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Medio Oriente di Omar Lak
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Molti pensano che la sua importanza sia conseguenza della scoperta del petrolio! No, anche nel passato le potenze mondiali hanno cercato di tenere sotto controllo la zona, in quanto è una postazione strategica a livello militare, che collega lEuropa, lAsia e lAfrica via terra. LEuropa lha sempre guardata con occhio interessato, e ha usato i governanti della regione; nella lotta fra la Francia e l'Inghilterra per la supremazia mondiale "lImpero ottomano era la carta vincente". Questultimo, durante la sua massima potenza, nel XVI secolo, aveva concesso "il regime di capitolazione" ai Francesi e, di conseguenza, ad altri paesi europei. Tutta lindustria, nella zona, era controllata dagli stranieri, il capitale europeo cresceva sempre più e rendeva lImpero una semicolonia. In particolare dopo il trattato di Parigi (30 marzo 1856), che prevedeva limpegno di Francia, Inghilterra e Russia ad assicurare l'indipendenza e lintegrità territoriale dellImpero ottomano. Quindi furono gli Europei a dettare le leggi e le condizioni, e a determinare la nomina dei governatori locali secondo i loro interessi. I Russi erano i protettori dei cristiani nellImpero ottomano. Anche i Tedeschi, dopo lunificazione, non rimasero a guardare, ed elaborarono piani despansione. Secondo loro "lImpero ottomano doveva diventare esclusivamente colonia tedesca". La penetrazione tedesca procedeva attraverso canali militari, economici e politici; la crescita del capitale tedesco, la visita di Guglielmo II alla corte del Sultano nel 1889 e la concessione della ferrovia di Baghdad ai Tedeschi sollevarono un coro di proteste inglesi, francesi e russe. I Tedeschi si presentavano ai Turchi come gli amici più leali e sinceri, come diversi rispetto alle altre potenze europee. LImpero persiano, più arretrato economicamente e istituzionalmente rispetto a quello ottomano, era isolato. Nella prima metà del XIX secolo la Russia occupò una vasta zona dei suoi territori, e da padrone diventò il vassallo. La rivalità anglo-russa decideva la sua sorte. Nel 1901 la prima petrolifera iraniana agli Inglesi, laccordo tra Inglesi e Russi nel 1907 fece dividere il paese in due, dopo due anni le loro truppe occuparono parzialmente lIran. La presenza di diversi gruppi cristiani in Kurdistan, come Armeni, Assiri e Caldei, favorì linvio dei missionari. Larrivo dei missionari protestanti angloamericani, allinizio del XIX secolo, fece crescere i contrasti non solo tra Kurdi musulmani e cristiani, ma anche tra i cristiani stessi. Le potenze europee usavano vari metodi per attirare la simpatia e aver campo libero per i loro interessi. Gli Inglesi furono i primi ad arrivare in Kurdistan, inviando un funzionario di sua maestà, J. Rich, nel 1820. Allinizio del secolo scorso gli Inglesi imparavano la lingua kurda ancor prima di sbarcare. Le tante promesse dei Russi ai Kurdi, portarono questi ultimi alle guerre contro i Turchi (1829, 1854-1856, 1877-1878). Anche i Tedeschi non rimasero a guardare: durante il secondo viaggio nell'oriente (1898) lImperatore Guglielmo II si recò a visitare la tomba dell'eroe dei Kurdi Salahadin al ayubbi, per attirare lattenzione e far credere di rappresentare una forza amica; nel frattempo moltiplicarono le loro sedi diplomatiche. Nella prima guerra mondiale i Tedeschi usarono le tribù kurde come scudi contro le potenze anglo-russe. Dopo la prima guerra mondiale, a Sèvres, il 20 agosto 1920 si svolse la conferenza di pace tra i vincitori e la Turchia (Trattato di Sèvres), e firmarono gli articoli 62, 63 e 64. Il progetto prevedeva lautonomia locale alle regioni di maggioranza kurda, e in seguito, lindipendenza. Il trattato di Sèvres poteva dare un segnale forte per una direzione di pace e democrazia, poichè risolveva la questione kurda e quella armena, popoli diversi di razza, cultura e politica da quello turco, ma purtroppo, come accade sempre, il debole è costretto a inchinarsi di fronte al più forte. I Turchi, con l'avvento dei Kemalisti e appoggiati dalla Russia, sconfissero gli alleati che occupavano la Turchia. Si arrivò quindi al trattato di Losanna (24 luglio 1923); in quella sede non si parlò di trattato di Sèvres, ma di spartizione del territorio, soprattutto del Kurdistan; dopo gli scambi daccuse