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Di cosa parlano lei e lui recensione di Lucrezia Avitabile
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con Leila Falà, Renzo Morselli, Elisa Tinti regia di Mariapia Papandrea Di cosa parlano lei e lui, quando non parlano più damore? Di figli (se ne hanno avuti), verrebbe da dire. O di lavoro (con qualcuno bisogna pure sfogarsi...). Non è il caso dei protagonisti di questopera teatrale, rappresentata, in nuova versione, a Bologna, dove aveva debuttato lo scorso anno. Lui, deciso ad andarsene di casa e impegnato nel preparare la valigia, parla, sostanzialmente, di se stesso. Lei, oltre a redarguirlo perchè non si è comprato nulla di valido con cui riempirla, fatica a rassegnarsi al crollo di qualcosa che esiste ancora (e forse, almeno nel modo in cui se lo rappresenta, è sempre esistito) soltanto nella sua immaginazione. Elisa Tinti, Leila Falà e Alfredo Boz si sono incontrati alcuni anni fa nei laboratori e negli spettacoli di Tanino De Rosa, regista del Gruppo Libero Teatro. Hanno messo insieme le loro differenti esperienze teatrali e le similitudini. Lungo il percorso hanno incontrato persone come Mariapia Papandrea, che ha usato le proprie capacità registiche per suggerire e sistemare, mescolando con le loro idee le proprie. Come Renzo Morselli, attore di grande capacità ed esperienza, coinvolto per lattuale messa in scena. Lo spettacolo che, intelligente e ironico senza indulgere in fastidiose esagerazioni, risulta decisamente piacevole, ha preso spunti dal libro della psicologa Iaia Caputo "Di cosa parlano le donne quando parlano damore", dai suoi commenti, e dai due diari che lei ha scelto di far dialogare: "Fine di un amore" di Catherine Texier e "Nellintimità" di Kureishi. |
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