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Irak: è passato un anno dalla cattura di Saddam Il 13 dicembre 2003 Saddam Hussein veniva catturato da festanti soldati americani ed esibito davanti alle telecamere nel corso di una squallida messinscena. A un anno di distanza, continua a essere detenuto. Per ora, non gli è stato concesso neppure un processo-farsa. E questa la "democrazia"? Quanto ad Osama bin Laden, per catturare il quale, a detta di Bush, sarebbe stato invaso lAfghanistan, secondo i generali statunitensi "ha fatto perdere le sue tracce". Né sembra che questi ultimi si stiano dando troppo da fare per cercarlo. Nel frattempo, in Afghanistan, come in Irak, si continua a morire.
Nel corso dei prossimi due mesi si svolgeranno le elezioni in tre importanti nazioni del Medio Oriente. Il 9 gennaio i Palestinesi sceglieranno il loro nuovo presidente, gli Iracheni dovrebbero votare il 30 gennaio, il 10 febbraio sarà la volta dei cittadini dellArabia Saudita. Di queste ultime elezioni, naturalmente, nessuno parla. Ma, per lArabia Saudita, sono le prime in quarantanni. Si svolgeranno in tre fasi, da febbraio ad aprile, e riguarderanno solo la metà dei seggi (gli altri, per non correre rischi, saranno coperti da persone di nomina regia). Le donne non voteranno: è meglio che restino a casa a fare la calzetta (o il velo). Tutto questo, ovviamente, non turba i sonni di Bush, così premuroso nellesportare la democrazia in Afghanistan e in Irak.
Secondo quanto riferito da "la Repubblica" del 9 dicembre: "Già da marzo 2005 l'Italia è pronta ad assumersi la responsabilità del settore di Herat, nell'Afghanistan occidentale, nel quadro dell'espansione della missione NATO nella parte occidentale del paese. Lo ha annunciato il ministro degli esteri Gianfranco Fini nel suo intervento al Consiglio Atlantico in corso a Bruxelles. Il segretario generale della NATO Jaap de Hoop Scheffer ha espresso gratitudine nei confronti dell'Italia per la sua disponibilità, non espressa fino a quel momento da nessun altro paese (...)" Un triste primato. |
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