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| Chirac è andato in Cina Il presidente francese Chirac ha effettuato, nei giorni scorsi, un viaggio in Cina, durante il quale i numerosi manager che erano con lui sono riusciti a firmare venti contratti per un valore complessivo di 3 miliardi di dollari. Visitando il paese, da Shangai a Chengdu, da Hong Kong a Pechino, Chirac ha procacciato buoni affari: Air China e China Eastern Airlines hanno acquistato 26 velivoli dall'Airbus, mentre la francese Alstom si è aggiudicata un appalto del valore di 1,7 miliardi di dollari per la costruzione di treni, forniture idroelettriche e pompe idrauliche. Anche France Télécom e China Telecom hanno stretto rapporti commerciali. Chirac ha chiesto di togliere l'embargo sulle armi alla Cina, una misura in vigore dal 1989: «Questo embargo non ha nessuna giustificazione e nessuna conseguenza», ha detto di fronte al presidente cinese Hu Jintao. «Non si può trattare la Cina ha poi aggiunto - come un partner commerciale se continuiamo a emarginarla sul piano strategico e militare». Chissa che cosa pensano Blair e Berlusconi, di questo giro di giostra. LUnione Europea somiglia sempre più a un autoscontro. Sudan: la grande partita continua, la guerra anche Su Cenerentola del 19 gennaio 2004, avevamo riportato la notizia che una storica intesa sulla divisione dei proventi petroliferi sudanesi era stata finalmente firmata tra il nord di etnia araba e bianca, e di religione musulmana, e il sud secessionista nero e animista. Dopo ventanni di guerra civile, e dopo circa due milioni di morti, la pace sembrava avere, finalmente, qualche possibilità di ristabilirsi in quello sfortunato paese. Non è andata così, come dimostrano le notizie, tragiche, giunte nei mesi successivi. La "comunità internazionale", inorridita, sembra decisa, questa volta, a intervenire. Come mai solo ora? Dopo ventanni e due milioni di morti? Secondo Mikhail Zygar di Global Research, il governo degli Stati Uniti dAmerica vuole imporre al Sudan un embargo petrolifero che impedirebbe a quel paese di vendere il proprio petrolio. E questa iniziativa sarebbe diretta contro gli interessi petroliferi che Cina, India e Russia hanno in Sudan. La proposta, che è stata avanzata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, avrebbe lo scopo di stabilire un monopolio anglo-americano sul petrolio e sugli oleodotti africani.La grande partita a scacchi continua, la guerra anche. Apprendiamo dal "Manifesto" dell11 ottobre che "la strage dei 19 carabinieri di Nassirya è diventata lo spot elettorale preferito da Bush nella sua campagna per le presidenziali. In TV gli Americani vedono l'esplosione e la disperazione dei militari italiani. Poi compare la scritta che dice pressapoco: ecco la prova che io, Bush, sono andato in guerra non da solo, ma con una coalizione che ha avuto i suoi morti". "Davvero nessuno ha niente da dire si chiede il Manifesto - che sui morti italiani si faccia propaganda elettorale negli USA?" Pare di no. Per parte nostra, invece, ci chiediamo: "E igienico, per gli Italiani, continuare a mostrare a tutto il mondo che il governo italiano è il miglior alleato di Bush?" Probabilmente no. Anche perchè i terroristi credono (o fingono di credere?) che la democrazia occidentale non sia una farsa, e non fanno differenza tra i popoli e i loro governanti. "E il popolo americano che ha finanziato gli attacchi contro di noi è scritto in un manifesto di al-Qaeda del novembre 2002 esso controlla, attraverso i senatori che ha eletto, come vengono impiegate le tasse". |
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