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Cento euro per il pubblico impiego

S'indaga sulla pista anarchica

 

Impiegata

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Martedì 29 marzo una notizia, riportata dai giornali radio del mattino, ha scosso l’Italia: il ministro della Funzione pubblica, Mario Baccini, avrebbe dichiarato che è disposto a concedere un aumento di cento euro a ciascun dipendente inquadrato nei contratti nazionali del pubblico impiego.

Secondo la CGIL l’annuncio, fatto pochi giorni prima delle elezioni, è un vero e proprio attentato alla democrazia. CISL e UIL, invece, festeggiano (la UIL, soprattutto). Sabino Cassese, in preda all’ira, si scaglia contro gli aumenti elargiti "a pioggia".

Non è ancora chiaro se i cento euro in questione siano da considerare "netti" o "lordi". Immaginiamo però che, come al solito, siano da considerare "lordi" e "a regime". Il che significa, detto in soldoni, che, con ogni probabilità, poco più della metà di essi arriverà nelle tasche dei lavoratori. E che, quando ciò avverrà, l’aumento servirà, nel migliore dei casi, soltanto a controbilanciare l’inflazione prodottasi nel frattempo.

C’è poco da festeggiare, dunque.

Al contrario, c’è da arrabbiarsi. E non poco. Soprattutto quando si sentono i discorsi di persone come Cassese che vorrebbe tali "aumenti" legati a un incremento della "produttività"; termine che, nel pubblico impiego, e non solo in esso, si traduce spesso in "fedeltà al proprio capo", quando non in "disponibilità a nascondere i pasticci che combina".

I prezzi aumentano a vista d’occhio, e gli "aumenti" necessari per difendere il potere d’acquisto dei salari dovrebbero, secondo Cassese, essere elargiti come premio (a chi finirebbero l’abbiamo già detto). Davvero questi professori sono distanti dal paese reale e dai suoi problemi più di quanto si possa immaginare...

E la pista anarchica? Che cosa c’entra? Niente, naturalmente, il titolo serviva solo per far leggere l’articolo. Ma, poichè da un po’ di tempo a questa parte lo si scrive a proposito di tutto ciò che accade in Italia, ci stava bene.

Del resto gli anarchici, da sempre impegnati in campo sindacale, non si arrabbieranno di certo se si attribuisce loro la "colpa" di un aumento! E comunque, come fanno i veri professionisti, nel dubbio, scriviamo: "non si esclude che l’aumento sia da attribuire all’attività di gruppi che gravitano nella galassia anarchica". Così siamo sicuri di non essere smentiti.

 

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