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Gli USA si armano
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Dove va Ratzinger?  di Eugen Galasso

 

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Gli USA si armano

Nel 2004 gli Stati Uniti d’America hanno speso in armamenti 455,3 miliardi di dollari, una cifra dieci volte superiore a quella che sarebbe necessaria per garantire a coloro che nel mondo ne sono sprovvisti l’accesso alle cure mediche e all’istruzione di base. Lo afferma il rapporto curato annualmente dal SIPRI. La Gran Bretagna ne ha spesi 47,4; la Francia 46,2; il Giappone 42,4; la Cina 35,4; la Germania 33,9; l'Italia 27,8; la Russia 19,4; l'Arabia saudita 19,3; la Corea del sud 15,5; l'India 15,1; Israele 10,7; il Canada 10,6; la Turchia 10,1 e l'Australia 10,1.

Come si può constatare il governo USA punta tutto sullo strapotere militare: una strada molto pericolosa, anche per il popolo statunitense. Quanto all’Italia, si è piazzata al settimo posto in classifica, spendendo una cifra tre volte superiore a quella spesa da Israele i cui confini, e la cui stessa esistenza, sono pesantemente messi in discussione dai paesi vicini: non male per una repubblica che, stando a quanto scritto nella sua costituzione, “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”!

 

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Dove va Ratzinger?

 

Da cristiano libertario, con una formazione teologica, anni fa ero stato redattore e direttore di una rivistina ("DMCD" poi "Cristianesimo anarchico"); all'epoca ero molto giovane, sicuramente molte cose di allora, rilette oggi, farebbero sorridere per primo chi le aveva scritte. Tuttavia, il rapporto con l'Altro rimane, per me, fondamentale: chiaramente non nelle forme "canoniche", anzi, seguendo le "vie che non portano a Roma", quelle di un'interpretazione molto "laica" e storico-esegetica dei testi ("sacri"?), seguendo quel movimento sempre dannato come eretico, che è la gnosi.

L'elezione del nuovo papa non mi ha appassionato, anche perché, oltre alla scelta libertaria, rimane una considerazione di fondo: come si può credere, nel 2005, che un singolo possa incarnare la Verità...? Comunque, avendo letto/studiato le opere di Joseph Ratzinger, rimane una scissione fondamentale:

- da un lato il Ratzinger teologo degli anni '60-'70-'80, interessato a un'ecclesiologia aperta, dove il "popolo di Dio" non è ristretto a pochi gruppi, a una gerarchia, dove anzi la collegialità è principio fondamentale all’interno di uno schema che rifiuta il modello della "monarchia assoluta" (vedi Ratzinger, "Il nuovo popolo di Dio", Brescia, Queriniana);

- dall’altro, dopo l'attuazione del concilio, Ratzinger, ormai cardinale, che diventa fin troppo cosciente del suo ruolo e inizia a mettere molti paletti.

Prima di divenire papa, era presidente della Commissione per la dottrina della fede (ex-Inquisizione), rendendosi responsabile non solo della condanna della teologia della liberazione, ma anche, come coordinatore, del Catechismo della Chiesa Cattolica, libraccio che, in un'opera colossale, vorrebbe regolamentare ogni comportamento della vita privata e politica.

Ora, quale sarà papa Ratzinger? Il riformista conciliare o l' "inquisitore" ultra-conservatore? Difficile che torni ad essere il primo; quasi certamente prevarrà il secondo, ma può essere che Raztinger/Benedetto XVI ceda su qualcosa... Saranno comunque cedimenti di poco conto, non "fondamentali": a livello di teologia morale; difficile immaginare che il celibato dei preti, il sacerdozio femminile, la morale sessuale e altro possano venir "intaccati", anzi c'è chi prevede un indurimento, se non un netto regresso, impensabile (forse...) dati i tempi.

A livello dogmatico, il "miracolismo" (quello che dà alla chiesa il credito irrazionale e fanatico) e la mariologia non saranno rivisti/rinnegati, anzi, i primi passi del nuovo papa sono purtroppo indicativi di un conservatorismo più che solo "di fondo". Il problema, però, rimane un altro: la chiesa rimane gerarchia e non movimento, non un work in progress che riflette sui contenuti e le modalità della fede.  D'altronde, se la teologia della liberazione e le comunità di base sono state quasi completamente sradicate già da papa Woytila, non è che un movimento come "Noi siamo chiesa" riesca a far breccia più di tanto; spesso, poi, questi credenti s'accontentano di ben poco...   

Eugen Galasso

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