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NAPOLI: CONCLUSO IL 13° CONGRESSO DELL'USI   

 

       USI SANITA': IL PROGETTO MAGON REALIZZA UNA CLINICA ODONTOIATRICA IN CHIAPAS   

Volontarie del progetto Magon con una donna indigena in Chiapas

sei in Cenerentola>sindacato

Napoli: concluso il 13° Congresso dell’USI

Si è svolto a Napoli, nei giorni 23, 24 e 25 aprile, presso il Palazzo dello Spagnuolo, il 13° Congresso nazionale dell’Unione Sindacale Italiana.

L’ordine del giorno prevedeva, oltre alle dimissioni e alla nomina degli incarichi esecutivi, le strategie politico-sindacali dell’organizzazione, il dibattito su limiti e prospettive delle Rappresentanze Sindacali Unitarie, le tematiche sociali (precariato, casa, sanità, antipsichiatria, immigrazione, pensioni), l’attività antimilitarista e antifascista, lo sviluppo del mutualismo, i rapporti con l’AIT (l’Associazione Internazionale dei Lavoratori cui l’USI aderisce), la creazione di un archivio nazionale.

Molta carne al fuoco, come si può vedere, e il dibattito ne ha risentito, non essendo stato possibile, in due soli giorni (il congresso si è aperto in tarda mattinata, e si è concluso nel primo pomeriggio del 25), sviscerare in modo approfondito tutti gli argomenti.

Circa le RSU il Congresso ha ribadito i limiti di tali organismi, la volontà di lasciare alle singole sezioni aziendali piena libertà di parteciparvi o meno, la necessità di sperimentare nuove forme di rappresentanza che includano al loro interno anche i sempre più numerosi lavoratori precari e/o esternalizzati. Sull’immigrazione, nell’esprimere totale contrarietà alla legge Bossi-Fini, ha fatto propri gli obiettivi del movimento dei migranti:

- chiusura definitiva dei Centri di Permanenza Temporanea;

- abrogazione della legge Bossi-Fini senza che si torni alla precedente Turco-Napolitano e alla cultura che l’ha ispirata;

- rottura netta del legame tra diritto a risiedere e circolare in Italia e contratto di lavoro;

- effettivo diritto d’asilo per i richiedenti e i rifugiati;

- cittadinanza basata sulla residenza per tutti i migranti.

Si è impegnato inoltre a lottare per garantire loro un tetto e la necessaria assistenza sociale attraverso istituti di natura pubblica.

Acceso, e non altrettanto conclusivo, è stato il dibattito su precariato, casa, pensioni, mutualismo e antipsichiatria.

Per ciò che riguarda l’attività antimilitarista, da sempre centrale nella strategia dell’USI, è stata avanzata nuovamente la proposta di uno sciopero internazionale contro la guerra, che verrà portata avanti anche con l’aiuto dell’AIT, alla quale si chiede di tornare, attraverso una minor chiusura ideologica, a essere l’associazione di tutti i lavoratori che lottano per emanciparsi diffidando da ogni forma di potere e contando soltanto sulle proprie forze.

Per quel che concerne le cariche, la segreteria nazionale è stata affidata a Fabrizio Zanchi di Bergamo, responsabili organizzativi della commissione esecutiva sono stati nominati compagni della Lombardia e delle regioni limitrofe.

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USI Sanità: il progetto Magon realizza una clinica odontoiatrica in Chiapas

A due ore e mezza di strada dall’antica città maya di Palenque e due ore dalla città di San Cristobal de las Casas, il Progetto Libertario Flores Magon sta organizzando una clinica odontoiatrica e relativo laboratorio odontotecnico nella comunità Moises Gandhi (Municipio Autonomo di Che Guevara) che si trova nel territorio di competenza del caracol di Morelia. Il caracol, lo ricordiamo per inciso, è da poco più di un anno il nuovo centro decisionale del sistema di democrazia diretta e partecipata in Chiapas, luogo dove è insediata la Giunta di Buon Governo, formata dai delegati dei rispettivi municipi autonomi (in tutto il territorio, vi sono 5 caracoles che, come molti sapranno, hanno sostituito le originarie cinque aguascalientes).

Nella zona di Morelia sono presenti diverse comunità di etnia tzeltal oltre a numerose famiglie di desplazados e cioè indigeni di altra etnia espropriati delle loro terre e cacciati o fuggiti dalla guerra di bassa intensità.

In un primo momento è stato scelto di organizzare il progetto dentistico nella comunità di El Mango, dietro espressa richiesta della comunità stessa. In seguito, dopo i ripetuti incontri con la Giunta di Buon governo e il comitato di salute, formato dai rispettivi 11 delegati dei municipi autonomi, è stato deciso di trasferire la sede del progetto nella clinica Vida Y Esperanza della comunità Moises Gandhi (Municipio autonomo di Che Guevara). Questo perché l’ubicazione di questa comunità si trova al centro di diverse vie di comunicazione: oltre che vicino a Palenque è infatti vicino a Ocosingo e San Cristobal, ed è equidistante dagli altri municipi ricompresi nel caracol di Morelia, cosicché il tempo e le spese per raggiungerla da parte di tutti i promotores di salud che parteciperanno al progetto siano ridotti sensibilmente.

