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Modena 29-1-2005 manifestazione contro l'autodromo - Foto Angelo Pollara
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Sotto al Kirghiso: gli USA

Si comincia a comprendere meglio ciò che sta accadendo in Kirghizistan: Vitalij Tret'jakov, direttore della rivista "Politiceskij klass", intervistato da Vincenzo Giardina, ha dichiarato:

"Ex collaboratori di primo piano di Akayev passati all'opposizione hanno realizzato un colpo di Stato. (...) In tutta l'area dell'ex URSS negli ultimi anni è cresciuta la presenza e l'attività di organizzazioni occidentali che operano legalmente o in regime di clandestinità.

In Kirghizistan, una repubblica di soli cinque milioni di abitanti, bastavano pochi soldi per fare la rivoluzione. Del resto, se non fossero stati capaci di conquistarsi il favore di Washington, i capi della rivolta oggi sarebbero tutti in carcere.

Situato a ridosso dei confini con l'Afghanistan e la Cina, il Kirghizistan è infatti un avamposto strategico di grande importanza: Russi e Americani hanno installato qui le loro basi militari".

D’altra parte, pare che Edil Baisolov, leader di una coalizione di "organizzazioni non governative" kirghise finanziate da Washington, abbia ammesso candidamente che: "Senza l’aiuto statunitense sarebbe stato assolutamente impossibile fare tutto questo".

Poichè il governo di Washington non fa niente per niente, c’è da aspettarsi che ora i vincitori saldino il debito, permettendo agli Stati Uniti, non solo di rendere permanente la base aerea che hanno costruito a Manas presso Bishkek, ma anche di allargare la loro presenza militare nell’area.

Colpisce il desiderio degli USA di accerchiare la Cina che, per parte sua, continua a guadagnare posizioni in America Latina. C’è di che preoccuparsi.

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Germania: Lafontaine lascia la SPD

Il partito socialdemocratico tedesco sta per perdere uno dei suoi maggiori esponenti. Il 12 aprile infatti Lafontaine ha annunciato sul quotidiano "Saarbruecker Zeitung" la sua prossima uscita dal partito, affermando di non vedere più alcun futuro per le sue posizioni politiche all'interno della SPD. Probabilmente entrerà nell’ "Alternativa elettorale per il lavoro e la giustizia sociale" (WASG) dopo le elezioni nel Nordreno-Westfalia, alle quali si presenta anche la nuova formazione fondata da sindacalisti ed ex esponenti della SPD.

Lafontaine ha motivato la decisione di lasciare il partito con l’avversione alla politica di distruzione dello stato sociale portata avanti da Schroeder; ha inoltre dichiarato di non esserci entrato, quaranta anni fa, per difendere "l'espropriazione brutale dei lavoratori". A suo parere l’attuale politica del governo rosso-verde non ha più nulla di socialdemocratico.

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Un pesce d’aprile?

"Se si escudono le maxiliquidazioni incassate nel 2004 da Giovanni Ferrario (...) e Maurizio Romiti (...) – scrive Gianni Dragoni su "Il Sole 24 Ore" del primo aprile - il manager più pagato d’Italia nel 2004 è stato Riccardo Ruggiero, amministratore delegato di Telecom Italia, con 7,2 milioni di euro al lordo di tasse e altre ritenute. Subito dietro c’è Luca Cordero di Montezemolo, con 7,06 milioni lordi, percepiti per lo più come presidente della Ferrari (6,52 milioni) e della Fiat (354mila euro)" (...)

"Secondo una prima ricerca – prosegue - sono più di 80 i manager dallo stipendio superiore al milione di euro. Se c’è il declino, non lo si coglie nei compensi degli alti dirigenti della finanza e dell’industria".

