Barra di navigazione

 

recensioni di Lucrezia Avitabile

 

Locandina di "Confidenze troppo intime" Locandina di "Così fan tutti" Locandina di "Eros"  

Locandina di "Closer"

sei in Cenerentola>archivio>numero48>cinema

Confidenze troppo intime

di P. Leconte

con S. Bonnaire e F. Luchini

"Io ascolto e non capisco,

e tutto attorno mi stupisce

la vita, com'è fatta

e come ognuno la gestisce..."

Così accade a Francesco Guccini, ma non a Leconte che, invece, non si stupisce di nulla, e continua a presentarci come assolutamente normali le storie più inverosimili. E, a ben pensarci, non si può proprio dargli torto.

Questa volta ci racconta di una donna che scambia (o vuole scambiare?) un fiscalista per uno psicanalista, e di un fiscalista che non si accorge (o finge di non accorgersi?) dell’errore. Sembrerebbe la trama di un film di Totò, ma il regista si smarca presto dalla goffa commedia degli equivoci per proporci numerose altre visioni della stessa realtà.

La narrazione procede veloce e imprevedibile, conducendoci all’assurdo (o logico?) finale.

Il film si guarda volentieri. Buone, ma non ottime, le interpretazioni.

Inizio pagina

Così fan tutti

di A. Jaoui

con M. Berry, J.P. Bacri, A. Jaoui

Un film femminista? Non direi. Se infatti è vero che i maschi, nel complesso, fanno la figura dei cialtroni, è altrettanto vero che le donne vengono dipinte, indistintamente, come scemerelle. E, alla fine, l’unico che si salva è proprio un maschio e, per giunta, arabo.

Dico "per giunta" in quanto, con tutto il rispetto per quella cultura, non risulta certo essere tra le più attente alle esigenze del genere femminile.

In realtà, la pellicola sembra piuttosto un duro atto d’accusa contro la società occidentale: una società entro la quale tutto sarebbe mosso soltanto dalla ricerca del potere, del denaro e del sesso.

La protagonista, grassottella e figlia d’un uomo importante, è poco attraente: tutti la cercano solo per poter avvicinare il padre. Questi, per parte sua, non la tiene minimamente in considerazione. Il messaggio viene ribadito costantemente, con un effetto ansiogeno che induce a ridere ben poco delle numerose, e intelligenti, battute che accompagnano la narrazione.

Buone e, nel complesso, credibili le interpretazioni.

Inizio pagina

Eros

di M. Antonioni, S. Soderbergh, Wong Kar Wai

con L. Ranieri, R. Downey jr., Gong Li

 

"Tre maestri del cinema (Michelangelo Antonioni, Steven Soderbergh e Wong Kar Wai) raccontano l’erotismo" – recita la pubblicità della pellicola. Ma di erotismo, in verità, ce n’è ben poco, meno che nella maggior parte delle pubblicità di gelati.

La critica, tra i tre episodi dei quali è composto il film, ha unanimemente segnalato quello ideato da Wung Kar Wi, strapazzando l’opera di Antonioni. Non si può che condividere, anche se poi il maestro orientale, nell’affrontare l’interessante tema dei maschi che lavorano sul corpo femminile (in questo caso, un sarto), se la cava in modo piuttosto banale, mentre l’Italiano ci regala almeno alcune belle inquadrature e musiche gradevoli.

Originale l’episodio ideato da Soderbergh. Forse un po’ troppo: al punto che si fatica a comprendere che cosa abbia a che fare con l’erotismo.

Inizio pagina

 

Closer

di M. Nichols

con J. Roberts, J. Law, N. Portman

Si è visto di meglio.

Julia Roberts, nei panni di una fotografa, e Jude Law, scrittore costretto a limitarsi ai necrologi, si innamorano a prima vista. La brava Natalie Portman, nei panni della compagna dello scrittore, non è affatto contenta. Il quadro si completa con l’inserzione di un dermatologo piuttosto arrapato, che sposa la fotografa ma non disdegna neppure la Portman.

Tutti antipaticucci (soprattutto i maschi), tutti sciocchini (particolarmente le donne), tutti indistintamente intriganti. Se questo è l’amore, forse chi raccomanda la castità non ha tutti i torti. In alternativa, data l’attrazione reciproca tra i protagonisti, si potrebbe consigliare un’ammucchiata generale.

    Inizio pagina