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Carro armato
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Anni di piombo...

Si è fatto un gran parlare, nel corso delle ultime settimane, di "anni di piombo", con riferimento a quelli che vanno dal mitico 1968 al (giustamente) meno citato 1977. C’è chi li condanna, e chi li difende. C’è chi chiede giustizia (ma, a questo punto, sarebbe più corretto dire: vendetta) per i delitti che risalgono a quegli anni, e chi invece invoca un’amnistia generalizzata. Nessuno, a quanto pare, mette in dubbio che, di "anni di piombo" si sia trattato.

Lo farò io: con tutto il rispetto dovuto alle vittime di un’insensata violenza politica, non di "anni di piombo", ma di "anni d’oro", si dovrebbe parlare. I dati forniti dall’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) lo dimostrano chiaramente: il quoziente di criminalità relativo agli "omicidi volontari, preterintenzionali e colposi" fu in quegli anni, in Italia, 13,6 (cioè, ogni anno, vi furono 13,6 delitti denunciati ogni centomila abitanti), contro il 15,9 del decennio precedente e il 13,2 di quello successivo.

Non basta? IL quoziente di criminalità relativo a "percosse e lesioni personali" fu di 209,5, contro il 320,0 del decennio precedente e il 160,9 di quello successivo.

"Beh, - si dirà - furono anni meno violenti dei precedenti, come è logico in un’ottica di progresso sociale, ma senz’altro più dei successivi..."

Un momento. Prendiamo in considerazione anche il terzo quoziente che fornisce una misura degli atti di violenza: quello riferito a "rapine, estorsioni e sequestri di persona". Esso fu, nel periodo 1968-77, di 14,6, contro i 5,8 del decennio precedente e il 61,1 (dico sessantuno virgola uno) del decennio successivo. Come dire: se nel decennio 1978-87 diminuirono, rispetto al precedente, le percosse e le lesioni personali, aumentarono dello stesso ordine di grandezza le rapine, le estorsioni e i sequestri di persona.

"D’accordo - si dirà – non si trattò di "anni di piombo". Ma, perchè parlare di anni d’oro?"

Perchè chi li ha vissuti, oltre a ricordare le grandi speranze che li caratterizzarono, ricorda bene quale era il potere d’acquisto dei salari. E se, per quanto riguarda le speranze, è facile obiettare che "agli appartenenti a tutte le generazioni, gli anni della propria giovinezza, appaiono come anni di speranza", per quanto concerne invece il potere d’acquisto dei salari possiamo facilmente constatare che fu negli anni settanta che buona parte degli Italiani riuscì a comprarsi la casa (e, talvolta, anche la seconda casa); che, negli anni settanta, buona parte degli Italiani riuscì ad accedere al diritto a una pensione decorosa; e che, infine, senza quelle conquiste, chi è giovane oggi non riuscirebbe a fare una vita decente.

A meno che qualcuno non voglia sostenere che, con gli attuali salari, sia possibile pagare un affitto e mantenere, oltre a se stessi, i figli e gli anziani genitori.

Di "anni di piombo" (e "di uranio", anch’esso impoverito) si parlerà, in futuro, con riferimento al decennio 1998-2007 che stiamo vivendo, nel corso del quale, in spregio alla costituzione repubblicana, le forze armate italiane hanno già preso parte ad almeno tre guerre (Kosovo, Afghanistan e Irak). ll che, nel decennio che va dal 1968 al 1977, sarebbe sembrato impensabile.

Luciano Nicolini

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Portogallo: netta affermazione del partito socialista

Il Partito socialista portoghese ha conquistato la maggioranza assoluta in parlamento (119 seggi su 230). Sconfitto il Partito socialdemocratico (fino a pochi giorni fa al governo), mentre è cresciuta la sinistra comunista. Il trionfo dell’opposizione, a detta dei più autorevoli commentatori, sarebbe tuttavia da attribuire soprattutto ai grossolani errori della precedente amministrazione.

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La Cina e le energie rinnovabili

Riceviamo dall’ufficio stampa di Greenpeace e, volentieri, pubblichiamo:

Oggi (28 febbraio) la Cina ha votato la prima legge per la promozione delle fonti energetiche rinnovabili. Secondo Greenpeace questo provvedimento potrebbe essere un volano per l´energia eolica e solare nel Paese: se la Cina diventasse un leader mondiale delle rinnovabili, potrebbe trasformare i mercati globali.

La legge, che entrerà in vigore l´11 gennaio 2006, permetterà alle rinnovabili di decollare in Cina, consentendo ai produttori l´accesso alle reti di distribuzione e spalmando i costi delle nuove tecnologie sull’intero settore elettrico.

Per Greenpeace, la legge è un segnale forte di impegno sul fronte del cambiamento climatico e non a caso arriva poco dopo l’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto.

Nonostante la Cina non sia vincolata dal Protocollo, in quanto secondo Paese al mondo per emissione di gas serra, ha delle responsabilità precise. Lo scorso anno, pur in assenza di una legge e di incentivi, l’eolico è cresciuto in Cina del 35% e le altre fonti rinnovabili hanno un potenziale analogo.

"Paradossalmente se la Cina dovesse abbracciare in maniera decisa le fonti rinnovabili, l’Europa rischia di perdere la leadership tecnologica e industriale in questo campo. Bisogna decidere immediatamente un ulteriore balzo in avanti nell’uso delle rinnovabili nel nostro continente. Il 10 marzo a Bruxelles si riunirà il Consiglio Ambiente dell’Unione Europea e quella è la sede per assumere impegni concreti di riduzione dei gas serra a medio e lungo termine basati su una visione lungimirante che promuova tecnologie avanzate e pulite quali l’eolico anche per le positive ricadute economiche ed occupazionali" afferma Roberto Ferrigno, direttore delle campagne di Greenpeace.

Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia, in Italia le rinnovabili sono ancora al palo, rappresentando solo il 6,24% della produzione energetica. Nel 2002-2003 eolico e fotovoltaico, in particolare, hanno contribuito al fabbisogno energetico nazionale per soli 0,2 Mtep su una produzione complessiva di 180,7 Mtep.

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Barzellette clericali

Apprendiamo da "City" del 18 febbraio che il pontificio ateneo "Regina Apostulorum" ha organizzato un "corso per esorcisti specializzati" (in Italia, a quanto pare, ce ne sarebbero già ben 400). "Oltre 120 sacerdoti e seminaristi, arrivati da tutto il mondo – prosegue il quotidiano – hanno seguito la prima lezione ‘Satanismo, esorcisti e preghiere di liberazione’, tenuta dall’esorcista don Gabriele Nanni. L’unico esorcista è il sacerdote, non i laici. I gesti essenziali dell’esorcismo sono tre: l’insuflazione (il soffio dello Spirito), l’aspersione dell’acqua santa e l’imposizione delle mani".

Sembra uno scherzo.

Se fossimo credenti, tutto ciò ci apparirebbe blasfemo...

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Bitonto: continua lo sciopero della fame

Continua la protesta di Gino Ancona, in sciopero della fame da oltre un mese contro la costruzione di un parcheggio sotterraneo in piazza Moro. Il compagno ha simbolicamente messo a dimora, in piazza, un leccio del tipo di quelli che il progetto prevede di rimuovere.

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