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| sei in Cenerentola>archivio>numero62>cronaca | |||||
Londra: un massacro annunciatoL’11 marzo 2004 una serie di esplosioni su quattro treni di pendolari in transito nelle stazioni ferroviarie di Madrid provocarono 191 morti e 2.062 feriti. Gli attentati, inizialmente attribuiti dal governo spagnolo agli indipendentisti baschi, furono poi rivendicati da terroristi islamici. Si trattò d’un massacro annunciato: con ogni evidenza, i governi che fanno guerra sganciando bombe su popolazioni inermi, espongono i loro sudditi alle bombe altrui. Il 7 luglio 2005, a Londra, quattro attentati susseguitisi nel giro di un’ora hanno provocato decine di morti e centinaia di feriti. Anche in questo caso si è trattato di un feroce massacro annunciato. E ci fermiamo qui, per non far la parte degli avvoltoi. Fino a pochi minuti prima della tragedia i telegiornali di tutto il mondo occidentale ci avevano tediato con la cronaca delle contestazioni all’incontro degli otto grandi (G 8), in corso in Scozia. A dar retta ai cronisti, sembrava che il maggior pericolo per l’ "ordine pubblico" fosse costituito da gruppi di giovani, sedicenti anarchici, che si aggiravano per il paese suonando tamburi. Gli attentati hanno riportato tutti alla dura realtà: non è chi contesta i potenti a mettere in pericolo la popolazione, sono le politiche portate avanti dai potenti, piuttosto. Il giorno precedente, il primo ministro inglese Tony Blair aveva salutato con entusiasmo la decisione di far svolgere a Londra le Olimpiadi del 2012. Quanto costeranno? E quanto costeranno i relativi dispositivi di sicurezza? Non sarebbe meglio spendere quei soldi per aiutare i popoli dei paesi poveri? Non sarebbe meglio fermare la spirale perversa che sta portando l’Occidente industrializzato a investire sempre più per difendere il proprio stile di vita e le proprie posizioni di privilegio? Intendiamoci: non si vuole in nessun modo giustificare l’ingiustificabile, né, tantomeno, in assenza di evidenze, attribuire la responsabilità dell’esecuzione degli attentati agli uni piuttosto che agli altri. Ciò che si vuole affermare è che quel che sta accadendo era largamente prevedibile, e che è largamente prevedibile continui ad accadere. Nonostante questo, i governi dei paesi occidentali continuano a far finta di niente, a portare avanti politiche aggressive nei confronti dei paesi poveri, a pianificare opere colossali destinate a diventare facile bersaglio di chiunque le voglia sabotare; opere destinate a diventare costosissime in relazione alle loro necessità di difesa o, meglio, alla necessità di persuadere le popolazioni che siano difendibili. Quando invece è perfettamente evidente che nessun potenziale bersaglio può essere efficacemente protetto contro gruppi di persone che, sfruttando il fattore "sorpresa", agiscano in modo determinato. Nel frattempo, la popolazione residente in Italia continua ad aumentare: nel corso del 2004 le nascite hanno superato i decessi di circa 16.000 unità ma, soprattutto, gli iscritti nelle anagrafi comunali per trasferimento di residenza hanno superato di ben 558.000 unità i cancellati, portando l’ammontare complessivo dei residenti a 58.462.000 persone.Il numero dei nati vivi, rispetto all’anno precedente, è aumentato di oltre 18.000 individui, con grande gioia dei precari della scuola e di tutti coloro che svolgono professioni al servizio dell’infanzia. Il Tasso di Fecondità Totale, cioè il numero di figli di un’ipotetica donna che sperimentasse, nel corso della propria vita, i livelli di fecondità registrati nel corso dell’anno, si mantiene però intorno a 1,3 figli per donna: il ricambio della popolazione continua quindi a essere, in gran parte, garantito dall’immigrazione. Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, i nati vivi sono stati 38.000 e i morti 45.000. Il saldo tra iscritti e cancellati per trasferimento di residenza è risultato di 78.000 individui, la popolazione residente a fine anno ammonta a 4.151.000. Tutto ciò in netto contrasto con le previsioni elaborate nel 1988 dall’ISTAT che, sulla base delle tendenze rilevate all’epoca, prevedeva, per il 2004, 19.000 nati vivi, 49.000 morti e una popolazione finale di solo 3.533.000 persone (3.867.000 nell’ipotesi "alta"). Buono, invece, l’accordo tra i dati rilevati e quanto ipotizzato (e pubblicato) da un nostro redattore che, considerando un saldo migratorio medio di 20.000 individui l‘anno a partire dal 1988, aveva previsto 39.000 nati vivi, 49.000 morti e una popolazione finale di 4.113 mila residenti. A dimostrazione che, nonostante quanto affermano politici ed amministratori, ciò che sta avvenendo non era poi del tutto imprevedibile. |
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