e di idee tra Turchi e Inglesi, fu raggiunta lintesa per la divisione del Kurdistan in cinque stati (Iran, Iraq, Turchia, Siria e Russia). Le grandi potenze, scoprendo il petrolio e creando le frontiere a tavolino, hanno condannato il popolo kurdo alla sofferenza e al genocidio. Allora mi chiedo: Europa e USA che difendono la pace, la libertà e la democrazia, perchè tacciono? Per far rotta verso un mondo pacifico occorre risolvere la questione dei popoli, come Ruanda, Sahara occidentale, Cecenia, conflitto Israele-Palestina e più di 80 anni di silenzio sul soffocamento dei Kurdi da parte dei governi alleati degli USA e dellEuropa. La guerra fa svegliare la gente, che si accorge che la pace è un dono prezioso da conservare, ma nessuno si chiede: quali sono i motivi di questo conflitto? Cosa bisogna fare per evitarlo? Come dice un proverbio: "prevenire è meglio che curare". Questa società crea più egoismo che solidarietà, la notizia della guerra rimbalza e fa il giro di tutto il mondo in un attimo. La preoccupazione invade spesso la mente della stragrande maggioranza, dalla TV ai giornali e dal parlamento alle discussioni dei bar, ma se qualcuno volesse risolvere i contrasti in modo pacifico, non sarà appoggiato dai potenti in quanto gli interessi sono scarsi o nulli; la dimostrazione è quanto è accaduto al popolo kurdo, che ci ha provato in varie occasioni e pagando a caro prezzo. Vorrei ricordare due tentativi. Dopo quasi due anni dalla presa del potere da parte di Sadaam Hussein, è stato raggiunto un accordo di cessate il fuoco per quattro anni tra il dittatore e il leader kurdo Mustafa Barzani del PDK (partito democratico del Kurdistan) firmato 11 marzo 1970; la tregua doveva portare lautonomia al popolo kurdo, voleva dire la pace e la stabilità, ma soprattutto salvare migliaia di vite umane, una soluzione che scottava e coinvolgeva il futuro di altri stati come Siria, Iran e Turchia. Questultimo è un paese della NATO, ed è questo il motivo per cui nessun governo europeo e americano si schiera concretamente a favore del popolo kurdo, soprattutto in Turchia; al contrario i partigiani del PKK, che lottano per la libertà di 15 milioni di kurdi che vivono nellarea, vengono chiamati terroristi. Alla fine degli anni 80, anche Abdulraman Kasmlu, capo del PDK iraniano, ha cercato di risolvere il problema kurdo in Iran attraverso il dialogo, ma purtroppo la ricerca della pace per un mondo migliore si trasformò in una condanna a morte per lui e i suoi collaboratori; questa tragedia accadde a Vienna, in un incontro tra governo iraniano e opposizione kurda. La causa palestinese, un altro nodo che giorno dopo giorno è più ingarbugliato, e le vittime di entrambe le parti ormai non si contano più. Dopo laccordo, il governo israeliano non vuole che i coloni ebrei abbandonino i territori occupati. Allora perchè lONU non fa pressione per evacuare la zona e consegnarla ai legittimi proprietari? Se la legge è uguale per tutti, allora deve esserlo anche la giustizia; nessuno dimentica lo sterminio ebreo da parte del nazismo, ma non deve essere una giustificazione per certi comportamenti del governo israeliano. Pace è la parola più amata da un po di tempo perchè vuol dire vita e coinvolge direttamente lAmerica e l'Occidente. Ma dov'erano i pacifisti durante gli otto anni di guerra tra Iran e Iraq, il massacro di Sabra e Shatila in Palestina? Non amavano la vita, i cinquemila morti e i più di dieci feriti ogni tre minuti colpiti dalla bomba chimica di Sadaam? Non aveva diritto di vivere, il popolo del terzo mondo coinvolto in queste guerre e genocidi voluti dai potenti? Purtroppo quando ci sono interessi in gioco non si guarda in faccia a nessuno! Non si può dimenticare che Sadaam e Bin laden sono stati il braccio armato dellAmerica. "Creare la democrazia e portare la quiete" questa è la frase dei più forti; la pace non è una merce da trasportare ma un diritto di vita, perciò da costruire tutti giorni come un palazzo col cemento e i mattoni, da custodire e ritoccare quando serve per poter durare nel tempo. La guerra può essere causata da una mossa di qualche secondo, che toglie la vita a migliaia o milioni di persone senza distinzione; ma la pace richiede il sacrificio delluomo rinunciando agli interessi per non calpestare i deboli privi di strumenti di difesa. |
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