Chi si reca in Chiapas ha sempre come prima meta quella di giungere a San Cristobal e, se partecipa ad un progetto sanitario, il suo primo punto di riferimento è la clinica La Gaudalupana di Oventic, che si trova nella zona dei Los Altos in area etnica tzoltil.

Anche noi come Progetto Libertario Flores Magon continuiamo a partecipare al plan de salud coordinato dall’Osimech e dalla clinica di Oventic, ma riteniamo obiettivo qualificante quello anche di diversificare il nostro intervento in aree etniche diverse da quella tzotzil e quindi rivolgere la nostra attenzione a zone lontane da quelle di comune destinazione degli aiuti economici e personali che giungono in Chiapas.

Ecco perché, dopo aver sostenuto un progetto integrato nel 2002 (costituzione di coltivazioni collettive, impianto di canalizzazione dell’acqua e creazione di un ambulatorio rurale) a Miguel Gomez, comunità di una delle valli fluviali di Ocosingo denominate Las Canadas, ritorniamo quest’anno a portare il nostro contributo a diretto contatto con la popolazione indigena nella comunità di Moises Gandhi.

I compagni che hanno ideato il progetto sono due medici dentisti che, a dispetto della loro giovane età, vantano però una discreta esperienza maturata in progetti analoghi in Africa ed in America latina.

E così, per prima cosa, non hanno voluto calare dall’alto quello che proponevano, ma si sono spesi personalmente, discutendo come e perché organizzare un intervento sanitario di medio-lungo termine e sottoponendo il progetto all’approvazione della comunità, facendolo diventare in tal modo patrimonio comune.

In Italia, il Progetto Libertario Flores Magon ha organizzato la raccolta di fondi e di materiali che sono stati reperiti grazie a feste di sottoscrizione in centri sociali, donazioni di semplici lavoratori, e si avvarrà anche della collaborazione della clinica odontoiatrica del Polo Universitario presso l’ospedale San Paolo di Milano, a conferma della validità scientifica di un progetto sanitario diretto non solo a curare, ma anche a prevenire, nel contempo formando personale indigeno qualificato (promotores de salud).

Grazie a quanto si è riuscito a raccogliere, i due compagni medici rimarranno in Chiapas per più di un anno, affiancati nella fase iniziale da un elettricista e poi in seguito da altri volontari italiani, sino al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

- organizzazione di un ambulatorio odontoiatrico e di un laboratorio odontotecnico autosufficienti che privilegino la terapia conservativa e riabilitativa;

- diffusione culturale dell’importanza della salute orale della popolazione, organizzando programmi di prevenzione e promuovendo all’interno delle comunità l’adozione di nuove abitudini igieniche ed alimentari a tutela della salute della gente;

- formazione di personale sanitario indigeno mediante un costante affiancamento per garantire continuità e autosufficienza al progetto nel rispetto della medicina locale e tradizionale. In quest’ottica, il 14 e 15 aprile 2005 ci sarà il primo corso di formazione per 11 promotores de salud su come si allestisce un consultorio e un laboratorio tecnico dentistico.

Il budget di spesa del progetto in questione si aggira intorno ad Euro 30.000,00 e fino a marzo 2005 ne abbiamo raccolto oltre la metà, che sono serviti ad acquistare materiali, equipaggiamenti, strumentazione chirurgica, radiologica ed odontotecnica. La nostra intenzione è poi quella di lasciare, al termine del progetto, un’unità mobile di pronto intervento, con personale formato in grado di gestirla anche in condizioni di assoluta emergenza.

Perché con tanti problemi che in Chiapas affliggono le popolazioni indigene noi abbiamo organizzato un progetto di salute orale?

Per rispondere è sufficiente ricordare che in Chiapas le patologie gastrointestinali sono tra le più diffuse e sono tra l’altro causate da una scadente igiene alimentare ed orale aggravata da condizioni endemiche di denutrizione e malnutrizione (dieta prevalentemente a base di mais e fagioli). Dette patologie sono sicuramente collegate a quelle orali, trovando nella bocca la prima causa ma anche la prima soluzione. Basta pensare che solo una corretta alimentazione – ancora prima dei farmaci – crea i presupposti della guarigione. E come si fa ad alimentare un uomo che ha perso tutti i suoi denti? E questi problemi accomunano bambini ed anziani senza dimenticare le donne consumate da continue gravidanze e dall’allattamento ben oltre lo svezzamento.

Ecco perché il nostro progetto dentistico si propone di diffondere la cultura non solo della conservazione e della cura del proprio patrimonio dentale, ma anche dell’importanza di un’educazione igienica ed alimentare diretta a salvaguardare la propria salute in generale.

E poi … con la bocca non solo si mangia, ma si parla, si sorride, si bacia e cioè più semplicemente si vive.

Rivolgiamo un appello a tutti i lavoratori, centri sociali, tutte le viarie realtà dell’associazionismo e del volontariato e, più in generale, a tutti coloro che sono interessati alla lotta per l’autodeterminazione e per l’autonomia della salute degli indigeni del Chiapas, perchè ci sostengano nella realizzazione di questo progetto: il nostro obiettivo è di arrivare a raccogliere ulteriori Euro 10.000,00 entro fine dicembre 2005.

Milano, marzo 2005

Progetto libertario Flores Magon

Per informazioni: usis@libero.it

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