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INCUBO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

di Toni Iero

Dune - Foto Arcobaleno

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E’ finalmente arrivata l’estate e, puntualmente, i mezzi di informazione ci rendono edotti di questa imprevista eventualità.

Fa caldo. È la prima notizia di qualunque telegiornale che si rispetti. Anzi, fa molto caldo (sennò che scoop è?). Ci saranno problemi per gli anziani e i bambini. Ma, nessuna paura, c’è chi si sta preoccupando di noi.

Solerti giornalisti, supportati da "esperti", ci spiegano che, se non è indispensabile, è meglio non uscire da casa nelle ore più calde della giornata (chi l’avrebbe mai detto?). Ma l’attenzione alla nostra salute non si ferma qui: altri dotti ci illustrano che è consigliabile indossare abiti leggeri, di fibre naturali, preferibilmente cotone (e noi che stavamo pensando di estrarre i pile dal guardaroba!). C’è poi il problema alimentare che mobilita legioni di dietologi mediatici pronti a sentenziare, con fare grave: bevete molto e mangiate leggero. Peccato, dovremo lasciare da parte lo zampone con le lenticchie, tipico piatto di fine luglio.

Comunque fa caldo. Il cielo è privo di nubi e il sole dardeggia. Già, il sole. Qui si apre tutto un fondamentale campo d’indagine stagionale. Grazie alla televisione, gli Italiani scoprono che d’estate c’è il sole e che la pelle di chi va al mare e si denuda viene investita dai raggi solari. Per fortuna sono già allertate schiere di dermatologi televisivi, che ci dicono che il sole va preso gradualmente, che chi ha la carnagione chiara dovrebbe usare le creme solari, che nelle ore centrali della giornata l’effetto dei raggi solari è più intenso (incredibile, vero?).

Poi il grande problema che affligge gli abitanti della penisola: in vacanza si sta più tempo all’aria aperta, si fa più moto. Ma quanto moto dobbiamo fare? Se gioco a pallavolo sulla spiaggia (beach volley, per gli intenditori) mi farà bene o male? E poi, quanto devo giocare? Le bocce, sono meglio del nuoto? Il soccorso ai concittadini alle prese con questi dilemmi arriva con servizi in cui acuti medici sportivi ci rivelano verità sorprendenti: chi non è abituato a fare sport deve cominciare un po’ alla volta (e noi che pensavamo fosse meglio una terapia d’urto!), facendo sport con il caldo si suda (ma va?) per cui bisogna reintegrare i liquidi e … a questo punto tornate alla voce interviste con dietologi, già citata in precedenza.

Il brutto è che fa proprio caldo. Le temperature sono tutte sempre rigorosamente "al di sopra della media stagionale" (come diavolo sarà calcolata questa media? Usando anche i dati di dicembre?). Il caldo porta con sé, ormai con una certa regolarità, il biblico flagello della siccità. Non piove. Fa caldo e non piove. Per questo non c’è più acqua (meglio non indagare troppo su altre possibili ragioni). Bisogna razionarla. Come? Nessun problema: altri esperti ci spiegano che la doccia, invece del bagno, comporta un sostanzioso risparmio (anche se uno sta più di un’ora sotto il piacevole getto d’acqua?), che è opportuno chiudere il rubinetto quando non si usa l’acqua (a volte emergono correlazioni impensabili …). Fa caldo, non piove e i fiumi sono in secca. Dopo qualche servizio sulla inarrestabile desertificazione, nella testa delle persone cominciano a scorrere immagini di cammelli (o dromedari) che camminano faticosamente in un deserto incandescente.

