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Eppur si muove!
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Ma non è ai moti terrestri che ci riferiamo col nostro titolo. Stiamo parlando della sinistra italiana; una sinistra sconfitta culturalmente, prima che socialmente e politicamente, alla fine degli anni 70; una sinistra il cui avallo di facciata a modelli improponibili, primo fra tutti lo statalismo dellUnione Sovietica, ha dato spazio a un avallo reale alla brutalità del capitalismo; una sinistra che ha rinunciato persino a proporre la socialdemocrazia, lasciando trionfare una "cultura dimpresa" che stritola, come uno schiacciasassi, tutto ciò che incontra sulla sua strada. Cenerentola ama il cinema: non si è persa, linverno scorso, "Ora o mai più", la pellicola di Pellegrini che mostra come una nuova generazione si sia affacciata alla politica rispolverando ideali che sembravano scomparsi. Non si è persa neppure, nelle scorse settimane, "Lavorare con lentezza", di Chiesa, che commemora, in modo fin troppo benevolo, il tanto vilipeso movimento del 77. Opere di questo genere, negli anni 80 e 90, avrebbero circolato ben poco. Che stia per cambiare aria? Non certo allinterno delle aziende. Lì laria, appunto, si fa ogni giorno più irrespirabile. Però pellicole come "Mi piace lavorare", della Comencini, o il recentissimo "Volevo solo dormirle addosso", di Cappuccio, recensito a pagina 12, cominciano a denunciare, con forza, tale clima: così non si può più andare avanti! Qualcosa, dunque, si muove, almeno a livello culturale. E la sinistra sociale? Il movimento dei lavoratori? Si muovono anchessi. Lentamente, spesso in forme nuove, non sempre nella giusta direzione, ma si muovono. Cenerentola ne fa parte, pronta a svolgere la sua funzione di supporto e di critica. Larticolo pubblicato alle pagine 8 e 9, e dedicato ai pericoli che si corrono nel confondere "liberismo" e "capitalismo", vuole andare in questa direzione. |
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