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Dalla crocifissione alla castrazioneBucarest, 18 giugno Apprendiamo dal quotidiano la Repubblica che «il padre superiore e quattro suore del convento ortodosso della santissima Trinità sono stati incriminati per il sequestro e la morte della consorella Maricica Irina Cornici, trovata crocifissa. Padre Daniel Corogeanu e le quattro religiose avrebbero legato suor Irina e l'avrebbero rinchiusa nella sua cella, lasciandola senza acqua e senza cibo. Poi, stanchi delle sue proteste, l'avrebbero imbavagliata e crocifissa, lasciandola morire. Secondo il padre superiore, la crocifissione della religiosa era giustificata dal fatto che suor Irina era "posseduta dal demonio"». Roba da matti... Roma, 21 giugno In seguito ad alcuni disgustosi stupri di gruppo attribuiti a cittadini extracomunitari, il ministro leghista Calderoli propone di castrare chi si rende responsabile di violenze sessuali. La stessa sera, in tutti i telegiornali (incluso il Tg 3), si discute della proposta come se fosse la cosa più normale del mondo. Non basta: nel corso di un dibattito con un esponente leghista, la parlamentare diessina Livia Turco, accusata da quest’ultimo di essere colpevole dell’arrivo degli extracomunitari e, quindi, delle violenze a essi attribuite, si difende affermando che la sua legge era "severissima" e rivendicando con orgoglio l’invenzione dei Centri di Permanenza Temporanea, cioè di quelle prigioni nelle quali, in spregio a ogni principio del diritto, vengono recluse persone che non hanno commesso alcun reato. Fortunatamente, le associazioni femminili che si prendono cura delle vittime della violenza sessuale ricordano ai politici scatenati che circa l’ottanta per cento degli stupri subiti dalle donne italiane avviene all’interno della famiglia, e che non è il caso di castrare padri, mariti, fratelli e cugini. Forse hanno capito che, se si comincia, oggi, con il tagliare i genitali agli stupratori, si proseguirà, domani, col tagliare le mani ai ladri e si finirà, probabilmente, col rinchiudere le signore che rifiutano di portare il velo e lapidare quelle che mettono le corna al marito. Per quanto riguarda il velo è già pronta la giustificazione teologica. Scrive infatti san Paolo, nel Nuovo testamento: «Voglio però che sappiate che (...) capo della donna è l'uomo, (...) ogni donna che prega o profetizza senza velo sulla testa, manca di riguardo al proprio capo (...). L'uomo non deve coprirsi la testa, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell'uomo (...) né l'uomo fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo. Per questo la donna deve portare sulla testa un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli» (Paolo di Tarso, Corinzi 1,11/3). Per quanto riguarda invece la lapidazione delle adultere, fortunatamente, pare che il buon Gesù di Nazareth vi si fosse opposto pronunciando la famosa frase: "Chi è senza peccato scagli la prima pietra!". Chissà se oggi funzionerebbe... Di certo non vorremmo trovarci nei panni delle adultere. A giudicare da come parlano, sembra che Calderoli e soci ritengano effettivamente di essere senza peccato. «E’ costato caro il paio di occhiali da sole che una turista danese in vacanza in Riviera aveva acquistato sul lungomare di Ventimiglia da un venditore ambulante di colore – scrive City del 24 giugno – per dieci euro di spesa ne dovrà sborsare altri 3.333 di multa. Durante i controlli straordinari compiuti dagli agenti è stata fermata la turista, che aveva appena acquistato gli occhiali dall’ambulante, riuscito invece ad eclissarsi. La donna è stata multata di 10.000 euro, sanzione che potrà pagare nella misura ridotta di 3.333 euro se sborsati entro due mesi».Ma non si tratta di un caso isolato: «Multe analoghe – prosegue l’articolo – erano state comminate ad altri turisti, italiani, dai carabinieri di Savona, a Varazze nelle settimane scorse, in base alla nuova normativa». Siamo certi che la signora non tornerà più a trascorrere le vacanze in Italia. E che sconsiglierà le amiche. Così, grazie a normative come questa, potremo salutare, giorno dopo giorno, anche il turismo: una delle poche risorse che ci restano dopo lo smantellamento dell’agricoltura, dell’industria e della ricerca. L’esercito italiano resterà in Afghanistan per dieci anni Lunedì 20 giugno il ministro della difesa Martino ha dichiarato che "I nostri militari all’estero saliranno da 9.000 a 11.000 nel corso dell’anno". In particolare, resteranno probabilmente in Afghanistan ancora per un decennio. Così possiamo essere certi che, qualunque nuova sciagurata impresa prenda avvio in Asia, ne saremo inesorabilmente coinvolti.
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