Multiculturalismo e cittadinanza

 

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Lunedì 10 ottobre, presso il Laboratorio di etnologia dell’Università di Modena, sono ricominciati i seminari sul tema "Dipendenza, lavoro, diritti". Alla presenza di numerosi partecipanti, Ruba Salih dell’Università di Bologna ha parlato di "multiculturalismo e cittadinanza".

Il tradizionale concetto di cittadinanza, legato all’appartenenza a un territorio (o a una popolazione) sarebbe oggi, a suo parere, messo in crisi dalle recenti migrazioni che investono l’intero pianeta. Né sarebbe valido un concetto di "cittadinanza universale" al quale oppone le ragioni della critica femminista: chi parla di cittadinanza universale, secondo la studiosa, avrebbe in mente, sostanzialmente, solo i maschi adulti di pelle bianca.

Più che richiedere "diritti di cittadinanza", occorrerebbe richiedere il rispetto dei "diritti umani"; ma questo, a suo parere, non rimanderebbe a una cittadinanza universale bensì a un "equilibrio tra uguali diritti e diverse appartenenze".

Forte (e, a mio avviso, condivisibile) la sua critica al "multiculturalismo", all’idea cioè di far convivere, sullo stesso territorio, culture diverse: l’associazionismo etnico è in gran parte indotto dalle autorità dei paesi che ospitano gli immigrati e produce come effetto quello di creare identità culturali fasulle (perchè forzatamente omogeneizzate) e di incasellarvi i migranti. Chi ha più da rimetterci, spesso, sono le donne. Questo non significa, ovviamente, che si debba spingere per un’assimilazione degli immigrati altrettanto forzata.

C’è anche chi vede i migranti come portatori di "ibridità", intesa come "spazio di resistenza" contro la società ospite e, insieme, "nascita di qualcosa di nuovo" (un tempo si sarebbe detto, ma questa è una nota mia, "internazionalismo proletario").

Alla relazione è seguito un breve dibattito fra i presenti, nel corso del quale è stato sottolineato come il mettere l’accento sulla diversità delle culture finisca per nascondere la comune condizione di lavoratore vissuta dagli immigrati, e come, con il multiculturalismo, permangano le tensioni fra immigrati di diversa provenienza e tra questi e le popolazioni ospitanti.

Luciano Nicolini

 

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