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Il vertice di Venezia, lo sciopero generale e i migranti
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Sabato 13 novembre, a Venezia, nel quadro delle iniziative contro la guerra, si sono svolte diverse manifestazioni di protesta in occasione del vertice della NATO. Mentre in città i "disobbedienti" contestavano lincontro e alcune centinaia di militanti del partito della Rifondazione Comunista effettuavano un corteo di barche, a Mestre oltre cinquecento libertari hanno dato vita a una manifestazione antimilitarista. Da subito il clima è stato pesante, a causa della sproporzionata mobilitazione di polizia e carabinieri, questi ultimi muniti di cani, supportata dalla presenza di un elicottero. Il corteo si è snodato fino al centro cittadino letteralmente in stato dassedio. Palese lintenzione, resa chiara dai titoli dei giornali locali, di isolare completamente i manifestanti dal resto della popolazione. Arrivato nonostante tutto in centro, il corteo si è concluso in piazza Ferretto, dove, sotto la pioggia e sottoposti ancora a una blindatura totale, si sono susseguiti vari interventi, tra cui quelli del Coordinamento Anarchico Veneto e del segretario dellUnione Sindacale Italiana. Per venerdì 3 dicembre era invece previsto lo sciopero generale nazionale indetto da CUB e USI-AIT contro la legge finanziaria proposta dal governo Berlusconi. Ma CGIL, CISL, UIL e UGL ne hanno proclamato un altro per il 30 novembre. La Commissione di garanzia per il diritto di sciopero, con decisione a dir poco discutibile, ha invitato tutti a non astenersi dal lavoro nel pubblico impiego. Linvito non è stato accolto dai sindacati concertativi che, il 30 novembre hanno dato vita, in tutto il paese, a imponenti manifestazioni cui hanno preso parte oltre 300.000 persone, e neppure dalla CUB che, il 3 dicembre, ha manifestato, insieme allUSI-AIT, a Milano e a Napoli, facendo scendere in piazza, nel complesso, circa diecimila lavoratori. Ma la notizia più bella degli ultimi giorni è senzaltro quella della riuscita manifestazione nazionale contro la legge Bossi-Fini, promossa dai migranti e da numerose organizzazioni della sinistra. Il 4 dicembre, a Roma, sotto una pioggia battente, hanno sfilato in corteo oltre diecimila persone, per lo più immigrati, chiedendo labolizione della legge Bossi-Fini (ma anche della Turco-Napolitano), la chiusura immediata dei Centri di Permanenza Temporanea, la rottura netta del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro. Una manifestazione con obiettivi chiari e condivisi, unitaria, decisa ma gioiosa. Un insegnamento che il nuovo movimento operaio ha dato a tutta la sinistra. |
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