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Tsunami
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Il Il 26 dicembre una gigantesca onda di maremoto si è abbattuta su gran parte delle coste dellAsia, causando oltre duecentomila morti e lasciando dietro a sè orrende devastazioni.Un evento imprevedibile? Sì, se parliamo del sisma che ha provocato londa anomala: nessuno è realmente in grado di prevedere i terremoti. No, se parliamo dellarrivo della muraglia dacqua. Secondo il professor Tad Murty dell'Università di Winnipeg, intervistato dal New York Times: «Non c'è alcun motivo perchè ci sia anche una sola vittima degli tsunami. Le onde sono assolutamente prevedibili. Abbiamo messo a punto tabelle che ci dicono la velocità di propagazione dell'onda nell'Oceano Indiano. E per arrivare in India lo tsunami doveva metterci quattro ore. Un tempo ampiamente sufficiente per dare l'allarme». Non tutti i tecnici sono dac-cordo. Josè Borrero, dello Tsunami Research Group, intervistato da Andrea Rocco del Manifesto, ha dichiarato: "Nel caso specifico credo che le informazioni di fonte USA si siano fermate in Indonesia, perché non esistevano precedenti di tsunami locali propagatisi su un'area così vasta e non c'erano canali aperti con l'India. I tempi di reazione sono essenziali. Si calcola che l'analisi del sisma si possa fare in 15 minuti e che l'avviso di pericolo possa essere trasmesso in altri 15 minuti. Teoricamente le autorità di Sri Lanka avrebbero avuto due ore per avvisare la popolazione, forse troppo poco tempo per un'evacuazione senza causare panico. Quelle dell'India meridionale avrebbero avuto poco meno di tre ore, che sono appena sufficienti. Nelle Hawaii ci vogliono dalle quattro alle sei ore per un'evacuazione ben fatta". Forse il tempo disponibile era davvero troppo poco... In ogni caso, ad avvertire la popolazione, nessuno ci ha provato. La mattina del 26 dicembre secondo quanto riportato dal-lIndian Express l'aeronautica sarebbe stata allertata alle 7.30 ora locale dalla base militare dell'isola di Car Nicobar travolta dal maremoto, ma un fax sarebbe giunto al governo solo alle 10.30, tre ore dopo, quando ormai la tragedia si era consumata. Immaginiamo che, se un missile a testata nucleare fosse entrato nello spazio aereo indiano, laeronautica avrebbe reagito assai più in fretta. Ma la tecnica, si sa, viene usata dagli stati per seminare morte, e solo secondariamente per salvare vite umane. "Il maremoto ha ucciso anche i ricchi ha scritto Piero Sansonetti su Liberazione del 28 dicembre - e questo ha amplificato la notizia permettendole di conquistare le prime pagine dei giornali, che in genere non sono disponibili per le normali inondazioni che sommergono il Bangladesh o la Cambogia. Ma questo 26 dicembre resta un 26 dicembre dei poveri. Le Borse - che l'11 settembre erano andate a picco - stavolta hanno retto impavide (...). Persino i titoli delle grandi compagnie assicurative non sono stati travolti. Tengono. La stragrande maggioranza delle vittime dello tsunami non erano certo assicurate: si tratterà di ripagare qualche albergo, qualche biglietto aereo, niente di sconvolgente". Ma se, per assurdo, il sisma fosse stato prevedibile, qualcuno avrebbe sicuramente trovato il modo di specularci sopra e, per poterlo far meglio, avrebbe cercato di "evitare inutili allarmismi". Come, a detta di molti operatori di borsa, è già avvenuto in occasione di gravi disastri, non solo economici. |
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