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Le elezioni indiane, svoltesi tra fine aprile e inizio maggio, hanno decretato una sonante sconfitta delle politiche neo-liberiste, rappresentate dal Bharatiya Janata Party (BJP), guidato dallex primo ministro Mehari Vajpayee. Ma dopo la festa, le speranze sono state presto tradite. Sonia Gandhi, la guida del Partito del Congresso a capo della coalizione vincente, ha rinunciato allincarico di primo ministro che le spettava, a suo dire seguendo la sua coscienza, ma più verosimilmente obbligata dalle pressioni dei nazionalisti hindu che hanno rifiutato la sua origine straniera. Al suo posto è stato nominato lesponente della coalizione vincente più vicino al centro destra, Manmohan Singh. Ex ministro delle finanze tra il 1991 e il 1996, è stato autore del piano di riforme economiche di stampo liberista lanciato da Nuova Dehli nel 1991. I mercati mondiali e la Borsa di Bombay hanno ringraziato, il nuovo primo ministro ha la fiducia degli uomini daffari e di gran parte della fascia dei conservatori. E colui che ha dato il via alle riforme che il BJP, dal 1996 in poi, ha soltanto accelerato. LIndia lo scorso anno ha visto crescere il proprio prodotto interno lordo di più dell8%. Possiede uno dei poli informatici e di high-tech più sviluppati del mondo. Ha aperto le porte del commercio agli investitori esteri. Potrebbe sembrare vivere una situazione rosea, come il precedente governo la sponsorizzava, parlando di "shining India". La realtà è ben diversa. Le diseguaglianze sociali sono fortemente aumentate, la povertà si è estesa, privilegiando lélite borghese. La luminosità dei palazzi dei poli economici di Bangalore e Mumbai non splende nelle campagne povere, fatte di stenti e fame, che ospitano due terzi della popolazione. La politica economica dellex governo, acclamato e sostenuto dalle élite politiche ed economiche mondiali, ha danneggiato i contadini, colpiti dal crollo dei prezzi dei generi alimentari sul mercato internazionale. Il settore pubblico è stato smantellato, a causa di una campagna sfrontata di privatizzazioni. I gruppi urbani di paramilitari hanno rafforzato i propri attacchi contro le minoranze religiose. Ma la povertà diffusa, la base rurale della cittadinanza, i 200 milioni che vivono nella miseria con meno di un dollaro al giorno, hanno rifiutato sonoramente il governo dei potentati economici, della corruzione governativa, delle frange estremiste, fasciste e xenofobe. Cè da segnalare la vittoria dei partiti della sinistra, tra cui i due più importanti partiti comunisti, che hanno ottenuto la maggioranza nelle regioni del Bengala Occidentale e di Kerala, e il partito dei Dalit, gli intoccabili, che ha ottenuto la sua prima importante affermazione. Ma ancora una volta i sovrani delleconomia internazionale sono intervenuti a "ristabilire la situazione". La nomina di Sonia Gandhi non prometteva già di per sé molto di buono. Ricordiamo, infatti, che la Gandhi è prima rappresentante di una dinastia politica, quella dei Gandhi-Nehru, che ha governato dallindipendenza del 1947 per i successivi quarantanni, e che ha più volte ricercato lappoggio dei proprietari terrieri, senza affrontare la miseria e restringendo i diritti democratici, soprattutto sotto il governo di Indira Gandhi. Ma la scelta finale di Manmohan Singh come capo del governo ha fatto crollare ulteriormente gli entusiasmi. Sono sul punto di essere completate importanti privatizzazioni in diversi settori, dal petrolio alle compagnie aeree, dalle banche agli investimenti esteri. Inoltre è difficile prevedere sensibili cambiamenti nella politica estera, soprattutto nella crisi decennale con il Pakistan. La Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale hanno nuovamente vinto, dimostrando come le leggi democratiche siano travolte e frantumate dalleconomia mondiale dominante. La minaccia del ritiro degli investimenti stranieri, la rabbia xenofoba dei nazionalisti hindu e il calo della Borsa hanno ribaltato la volontà degli elettori. Resta da vedere quali possano essere gli spazi di manovra, ricordando che il governo per rimanere in maggioranza ha bisogno dellappoggio irrinunciabile dei partiti di sinistra. I comunisti sosterranno il governo dallesterno, ma non potranno astenersi dal fare anche minime concessioni. Lesperienza indiana si è dimostrata uno specchio della globalizzazione malata, rifiutata dai poveri e dalle popolazioni, ma inneggiata ed inseguita dalle potenti lobby economiche e politiche mondiali. La strada per cambiare è ancora lunga, ma la gente sembra intenzionata a percorrerla. Parlare di quello che accade in Irak è sempre più difficile. Anche perchè, data la difficoltà di separare le notizie vere da quelle false, non si sa bene che cosa commentare. E si finisce per limitarsi a commentare le notizie verosimili. A volte, però, il fatto che una notizia sia verosimile, non è sufficiente. E verosimile, ad esempio, che la guerriglia irachena abbia preso in ostaggio lAmericano Nicholas Berg e labbia decapitato, diffondendo poi il relativo filmato via internet? Data la barbarie imperante, certamente! Eppure, cè qualcosa che non torna e, soprattutto, qualcosa che inquieta. "Nel mondo islamico scrive Sabina Morandi su Liberazione del 17 maggio - il video dell'esecuzione di Nick Berg ha suscitato sdegno e orrore ma anche numerose domande sui lati oscuri della vicenda. In un articolo per Al Jazira, Lawrence Smallman fornisce uno stralcio del dibattito in corso fra i fruitori di internet di lingua araba."(...) "C'è chi sostiene che la decapitazione sarebbe stata effettuata su di un cadavere, sia perché Berg è innaturalmente immobile, sia per la pressoché totale assenza di sangue che invece avrebbe dovuto continuare a scorrere, come sempre accade quando viene recisa la carotide". (...) "Più interessante è quanto verificato dalla stessa emittente del Qatar, che ha provato a collegarsi al sito www.alansar.biz pochi minuti dopo che il giornalista della Reuter aveva dato l'annuncio. Al Jazira ha trovato il sito già inattivo. Eppure, secondo quanto affermato dalle dirette interessate, negli stessi minuti Fox News, Cnn e Bbc stavano scaricando le riprese". Davvero strano. Ma, leggete questa: "L'Fbi ha interrogato più volte Berg negli anni passati perché è risultato che Zacarias Moussaoui, uno dei dirottatori dell'11 settembre, ha utilizzato il suo account di posta elettronica quando entrambi si trovavano in Oklahoma. Secondo quanto riportato da Fox New martedì scorso, il legame fra Moussaoui e Berg era stato archiviato come una mera «coincidenza»". Coincidenza? Chi era e che cosa faceva Nicholas Berg? Tra il 2002 e il 2003 le spese militari mondiali sono aumentate del 18% in termini reali. Gli USA spendono circa il 50% del totale dei 956 miliardi di dollari impiegati ogni anno. A dirlo è il rapporto annuale del Sipri, l'osservatorio sugli armamenti di Stoccolma. I tre quarti delle spese militari del mondo vengono effettuate dai paesi ricchi, che contano il 16% della popolazione del pianeta. La somma delle spese di un anno è dieci volte più grande della spesa per la cooperazione allo sviluppo e gli aiuti umanitari. |
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