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Olanda: per la libertà di parola

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La mattina del 2 novembre il giornalista e regista olandese Theo Van Gogh è stato assassinato ad Amsterdam, città nella quale viveva. Il presunto omicida è un uomo di 26 anni, con doppia nazionalità marocchina e olandese, fermato poco dopo l'assassinio. Il gesto avrebbe movente politico.

Theo Van Gogh, giornalista di destra, era odiato da molti musulmani per aver realizzato un cortometraggio intitolato ‘Submission’ e dedicato alla violenza contro le donne nell'Islam.

Il sindaco di Amsterdam Cohen, più volte attaccato verbalmente da Van Gogh in passato, ha invitato alla cautela nell’attribuire la responsabilità ai fondamentalisti islamici e ha espresso "rabbia, incredulità e orrore" per il fatto che un evento del genere abbia potuto verificarsi in una città che ha sempre considerato la libertà di parola tra i suoi valori più alti. Il premier Balkenende ha definito addirittura il delitto "un attacco alle radici della democrazia olandese".

Le comunità islamiche olandesi (il 6% della popolazione olandese è musulmana) hanno duramente condannato l'omicidio, anche se molti considerano offensive le opinioni di Van Gogh. "E’ terribile: gli spari e le minacce di morte non sono un modo per convincere le persone a pensarla in modo diverso", ha dichiarato Nabil Maruch, capo della missione diplomatica panaraba.

La sera si è tenuta in piazza Dam una manifestazione per riaffermare l'importanza della libertà di espressione e della tolleranza. I presenti sono stati invitati a fare più rumore possibile e alcune chiese hanno suonato le campane. Una difesa della libertà di parola senza se e senza ma.

In questo contesto, caratterizzato da serietà e civiltà, c’è anche chi cerca di soffiare sul fuoco. Finora, tuttavia, si è trattato, fortunatamente, di casi isolati.

A proposito di Olanda, apprendiamo da "la Comune" del 18 ottobre che "una delle manifestazioni sindacali più grandi dal dopoguerra si è svolta lo scorso 2 ottobre ad Amsterdam. Più di 250.000 persone hanno intasato le strette strade della capitale e centinaia sono addirittura state lasciate a terra da treni speciali stracarichi di gente. La manifestazione prevedeva un corteo, organizzato da una piattaforma di organizzazioni, il quale doveva allacciarsi ad un assembramento in piazza con interventi e musica, organizzato a sua volta dai tre maggiori sindacati. In realtà il caos ha fatto in modo che solamente la manifestazione sindacale ricevesse l’attenzione dei media, nonostante il corteo stesso contasse 50.000 persone, provenienti da associazionismo, anarchismo, settori anticapitalisti, residui di partiti comunisti, ma soprattutto molta autorganizzazione locale e immigrata".

A un Italiano, la vicinanza temporale tra i due insoliti eventi (la grande manifestazione sindacale e l’assassinio di Van Gogh che, ovviamente, ha sùbito monopolizzato l’attenzione dell’opinione pubblica) fa tornare alla mente la "strategia della tensione": speriamo invece sia del tutto casuale.

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