria, assertoria: se è vero che ogni classificazione psichiatrica è opinabile, Bucalo contesta comunque anche la psichiatria, che definisce “alternativa” di Franco Basaglia e comunque ispiratrice della legge 180.   

Comunque la si pensi in merito, che si accetti o meno la tesi-ipotesi di lavoro di Bucalo nella sua perentorietà, rimane il fatto che non esiste la follia, esistono semmai Franco, Gianna, Kathrin, Giuseppe, Gianluca, Naomi che presentano delle difficoltà relazionali, persone diverse con problemi diversi, dove il “sorvegliare e punire” è la risposta più brutale e stupida. Nello specifico, rimarrà la questione, ma rimane anche l’esigenza di difendersi dall'aggressività di poteri che tendono semplicemente a “internare” o almeno a giudicare, senza appello, per così dire.

Risposte fatte in casa non ce ne sono, ma non tener conto della sfida di Bucalo sarebbe assurdo...  

Eugen Galasso 

 

 

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Bruce Sterling, La matrice spezzata, Milano, Mondadori, Urania Classici, 2005

“Science-fiction” o “cyber-punk”? Non importa poi troppo; un bel libro, scoperto tardi in Italia (ha 20 anni, ma è attualissimo), stile “lisergico” (accelerato, ma con intelligenza, non è una sceneggiatura da film). Pone il problema del “prygoginismo”, ossia della nuova matematica, che mette in crisi tutti i parametri consolidati (valori, ideali, socialità), verso un’anomia autoritaria, dove la libertà (Gibson, come Sterling, suo amico e collaboratore, è un libertario dichiarato e “sfegatato”) è il valore più importante, certo non senza la giustizia.

Bello, avvincente e carico di significati, ma anche di senso, purché si sappia guardare oltre la  scorza dell’apparenza.

 

Eugen Galasso

 

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Tommaso Landolfi, Tre racconti, Milano, Adelphi, 1998

Salvati dai racconti “persi”, tre racconti d’amore, fra omicidi per amore, bellezza perduta, giochi di società mortali, ma... il terribile Landolfi, scrittore d'amore e fantastico, il più grande del Novecento italiano, con Dino Buzzati, sa cosa scrivere e come, senza rinunciare al brivido della scrittura, persa / trovata / riammessa...

Fa bene alla testa...

Eugen Galasso

 

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Ray Bradbury, L'albero di Halloween,  Milano, Mondadori, 2005

Sarà merito della vigilia d'Ognissanti, festa celtico-druidica dei "morti tra noi" (la compresenza vivi-morti, secondo Aldo Capitini, grande libertario, teorico della nonviolenza), ma finalmente esce anche in italiano il breve romanzo del 1972 di Bradbury.

Storia di ragazzini (il romanzo di formazione...), ma anche la storia di spiriti e streghe dall'Antico Egitto all'oggi, della bellezza e della libertà (?) attraverso la simbiosi e sinestesia tra realtà e immaginazione.  

 Eugen Galasso                          

 

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Alexandre Dumas (père), La Reine Margot, Parigi, Gallimard, 2003

Storia della strage degli Ugonotti nel fosco Cinquecento francese, da parte del grande repubblicano (altro che monarchico) francese, tra avvelenamenti, l'orrore della ragione di stato (Caterina de' Medici),  altro ancora, finta magia e cattiveria.

Con una fase cruciale: "Il re di Francia è il re dei cattolici, non degli ugonotti, perché è il re della maggioranza", attribuita a Carlo IX, re  e figlio della suddetta grande avvelenatrice. Paratassi (frasi brevi, discorsi diretti, interiezioni e bestemmie); con il grande romanzo popolare storico, con Hugo e più di Sue (amato da Eco alla follia), fece conoscere al popolo i suoi diritti, con la visione tragica della storia, che è di Sofocle, Tucidide, Tacito, Machiavelli, Shakespeare, ma anche di Kropotkin e Tolstoj.   

Eugen Galasso                          

 

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