Barra di navigazione

 

Dizionario biografico
degli anarchici italiani

recensione di Tomaso Marabini e Roberto Zani

Bianca, Vero, Luce e Luigi Fabbri nel 1926

sei in Cenerentola>archivio>numero35>in libreria

Vol. 1 A - G, pp.800, Euro 80

Vol. 2 H - Z + indici, pp. 800, Euro 80

Edizioni Biblioteca Franco Serantini - Pisa

E’ imminente l’uscita del secondo ed ultimo volume del Dizionario Biografico degli Anarchici Italiani. Nei due volumi (il primo è uscito nel dicembre scorso) sono contenute più di duemila voci: vite di uomini e donne che hanno contribuito in vari modi (dai massimi esponenti fino ai semplici attivisti dei centri più sperduti) all’edificazione del movimento anarchico e libertario di lingua italiana, in un arco temporale compreso tra la 1° Internazionale ed il ’68.

L’opera, finanziata grazie ad un progetto delle Università di Milano, Trieste, Teramo e Messina, è stata coordinata dai docenti Maurizio Antonioli, Giampietro Berti, Santi Fedele e Pasquale Iuso; soprattutto, è il frutto di un generoso lavoro collettivo di ricerca durato tre anni da parte di quasi 150 storici (professori e ricercatori universitari, studiosi del movimento anarchico e operaio in generale, storici locali). Anche in Emilia – Romagna si è operato in maniera collettiva: hanno partecipato alla compilazione delle voci numerosi collaboratori, singole individualità e/o appartenenti a diversi istituti di ricerca: Università di Bologna, Biblioteca Libertaria Armando Borghi di Castelbolognese (con l’apporto di effettivo coordinamento svolto da Gianpiero Landi), Archivio Storico della F.A.I., Istituto Storico della Resistenza di Modena e quello di Parma, Archivio Famiglia Berneri e Aurelio Chessa di Reggio Emilia, Museo Civico del 1° e 2° Risorgimento di Bologna, Biblioteca del Gruppo A. Libertad di Rimini.

La ricchezza dei contributi e degli stili di ricerca è stata valorizzata da una seria impostazione metodologica condivisa, nonché dal puntale riscontro e coordinamento delle voci.

Molti dei personaggi biografati non erano mai stati presi in considerazione finora dalla storiografia, e le documentazioni venute alla luce durante le ricerche costituiscono già da subito la base per ulteriori studi. Il dizionario stesso resta un lavoro in progress: integrazioni ed aggiornamenti usciranno nei prossimi mesi, probabilmente in allegato alla Rivista Storica dell’Anarchismo.

Il carattere multiforme del movimento libertario (dai moti insurrezionali all’arte, dal sindacalismo all’educazionismo, dalla militanza armata all’antimilitarismo), le sue estensioni geografiche, le diversità ideologiche tra individualisti ed organizzatori, i grandi eventi ed i passaggi epocali vengono affrontati e si sviluppano attraverso le vicende dei numerosi protagonisti di un racconto corale. E forse proprio la biografia è la prospettiva di indagine e la dimensione più congeniale per il libertario: quella umana ed individuale, che interagisce con la dimensione politica e il divenire sociale.

Ciò non ci deve far dimenticare l’importanza dei dati statistici ricavabili dall’opera. Fra i tanti, forse il più importante è quello relativo alla provenienza sociale ed ai mestieri esercitati dai biografati: a sfatare i luoghi comuni di tanta storiografia (soprattutto di stampo marxista), la grande maggioranza delle voci riguarda persone appartenenti alla classe operaia cittadina (minatori, metallurgici, muratori ecc…). Quello anarchico è stato un movimento autenticamente popolare che ha segnato la nostra storia contemporanea: il dizionario biografico è una tappa fondamentale per la sua corretta ricostruzione storica.

Il pregio dell’opera non si limita però a quello di essere uno strumento di lavoro indispensabile per gli studiosi del movimento anarchico: se le fonti più utilizzate, dato il carattere rivoluzionario e sovversivo del movimento, sono state le carte di polizia (correlate ad altri tipi di documentazione, quali la stampa e le pubblicazioni d’epoca), va sottolineato l’apporto delle fonti orali: compagni, amici e parenti dei biografati che hanno partecipato con le loro testimonianze alla costruzione delle voci. E già dopo l’uscita del 1° volume si è registrato l’interessamento di tante persone che ricorrono al dizionario per conoscere le vicende dei propri cari. Questi "interscambi di saperi", contributi reciproci alla costruzione di identità tra persone viventi e le biografie contenute nel dizionario, costituiscono un aspetto sorprendentemente vivo di un’opera all’apparenza fredda e specialistica.

Nelle pagine del dizionario è inoltre contenuto l’invito a superare la dicotomia (in cui cade gran parte della sinistra) tra l’adorazione di un mito lontano, spesso incarnato dalla figura di un leader o di un guerrigliero esotico, ed una realtà quotidiana che appare immutabile anche a causa di tale atteggiamento contemplativo che si esaurisce in una sterile simbologia. Le vicende umane dei biografati risultano infatti delle storie spesso avventurose e appassionanti pur depurate, tramite un approccio storico - scientifico, dall’alone romantico e sentimentale che sovente ha accompagnato la figura leggendaria o macchiettistica del rivoluzionario anarchico. Resta tutto il fascino e l’attrattiva nei confronti di quelle vite, vissute fino in fondo sfidando il potere nonostante una repressione devastante (lunghe pene detentive in carcere o al confino, disoccupazione forzata, diaspore, manicomi…), di persone che magari hanno abitato a pochi metri da casa nostra.

Non icone benedette o maledette, ma reticolo e tessuto della memoria e della storia collettiva. Le esistenze degli uomini e delle donne raccolte nel dizionario costituiscono le radici più autentiche della nostra identità di libertari.

Inizio pagina