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Ogni volta che te ne vai
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con F. De Luigi, C. Dazzi Se voleva essere un tributo al mondo del liscio, non č riuscito. La trama del film č inconsistente, ma questo era prevedibile. Meno prevedibile il fatto che il regista non mostrasse lallegra sensualitā del ballo, il formidabile virtuosismo dei ballerini, la consumata professionalitā dei suonatori, lincredibile follia delle contaminazioni. Forse, dopo aver visto The Company, ci si aspettava che Cocchi avesse unattenzione per il liscio pari a quella di Altman per la danza moderna. Tra gli attori, lunico a muoversi a proprio agio č il fisarmonicista Ceroni (Bargossi, nella pellicola), che si rivela maestro anche nellinterpretare, con disinvolta leggerezza, la caricatura dellorchestrale: da autentico uomo di spettacolo, non si č tirato indietro neppure nel mettere in scena la propria morte, con tanto di funerale. Buona la riproduzione degli stravaganti costumi indossati abitualmente dai suonatori e dai ballerini del liscio, costumi che trovano confronti solo con gli involucri delle uova pasquali. Ma č solo il fumo. Viene da pensare che il regista non abbia mai assaggiato larrosto. Lucrezia Avitabile |
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