Come non farsi prendere dalla smania di correre ad aprire il frigorifero per bere qualcosa! Attenzione però: no alle bibite gassate, no agli alcolici, no alle bevande gelate. Meglio un po’ di acqua, magari tiepida. Conclusione (non corroborata dagli esperti): forse è meglio la sete …

Fiumi in secca. Non c’è acqua per l’irrigazione. Notizia: aumenteranno i prezzi dei prodotti agricoli. Qualche dubbio sul fatto che questo sia un fenomeno stagionale, legato al caldo, sta però sorgendo nella testa delle persone. In autunno tocca alle piogge, in inverno al freddo, in primavera alla grandine e in estate al caldo. L’esperienza insegna che, cambiando il fenomeno meteorologico, l’effetto non varia: aumento dei prezzi.

Tirando le somme bisogna dire che è caldo, non piove e manca l’acqua. Se manca l’acqua si produce meno energia idroelettrica. Però, in estate, gli Italiani per rinfrescarsi usano i condizionatori. Che richiedono più energia. Che, a causa del caldo, d’estate scarseggia. Ecco l’allarme di stagione sul fronte elettrico: i black out.

Parlando di black out non possono non venire in mente i veri eventi centrali delle estati italiane: gli esodi e i contro esodi. Senza un vero perché, come ad un segnale convenuto, centinaia di migliaia di automobili si danno appuntamento sulle autostrade della penisola. La litania dell’esodo e del contro esodo prevede la comunicazione, da parte della stampa e delle televisioni, dei giorni "giusti" per imbottigliarsi sulla via del mare (della montagna o delle "città d’arte"). Seguono poi i consigli (ancora!) su come mettersi in viaggio da parte di qualche alto ufficiale della Polizia Stradale: non partite quando siete stanchi (confessatelo: non ci avreste mai pensato da soli), rispettate i limiti di velocità (solo negli esodi?), fate una sosta per mangiare (grazie), evitate le ore più calde della giornata (bisognerebbe andare in letargo dalle 12 alle 15 per tutta l’estate), non partite nei giorni di punta (se tutti seguissero questa indicazione l’unico effetto sarebbe quello di spostare i giorni di punta). Dopo questi preziosi suggerimenti arrivano i servizi del telegiornale che mostrano le code al casello e i lunghi "nastri" di autovetture ferme sotto il sole "nelle ore centrali della giornata" (a volte le immagini non corrispondono alle dichiarazioni e accade di sentire parlare di ingorghi mentre sono inquadrate strade deserte. Ma è comprensibile che qualche inviato si faccia prendere un po’ dall’entusiasmo). È prevista anche l’intervista volante (non più di 20 secondi) in cui, dai loro abitacoli, alcuni vacanzieri rilasciano dichiarazioni rassicuranti del tipo "l’importante è andare in vacanza" (prima però ci devi arrivare), "bisogna affrontare qualche piccolo sacrificio" (tipo 14 ore dentro una scatola metallica rovente per pagare il pedaggio in un’ autostrada che avrebbe dovuto essere gratuita), tutto condito con sorrisi di Italiani felici di adempiere al rito della vacanza estiva (perché non trasmettono mai qualcuno che dica che la prossima volta rimarrà a casa o prenderà il treno?). Adesso quasi tutte le automobili hanno l’aria condizionata, che però aumenta i consumi di benzina, il cui prezzo sale e … basta: la benzina è un argomento che non conosce stagioni.

In concomitanza con una situazione economica poco brillante, c’è anche il grido d’allarme sul fatto che gli stranieri non vengono più in ferie in Italia. Per forza. Bisogna essere sinceri. Diciamocelo: in Italia d’estate si fa una vitaccia. È caldo, non piove, manca l’acqua, scarseggia la corrente elettrica e ci sono le code sull’autostrada e, come se tutto ciò non bastasse, giornali e televisioni sono affollati da decine di persone ansiose di comunicare che fa caldo, non piove, manca l’acqua, scarseggia la corrente elettrica e ci sono le code sull’autostrada. Sarebbe forse troppo pretendere che si aprisse un dibattito per risolvere i problemi in questione, però, amici giornalisti, risparmiateci almeno la metà della tortura...

Toni Iero

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