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Italia: ecco s'avanza una strana sinistra

Elezioni

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"Ecco s’avanza uno strano soldato:

vien dall’Oriente, non monta destrier,

le man callose ed il volto

abbronzato,

è il più glorioso di tutti

i guerrier"

Così cominciava un vecchio canto della sinistra, che poi proseguiva:

"E’ la guardia rossa

che marcia alla riscossa,

e scuote dalla fossa

la schiava umanità"

(zumpapà)

Questa volta, alle elezioni regionali del 3 e 4 aprile, il centrosinistra "s’è avanzato" davvero, e non di poco. Ha ricevuto 14.700.000 voti, contro i 12.360.000 del centrodestra (12.790.000 se si aggiungono i voti della lista Mussolini): si è verificato cioè, tra i due blocchi, uno scarto di due milioni di voti!

Se si confrontano questi risultati con quelli delle precedenti regionali (l’unico confronto che abbia un senso), si scopre che il centrodestra, nel suo complesso, ha perso un milione e mezzo di voti, mentre il centrosinistra, sempre nel complesso, ne ha guadagnati ben due milioni.

Un risultato veramente inatteso. Chi sono gli elettori che hanno spostato la loro preferenza?

Difficile dirlo. Un po’ perchè il voto, almeno in prima approssimazione, è segreto. Un po’ perchè, francamente, non riusciamo a trovare alcun buon motivo per cui chi era abituato a votare a destra, in un paese dove il voto ha un’inerzia fortissima, dovrebbe aver improvvisamente cambiato bandiera.

Certamente il centrodestra, in questi anni, non ha dato ciò che aveva promesso. Ma c’è forse, in Italia, qualche elettore di centrodestra disposto a credere alle capacità dei politici di centrosinistra?

Tra le due elezioni dovrebbero essere deceduti circa due milioni e mezzo di votanti: se li dividiamo equamente tra i due blocchi, scopriamo che è possibile che, come era lecito attendersi, quasi tutti coloro che hanno sempre votato a destra abbiano continuato a farlo. Se così fosse, e se la matematica non è un opinione, dovremmo però pensare che il centrosinistra, invece, abbia conquistato la grande maggioranza degli oltre due milioni di cittadini che hanno votato alle regionali per la prima volta.

"E’ il travolgente effetto che il movimento noglobal ha avuto sui giovani!" – dirà qualcuno.

Ci permettiamo di avere dei dubbi. Se così fosse, ci si sarebbe aspettato di veder aumentare in maniera significativa i voti del Partito della Rifondazione Comunista che, più d’ogni altro, ha appoggiato tale movimento. Ma ciò non è avvenuto.

Azzardiamo un’altra ipotesi: che gran parte dei giovani italiani, quasi tutti istruiti (e, spesso, anche un po’ snob) abbiano guardato con sufficienza al "grezzo" Berlusconi, per preferirgli quel Prodi che ricorda tanto i loro amati (o comunque, riveriti) professori.

Se così fosse, potremmo ben dire che "s’avanza una strana sinistra". Senza "man callose" e con "il volto abbronzato" soltanto al ritorno dalle vacanze.

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