Barra di navigazione

 

Propaganda antimalarica in una scuola indiana
sei in Cenerentola>archivio>numero54>cronaca
USA: gli orrori del "liberismo reale"

Secondo quanto riferito dal "Washington Post", il 7 marzo il Segretario di stato statunitense Condoleezza Rice ha informato il Segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, che, d'ora in poi, agli stranieri detenuti nelle carceri americane non sarà più riconosciuto il diritto di ricevere visite da parte delle autorità consolari dei rispettivi paesi. Gli USA si sono infatti dissociati unilateralmente dal Protocollo facoltativo allegato alla Convenzione di Vienna sui diritti e le prerogative consolari, ove tale opportunità è garantita.

Meglio non pensare al perchè di questa decisione.

Erano stati proprio gli USA, allo scopo di tutelare i propri connazionali all'estero, a proporre nel 1963 tale Protocollo, che fu poi ratificato sei anni più tardi insieme alla Convenzione vera e propria.

Inizio pagina

Cina: storie di ordinaria repressione

Jia Chunwang, capo della Suprema procura popolare cinese, intervenendo davanti al Parlamento nazionale, ha reso noto che, nell'arco del solo 2004, più di ottocentomila persone sono state incarcerate per "minacce alla sicurezza dello stato", oppure per coinvolgimento in "attività terroristiche, separatistiche o comunque estremistiche".

Gli arresti così motivati, ha detto, sono stati 811.102, con un incremento dell'8% rispetto all'anno precedente; 867.186 le persone che sono state processate per i medesimi reati.

Jia Chunwang, infine, ha esortato le autorità a persistere nelle iniziative di repressione che, ha sottolineato, devono essere intensificate.

Inizio pagina

Africa: ogni anno la malaria uccide un milione di persone

"Nel 2002, più di mezzo miliardo di persone – scrive Tim Radford sul Guardian del 10 marzo - erano infetti dalla più pericolosa forma di malaria, lo rivelano gli scienziati in un rapporto pubblicato oggi".

"Nel 1998 – prosegue - l’Organizzazione Mondiale della Sanità stimò l’incidenza globale della malattia in 273 milioni di casi. Ma si trattava di una stima basata su dati poco affidabili. Una nuova ricerca pubblicata su Nature da Bob Snow, del Kenya Medical Research Institute di Nairobi, e dal Centre for Tropical Medicine dell’Università di Oxford, calcola che, nel 2002, ci fossero circa 515 milioni di casi nel mondo. In Africa, quell’anno, furono 365 milioni: un milione di nuove infezioni al giorno".

"Abbiamo lavorato duramente per ottenere una stima credibile dei decessi per malaria che si verificano in Africa – ha detto il professor Snow – si tratta di circa un milione di persone ogni anno". Ma di questo i giornali non parlano, preferiscono occuparsi di improbabili epidemie provenienti dalla Cina: l’Africa non fa concorrenza agli USA.

Il continente nero, del resto, è quotidianamente teatro di enormi tragedie. Ci ricorda "Liberazione" del 10 marzo che "i devastanti conflitti nella Repubblica democratica del Congo, in Uganda e in Sudan sono ai primi tre posti nella ‘top 10’ delle emergenze dimenticate cui i media dedicano poca attenzione. Ciascuna di queste crisi, con le rispettive conseguenze politiche, militari e umanitarie - ha provocato un numero di vittime infinitamente maggiore di quelle del recente maremoto in Asia"

Inizio pagina

Assurdità reazionarie

Ci sono voluti cent’anni perchè in Italia passasse il concetto che, al momento delle elezioni, il voto del ricco deve valere quanto quello del povero, il voto del laureato quanto quello dell’analfabeta, il voto del maschio quanto quello della femmina. Dal 1946, con l’attribuzione del diritto di voto alle donne, solo i minori ne sono rimasti esclusi.

Ma ci sono le ACLI (associazioni cattoliche) a proporre un rimedio: «Un bimbo, un voto» è il loro nuovo slogan, rilanciato l’otto marzo in occasione della festa della donna. Peccato che, per "dare una rappresentanza politica ai minori", vogliano "far votare al loro posto le madri".

Attendiamo che propongano anche di far votare, al posto dei rincoglioniti ultraottantenni, i loro figli. E, perchè no? Al posto delle mogli, i loro mariti che, in fondo, per la chiesa, restano sempre i capi delle famiglie. Ma, quest’ultima proposta, forse, è meglio non la facciano in occasione della "festa della donna".

 

Inizio pagina