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32° Congresso geologico internazionale
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I temi trattati sono stati veramente tanti: i rischi geologici, le geotermia, le frane, la geologia e il turismo, la connessione tra la geologia e i tipi di vino, gli effetti degli ambienti naturali sulla salute degli uomini e degli animali. ecc. Ho trovato interessante la lettura plenaria di Bernard Duval dell'Institut Français du Pétrole: "Petrolio e gas in mare aperto: le quantità, le sfide, le prospettive" che fornisce informazioni sullo stato dell'arte nella ricerca petrolifera. I giacimenti petroliferi in mare sono solo il 22% delle riserve mondiali e sono quasi sempre su piattaforma continentale ovvero non superano i 200 m. di profondità. Le riserve individuate in acque profonde sono solo il 3%, ma in futuro si punta su queste, infatti per il 2005 sono state stanziate ingenti cifre per la ricerca e la tecnologia in questo campo (per ogni progetto sono impegnati diversi miliardi di dollari USA). L'esplorazione è rivolta a strutture definite "giganti" (contenenti diverse centinaia di milioni di barili di petrolio) per ammortizzare le perforazioni che sono molto costose: 30 milioni e più di dollari USA per pozzo. Sono in corso alcuni progetti in Angola e nella parte Nord del Mar Caspio. In particolare i giacimenti rinvenuti in quest'ultimo non sono situati in acque profonde, ma hanno comunque una localizzazione molto disagiata, in presenza di condizioni climatiche poco sopportabili. Altre indagini sono condotte in siti caratterizzati da alte pressioni e alte temperature, ma in condizioni termodinamiche estreme l'industria estrattiva ha molte difficoltà ad operare. Sembrerebbe che la ricerca sia orientata ad esplorare giacimenti presenti in zone caratterizzate da condizioni climatiche o localizzazioni disagevoli così da limitare i rischi imprevedibili che possono insorgere in luoghi facilmente accessibili. Mi sarebbe piaciuto raccontarvi anche qualcosa sulla vicenda di Caronia. Ricordate? Cenerentola ne ha parlato a lungo Caronia è un paese in provincia di Messina che nei mesi scorsi è stato teatro di strani episodi: lavatrici che bruciavano, fili di rame isolati che prendevano fuoco e diavolerie di questo genere. Per l'appunto fu incolpato il demonio o furono coniate teorie fisiche piuttosto fantasiose. Pensavo che gli studiosi delle scienze della terra, almeno quelli italiani, di fronte a un evento così singolare, avrebbero seguito la vicenda e scritto fiumi di parole. E quale migliore sede per presentare i lavori se non il 32° Congresso geologico internazionale? E invece tutto tace Come mai? Concludo questo articolo con la breve intervista che ho fatto a un luminare della geologia italiana. Gli ho sottoposto le seguenti domande: Ci sarà veramente un innalzamento della temperatura sulla terra nei prossimi anni? Quando finirà il petrolio? Cosa è successo a Caronia? -"Mi aspetto che mi chieda anche dell'esistenza di Dio" - ha risposto lo scienziato. Dora Palumbo |
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