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Locandina del film "Kinsey"
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Million Dollar Baby

di C. Eastwood con C. Eastwood, H. Swank e M. Freeman

Merita certamente d’essere visto.

Vecchio nella forma e girato interamente tra palestra, ring e ospedale, il film riesce, nella parte iniziale, ad avvincere anche chi non ama il pugilato. Gradualmente, ci si rende conto che il mondo della boxe non è altro che una metafora del mondo reale: un mondo dove "chi non risica non rosica", ma dove mettersi in gioco può portare alla propria rovina. Eastwood sembra suggerirci di rischiare ma, nel farlo, impersona colui che preferirebbe, sempre, rimandare il momento della verità. Ne uscirà perdente, ma non più di coloro che hanno rischiato. E il problema rimane, giustamente, irrisolto.

Il finale, lento e pesante, è un invito a riflettere sul tema dell’eutanasia, ma non costituisce certo né il nocciolo, né la parte meglio riuscita della pellicola.

Ottime le interpretazioni dei tre protagonisti.

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Il resto di niente

Di A. De Lillo con M. De Medeiros

C’è chi si immola sul ring della boxe e chi su quello della politica. E’ ciò che capitò a Eleonora de Fonseca Pimentel e ai suoi sfortunati compagni, protagonisti, sul finire del Settecento, della breve estate della Repubblica Napoletana.

Sulla loro distanza dal popolo, per il quale s’immolarono, sono stati scritti fiumi d’inchiostro e, probabilmente, c’è stata anche qualche alluvione di troppo. Tale distanza è comunque sottolineata nel film: bello, ma decisamente pesante.

Gli interpreti svolgono dignitosamente il loro lavoro.

La regista, né più né meno dei personaggi che descrive, concede ben poco al popolo, e rischia di non essere seguita.

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Kinsey

Di B. Condon Con L. Neeson, L. Linney

Durante la sua infanzia, Alfred Kinsey, per sfuggire alla famiglia, in particolare al padre, un predicatore metodista con l’ossessione del sesso, si rifugia nel bosco dove impara a conoscere e ad amare la natura. Ciò lo induce a studiare biologia. Diventa un ricercatore esperto di vespe delle galle, ne cataloga più di un milione. Con il matrimonio le sue ricerche si spostano dalle vespe all’uomo, e con lo zelo e la serietà di un ricercatore, svolge una approfondita indagine sui comportamenti sessuali umani. Tutto ciò avviene nel 1948, il suo testo "Sexual Behavior in the Human Male" vende un numero insospettato di copie e Kinsey viene accusato di destabilizzare i valori della società. L’operazione scientifica ebbe una grande rilevanza in quegli anni dando uno scossone al bigotto moralismo di cui era intrisa la società degli Stati Uniti d’America.

Ancora oggi il nome di Kinsey è al centro di polemiche, infatti nello stato dell’Indiana (dove lo zoologo insegnò), non sono mancate le reazioni dei conservatori per bloccare l’uscita del film.

La biografia tracciata da Condon è sicuramente interessante per chi voglia conoscere le idee di quest’uomo. Prok (così è soprannominato Kinsey dai suoi studenti) è impersonato da Liam Neeson che riesce a trasmetterci la passione che animò il protagonista.

 

Lucrezia Avitabile

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