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Bologna

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Bologna: Cofferati batte Guazzaloca

Sabato 12 e domenica 13 giugno a Bologna, come in molti altri comuni d’Italia, si è votato anche per eleggere il nuovo sindaco. Ha vinto Sergio Cofferati, ex segretario della CGIL e candidato del centro-sinistra, con il 56% dei voti espressi. La vittoria, largamente annunciata ma ottenuta con un distacco superiore al previsto, è in parte dovuta al fatto che i Bolognesi mal sopportavano la presenza, all’interno della giunta, degli esponenti di Alleanza Nazionale (alleati di Guazzaloca), in parte al desiderio di indebolire, anche attraverso il voto amministrativo, il governo Berlusconi, in parte all’accordo raggiunto da quasi tutta la sinistra sulla candidatura Cofferati.

Il giorno successivo, contro ogni evidenza, Davide Ferrari, esponente locale del centro-sinistra ha dichiarato a un’emittente TV :

"Non è vero che - come stanno dicendo esponenti della vecchia giunta - non si è trattato di un voto su come Guazzaloca ha amministrato.

Purtroppo continuano a scambiare la propaganda con la realtà.

Guazzaloca è apparso troppo lontano, assente, indisponibile a ogni vera partecipazione dei cittadini.

Questa è tra le principali cause della sua sconfitta.

Proprio la mancanza di ascolto da parte di Guazzaloca ha reso più urgente e voluta, nella società bolognese, una svolta, quella da Cofferati fortemente sostenuta, basata sulla partecipazione".

Cominciamo male...

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"Reddito sociale" anche in Lombardia?

Nei precedenti numeri di Cenerentola abbiamo seguito (e continueremo a seguirla) la vicenda dell’istituzione del cosiddetto "reddito sociale" in Campania. Pochi giorni fa la Confederazione Unitaria di Base e la "Rete per la difesa del reddito" hanno presentato alla Regione Lombardia una proposta di legge d’iniziativa popolare tesa a garantire forme di reddito a disoccupati, occupati precari, intermittenti, pensionati e partecipanti ad attività formative.

Di seguito riportiamo una "sintesi delle norme per l’attuazione del reddito sociale" da loro diffusa.

"Il reddito sociale può essere assicurato sia attraverso forme di integrazione diretta, sia attraverso la garanzia di accesso a beni e servizi basilari, quali sono i beni di consumo, la formazione, la cultura, la mobilità, la sanità, l’alloggio, i servizi minimi e il credito.

Destinatari

Disoccupati o occupati precari – coloro che hanno un reddito inferiore a 6.000 euro annui

Intermittenti – coloro che hanno lavorato nell’ultimo anno tra le 500 e le 600 ore percependo un reddito tra i 6.000 e i 12.000 euro

Partecipanti ad attività formative – coloro che hanno 800 ore di formazione ed un reddito del nucleo familiare di 30.000 – 34.000 – 39.000 a seconda che sia composta da 2, 3 o 4 persone.

Pensionati – coloro che sono titolari di pensioni sociali e minime

Erogazioni dirette

Per i disoccupati, precariamente occupati e per i pensionati è corrisposta una integrazione fino a 6.000 euro annui.

Per gli intermittenti viene corrisposta un’indennità per i giorni di non lavoro dell’anno in corso, che tenga conto dei giorni lavorati e del reddito percepito nell’anno precedente, fino ad un tetto di euro 12.000.

Per i partecipanti ad attività formative viene corrisposto un contributo pari a 800 euro annuali.

Erogazioni indirette

Trasporto – gratuità del trasporto urbano e sostegno del 50% di quello extraurbano.

Cultura – contributo del 30% sull’acquisto di beni di consumo e acquisti di tipo culturale.

Servizi minimi – contributo del 50% sulle utenze per fornitura di gas, acqua, elettricità, telefonia fissa e per l’alloggio.

Beni di consumo e credito – istituzione della Carta Reddito Precario di 260 euro mensili per beni di consumo in genere e per l’accesso a forme di credito. Per i partecipanti ad attività formative viene istituita in alternativa la Carta Reddito Studentesco di pari importo.

Modalità di gestione

Per gestire le domande viene istituito l’Ufficio Competente, presso il Dipartimento Regionale competente in materia di Politiche Sociali.

La Regione Lombardia erogherà i fondi necessari alla copertura finanziaria. Entro 60 giorni dall’approvazione della legge il Consiglio Regionale approverà il regolamento attuativo".

 

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