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Italia: manifestazioni contro la guerra

 

Livorno 29 maggio 2004 - Foto Umanità Nova da italy.indymedia.org

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Il 4 giugno il presidente degli Stati Uniti d’America George W. Bush è venuto in Italia a salutare il fedele alleato Berlusconi. Una visita del tutto inopportuna. La maggioranza degli Italiani, infatti, è contraria alla guerra che i due stanno portando avanti in Asia e, soprattutto, è disgustata dalla continua violazione dei diritti umani di cui le truppe d’oc-cupazione si rendono responsabili. In tutto il Paese si sono svolte manifestazioni per il ritiro immediato dall’Irak. La più partecipata è stata quella di Roma, dove decine di migliaia di pacifisti hanno dato vita a una grande protesta.

C’era stata, nei giorni immediatamente precedenti, molta preoccupazione: in particolare, si temeva una replica di quanto accaduto a Genova nel 2001. Non è stato così, e ce ne rallegriamo, anche se non possiamo fare a meno di domandarci, per esempio, perchè mai a Genova sì e a Roma no. La realtà è senz’altro molto più complessa, ma a volte sembra davvero che ci sia qualcuno che accende o spegne l’interruttore.

Tra le altre manifestazioni, che nel corso della settimana hanno interessato quasi tutte le città italiane, significativa ci è parsa quella di Ancona. Non certo per la numerosità dei partecipanti, ma per il fatto di aver ricordato, a novant’anni di distanza, quello che fu l’apice del movimento antimilitarista in Italia: la "settimana rossa". Un movimento che non riuscì, purtroppo, ad evitare al Paese di cadere nel baratro della prima guerra mondiale e di tutto quello che ne è seguìto (fascismo, seconda guerra mondiale, dominio statunitense).

Ci auguriamo che, questa volta, ci si riesca a fermare in tempo.

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