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recensione di Lucrezia Avitabile
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recensione di Lucrezia Avitabile
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con B. Pitt, E. Bana e D. Kruger di W.Petersen Complici il caldo dagosto e unarena allaperto, ho visto anche questo. E, sia pure in ritardo, lo vado a recensire. In fondo, chissà per quanti anni ancora, nelle assolate estati, verrà chiesto ai nostri lettori di accompagnare qualche bambino a vederlo! Meglio che sappiano cosa li aspetta. Il film è mediocre, nel complesso. Di bello ci sono solo Diane Kruger (ma ai bambini, in genere, non interessa) e Brad Pitt (per le accompagnatrici a cui piace il genere). La storia (cioè lIliade) è inconsistente, ma questo lavevamo già imparato alle scuole medie. E viene resa ancor più inconsistente per piacere a un pubblico abituato ai teleromanzi. Le interpretazioni sono piuttosto modeste. Credibile, nel complesso, la ricostruzione dei riti, degli oggetti, dei costumi indossati. Assai meno quella dei modi di pensare: la schiava contesa da Achille e Agamennone, ad esempio, più che comportarsi come una Troiana, si comporta come unhollywoodiana fanciulla del west. Curioso, ma non disprezzabile, risulta il modo in cui è raffigurata quella banda di teppisti chiamati Mirmidoni. Particolare interessante: la macchina da presa è girata dalla parte dei Troiani. I Greci sono decisamente cattivi; i Troiani, invece, sono buoni. Forse, a Hollywood, a differenza che nella Grecia antica, fare una guerra col pretesto di lavare lonta delle corna è ormai inaccettabile. Forse gli Statunitensi si identificano davvero con i Romani dellantichità che, come Enea ci ricorda nel finale del film, hanno raccolto leredità della città di Troia. O forse lapparizione delleroe che darà origine alle genti latine è da considerare funzionale alluscita di una seconda pellicola ispirata allEneide (Troy 2: la vendetta). con M. Moore, G.W. Bush di M. Moore Venerdì 27 agosto nelle sale italiane è uscito latteso documentario di Moore: ci sono andata subito e ne è valsa la pena! Cè poco da dire, è stato già detto tutto, ma è dobbligo dedicargli alcune righe. Se non fosse per le scene cruente di guerra e il dolore dei familiari dei soldati americani in Irak, ci sarebbe da ridere. Bush appare uno degli attori più comici che ci siano sulla piazza (senza nulla togliere a Silvio). Ma provoca un riso amaro, perché non si tratta di finzione cinematografica ma di realtà, la realtà del paese che esporta la democrazia altrove e ha in pugno il mondo intero. |
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