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Arlucea Arlucea
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"Arlucea Arlucea" (luceva, ma non le stelle di pucciniana memoria, anche se...): un testo teatrale "in itinere" (e il cammino, tra le dolci colline tra Falconara e Camerata Picena, non è una scampagnata, neppure per lo spettatore) scritto, su un canovaccio, dagli attori stessi, sotto l’attenta regia di Giovanni Zurzolo, attore e regista lucano ma formatosi soprattutto - sul piano teatrale - a Venezia e Reggio Emilia, per anni attivo anche a Merano. La zona è quella considerata, l’anno il 1940, con il fascismo già in guerra contro l’Abissinia, atroce quanto stupido episodio coloniale, ma in procinto di lanciarsi nella folle e disperata "impresa" della "Seconda guerra mondiale". Spettacolo di condivisione di esperienze, saperi, sapori (al banchetto di nozze si mangia per davvero, da spettatori-attori), odori, altro ancora, con attori (attrici, ma anche qualche attore, anche bambino), con tante e fresche impressioni teatrali - la scena simultanea, di origine medievale, ripresa con rara intelligenza, la sacralità del rito teatrale esibito, altro ancora, la narratrice, che fa da coro (quello della tragedia classica) e quindi commenta / rilegge. Un’esperienza anche "politica" (ricordiamo le radici rosse delle Marche e non solo), senza però picchi d’esibizione. L’antifascismo è più nel sottotesto che nel testo. A quest’esperienza storico – geografico - culturale (una delle poche dimensioni attuali del teatro) hanno contribuito, da attori, Melissa Conigli, Arianna Avoni, Elena Barchiesi, Marcello Benedetti, Elisa Cherri, Alessandra Galeotti, Liviana Giancarli, Silvia Liuti, Francesca Loreti, Margherita Marconi, Maria Rosa Milani, Nedda Nagliero, Loredana Priori, Elisa Ribichini, Roberta Romagnoli, Lino Sbardellati, Gemma Scarponi e Bruna Scataglini (attori), il musicista (fisarmonica dal vivo) Simone Bompadre e la coreografa Silvana Nobili. Eugen Galasso |
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