Nella classifica, dopo Ruggiero e Montezemolo, troviamo, nell’ordine: Giampiero Pesenti (Italmobiliare, Italcementi, Ras, Rcs e Gim) con 6.954.000 euro; Marco Tronchetti Provera (Telecom Italia, Pirelli & C. e Camfin) con 5.956.000 euro; Carlo Puri Negri (Pirelli Real Estate, Pirelli & C., Camfin, Telecom e Capitalia) con 5.576.000 euro; Alessandro Profumo (Unicredit) con 5.347.000 euro; Carlo Buora (Telecom Italia, Pirelli & C. e Rcs) con 5.138.000 euro; Marco De Benedetti (Tim e Cofide) con 5.128.000 euro; Piero Luigi Montani (Banca Antonveneta) con 4.242.000 euro; Maurizio Costa (Mondadori e Mediaset) con 4.233.000.

Inizialmente avevamo pensato a un "pesce d’Aprile" ma, a quanto pare, non è così.

Gli stipendi dei primi dieci classificati sarebbero sufficienti per pagare l’aumento di cento euro mensili lordi, del quale tanto si è discusso nei giorni scorsi, a 45.000 lavoratori.

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Modena: sull'ampliamento dell’inceneritore

Ci è giunto in redazione, in data 11 aprile 2005, il seguente comunicato, che volentieri pubblichiamo «Accogliamo con forti perplessità l’ordine del giorno sull’inceneritore in discussione oggi in consiglio comunale. Se il fine della proposta era forse quello di attenuare l’impatto ambientale e sociale dell’impianto, l’obiettivo è stato mancato. L’ordine del giorno non cambia la sostanza delle cose: i provvedimenti auspicati sono contraddittori, impossibili da realizzare o inaccettabili per i cittadini. La volontà d’incrementare la raccolta differenziata al 55% può apparir lodevole, ma resterà sulla carta finché si sosterrà l’incenerimento. L’inceneritore necessita di un apporto costante di rifiuti e privilegia tra questi carta e plastica, che ne determinano in larga misura il potere calorifico: l’ampliamento dell’inceneritore disincentiverà di fatto la raccolta differenziata e la riduzione a monte dei rifiuti. Altro punto all’ordine del giorno è: "che il progetto, in virtù di nuove tecnologie potenzialmente in essere, consenta di permanere nei limiti dei quantitativi emessi dall’impianto odierno". Ma se il futuro inceneritore in termini di flusso (inquinanti emessi per metro cubo di aria che esce dall’inceneritore) dovrà rispettare gli stessi limiti di emissione previsti dalla normativa, cambierà comunque il quantitativo emesso in termini assoluti: triplicando i metri cubi d’aria emessa dall’impianto (fonte: Valutazione di Impatto Ambientale: da 800.000.000 Nm3/a a circa 2.450.000.000 Nm3/a della situazione prevista) triplicheranno anche i quantitativi degli inquinanti immessi in atmosfera. Non ci si può nascondere dietro alla garanzia "delle nuove tecnologie", perché queste non garantiranno la nostra salute. È un insindacabile diritto chiedere un "rischio zero" per la nostra salute e quella dei nostri figli. Sappiamo tutti che Modena è tenuta per legge a migliorare la qualità dell’aria. Come tollerare quindi l’ampliamento dell’impianto? Che si imputi al traffico la causa dell’inquinamento e al fumo quella dei tumori, resta il fatto che la quarta linea dell’inceneritore aggiungerà inquinamento ad inquinamento.

L’eco-contributo proposto in compensazione al quartiere Torrazzi non può non scatenare l’indignazione dei cittadini: "La salute non è mercificabile; l’idea di quantificare il disagio sostenuto dal quartiere è un’offesa all’intelligenza" dichiara il Comitato Modena Nord.

Proponiamo allora a tutti i gruppi consiliari un diverso ordine del giorno: sospensione e ridiscussione del progetto di ampliamento ed effettiva promozione di pratiche alternative nella gestione dei rifiuti.

Il Coordinamento Provinciale Rifiuti Zero Modena:

Comitato Intercomunale Ambiente Carpi-Novi-Soliera, Comitato Modena Nord, Comitato Quale Energia di Finale Emilia, Greenpeace Gruppo Locale Modena, Legambiente Modena, Social Forum Carpi, Social Forum Modena, Spazio Sociale Anarchico Libera, WWF Modena.

Per informazioni e adesioni, anche di singoli cittadini: rifiutizero.mo@libero.it Tel 3482220552»

 

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