![]() |
Intervista a Sohaila di Roberto Zani
|
Qual è la vostra opinione sulla guerra che gli USA hanno scatenato nel vostro paese per rovesciare il regime dei talebani? "LAfghanistan è sempre stato un paese allettante per la sua posizione strategica, prima per gli Inglesi e poi per i Russi. Dopo i primi bombardamenti sulla nostra popolazione, è apparso subito chiaro che gli USA hanno fatto questa guerra solo per i loro interessi e non per portare libertà e democrazia". Comè la situazione oggi in Afghanistan? "L80% delle città sono distrutte, il 50% della popolazione è costituita da profughi, il 25% non ha accesso alle cure mediche. Già nelle guerre precedenti tra mujaheddin e talebani erano state prese di mira specialmente scuole, musei e biblioteche: lanalfabetismo raggiunge punte del 95%. Questa situazione è stata ignorata dal mondo prima dell11 settembre 2001, ma purtroppo le cose oggi non sono cambiate. Bisogna ricordare che sia i talebani sia lalleanza del nord (i mujaheddin che hanno vinto lultima guerra n.d.r.) sono creature degli USA, foraggiate con soldi ed armi per combattere il nemico di turno. I media occidentali dicono che ora il nostro popolo è libero e felice, invece Amnesty International ha ampiamente documentato che non cè libertà in Afghanistan, anche perché il regime di Karzai e le forze della coalizione controllano solo Kabul e pochi altri centri. Il resto del paese è sotto il dominio dei signori della guerra, fondamentalisti che perseguitano con torture ed omicidi gli oppositori, le donne e i pochi studenti universitari. I profughi non rientrano in patria perché manca la sicurezza e non cè lavoro. Lattività principale è la coltivazione delloppio, ma gli USA ora si disinteressano anche di questo problema". Quindi la guerra non ha liberato le donne dal famoso burka "Le donne continuano a portare il burka perché non si sentono sicure; i padri continuano a tenere le figlie in casa impedendo loro di andare a scuola o a lavorare perché temono per la loro vita. I suicidi fra le donne non sono diminuiti, anzi sono aumentati perché non si vede una soluzione". Quale giudizio date alle recenti elezioni? "Le elezioni hanno acceso delle speranze, che però si sono subito spente quando abbiamo visto che i maggiori candidati (a parte Karzai che è luomo degli USA) erano sempre i signori della guerra. Non crediamo che Karzai voglia o possa disfarsi di loro; finché i fondamentalisti restano collegati al governo o controllano una parte così grande del territorio non si può parlare di libertà in Afghanistan. A mio parere nelle ultime elezioni cera una sola forza democratica, Collegamenti, nata da unalleanza tra varie organizzazioni e associazioni civili ed umanitarie: non ha ottenuto un buon risultato anche perché il suo giornale, lunico mezzo con cui poteva farsi propaganda, è stato censurato durante la campagna elettorale". Cosa possiamo fare dallestero per migliorare questa situazione? Chiedere al governo afghano di riconoscere RAWA? "Finché i fondamentalisti restano così forti non servirebbe. Spero che i vostri governi e lONU appoggino le forze politiche democratiche del nostro paese. Noi cerchiamo, per esempio nelle nostre attività di alfabetizzazione, di spiegare alle persone che il governo deve essere democratico, che assicuri cioè i diritti umani e civili a tutti ed anche alle donne, che soddisfi i bisogni dei suoi cittadini; occorre però separare la religione dalla politica, secolarizzare la società. Anche noi siamo musulmane, ma questo a nostro parere appartiene alla sfera privata della persona. I governi dei fondamentalisti sono stati talmente disastrosi per il nostro popolo che le persone accettano volentieri queste idee". E triste che unassociazione con finalità quasi ovvie agli occhi di un europeo si definisca rivoluzionaria e sia costretta a restare sempre in clandestinità nonostante i numerosi sconvolgimenti politici avvenuti in Afghanistan negli ultimi decenni. Attualmente RAWA può contare su circa duemila attiviste, ma per problemi finanziari è stato chiuso di recente lunico ospedale gestito dallassociazione. Esiste però un coordinamento italiano a sostegno di RAWA attraverso il quale è possibile acquisire ulteriori informazioni e fornire aiuti. Il sito internet è: www.ecn.org/reds/donne/coordinamento RAWA.html |
|